Alessitimia e malattia: quando le emozioni non trovano le parole

2' di lettura 09/03/2017 - “Date parole al vostro dolore, altrimenti il vostro cuore si spezza”. Così recitava William Shakespeare nel suo Macbeth, ed effettivamente esprimeva, anticipando folti studi, una grande verità. Un poetico aforisma per parlare dell’ alessitimia: un termine attraverso il quale in psicologia si identifica la difficoltà di riconoscere e descrivere ciò che si prova.

Attraverso questo aforisma introduciamo l’argomento di oggi che è l’alessitimia (dal greco, a = mancanza, lexis = parola, thymos = emozione), un termine attraverso il quale in psicologia si identifica la difficoltà di riconoscere e descrivere ciò che si prova. Questo termine è stato coniato nel 1973 da Sifenos per descrivere l’insieme delle caratteristiche cognitive e affettive riscontrate in molti pazienti affetti da disturbi psicosomatici. I disturbi psicosomatici sono una categoria di disturbi che si esprimono attraverso manifestazioni somatiche (da soma= corpo), che non hanno una spiegazione da un punto di vista medico.

Gli individui alessitimici sono particolarmente soggetti a sviluppare disturbi e malattie somatiche a causa di un’elaborazione affettiva difettosa e all’incapacità di modulare stati di attivazione emotiva acuta.
I risultati delle prime ricerche sistematiche di Sifenos confermarono che il disturbo alessitimico si associa a difficoltà di comprensione concettuale e di espressione verbale dei sentimenti, nonché stile comunicativo sterile e monotono. L’alessitimia è risultata collegata significativamente a numerose condizioni patologiche sia di natura psicosomatica, sia psicologica come: l’ipertensione, la dispepsia, la disfunzione erettile, l’ulcera peptica, l’asma bronchiale, la colite, l’artrite reumatoide, l’abuso di sostanze e alcune forme di ansia. È importante sottolineare che non tutti i pazienti con malattie psicosomatiche presentano tratti alessitimici, ma certamente chi soffre di allessitimia, e quindi non ha acquisito la capacità di dare parola al proprio malessere, sicuramente esprimerà tali emozioni attraverso altri canali, e generalmente quello somatico ha la corsia preferenziale in quanto unico canale di uscita, dopo la parola.


da dott.ssa Alessandra Mosca
psicologa
 

 





Questo è un articolo pubblicato il 09-03-2017 alle 13:09 sul giornale del 10 marzo 2017 - 1909 letture

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