Il calore dell’amore è cosa diversa dalla morbosità

3' di lettura 07/03/2017 - Un atto di violenza non è mai un gesto d’amore: convincersi di questo è il primo passo per riappropriarsi della propria esistenza e della propria indipendenza

Magliano di Tenna: Per la festa della donna abbiamo avuto il piacere e la fortuna di porre alcune domande ad una scrittrice del nostre territorio, Nadia Nunzi autrice del libro “ti amo anima mia”.
Una storia vera di maltrattamenti e di rinascita dove la protagonista, partendo dal fatto più violento commesso dall’uomo che credeva essere il più importante della sua vita, le mette le mani addosso mostrandosi per quello che realmente è: una persona altamente pericolosa. Ripercorre quindi il tempo vissuto con l’uomo raccontando l'innamoramento, l'assuefazione che aveva di lui, la manipolazione subita e la perdita della propria identità. Un racconto dove il personaggio principale si mette a nudo con tutte le proprie fragilità ma anche con le sue risorse interiori che le consentono di riprendersi la vita e la propria indipendenza.
Le chiediamo subito: qual è la sua definizione della parola Amore nel rapporto di coppia? Non mi piace molto dare delle definizioni. Meno che mai a un qualcosa di così impalpabile e spesso inspiegabile come l’amore. Sicuramente non è fatto di prevaricazioni. Un sano rapporto di coppia lo vedo basato sulla fiducia, sul rispetto e soprattutto sulla libertà. Ma ci vogliono intelligenza e un certo equilibrio per far sì che possa durare nel tempo senza sbriciolarsi.
Qual è il limite oltre il quale l'Amore rischia di trasformarsi in una malattia dell'anima che ci fa credere di amare qualcuno mentre nella relazione siamo costantemente umiliati? Non penso che l’amore possa trasformarsi in malattia. Spesso si parla di «amore malato» o «amore violento», ma credo che i termini associati cozzino mostruosamente tra loro fuorviando tanto chi li usa, come chi li legge. Una persona che mortifica, umilia, inveisce… e vuole cambiare chi ha accanto, secondo il proprio volere, non ama, possiede. E chi dall’altra parte subisce tutto questo (come è accaduto di fare anche a me) probabilmente sta amando un’idea, o soffre di dipendenza affettiva, da non riuscire a reagire prontamente per staccarsi da chi attua la manipolazione. Questo spesso accade per un vuoto affettivo pregresso, o per via di una scarsa autostima o di una forte insicurezza, che portano all’attaccamento, cosa ben diversa all’amore. Comunque sono dinamiche complesse, e non è semplice, né opportuno, parlarne in maniera generica.
L'amore tra un uomo e una donna come dovrebbe essere per poterlo definire armonioso e gratificante all'interno della coppia? È in buona sostanza, più semplicemente un incontro tra due persone ognuna delle quali risponde in maniera soddisfacente ai bisogni dell'altro o è un'alchimia più complessa? Non sono certo una guru dell’amore. Comunque, per quel che mi riguarda, quando si parla di bisogno dell’altra persona, c’è già qualcosa che non va. Credo sia anche ora di abolire l’immagine delle due metà che si completano. Siamo persone integre che possono essere arricchite dall’amore dell’altra persona. Poi che sia semplice o complesso, dipende dal proprio punto di vista. A volte, purtroppo, sono le nostre paure a farcelo vivere nel modo sbagliato.
Esiste tra due persone l'amore senza fine o è solo un'idea romantica e una pura illusione? Bella domanda. Un po’ come chiedere se Dio esiste, oppure se ci piace pensarlo. A ogni modo, io spesso mi definisco innamorata dell’amore. Ci ho creduto fortemente e ho preso un abbaglio (per i motivi che spiegavo sopra), ciò nonostante continuo a crederci, ma con una consapevolezza nuova, che sicuramente un tempo non avevo.


di Lorenzo Bracalente
lorenzo.bracalente@gmail.com
 







Questo è un articolo pubblicato il 07-03-2017 alle 12:24 sul giornale del 08 marzo 2017 - 1371 letture

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