Montegranaro: esame della situazione del distretto calzaturiero Fermano – Maceratese

scarpe camera commercio fermo 7' di lettura 04/03/2017 - Proposte per il sostegno attivo del Distretto Calzaturiero fermano-maceratese, di cui Montegranaro è uno dei Comuni più rappresentativi, non solo nella Regione Marche ma di tutto il contesto italiano.

Il perdurante stato di crisi conclamato dai dati economici relativi alla diminuzione degli indici di produzione industriale e dei volumi di prodotto esportato, all'esplosione del tasso di disoccupazione, al ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali ordinari e straordinari registrati negli ultimi anni, determina una situazione sociale di gravissima depressione generale - il calo significativo dell'export, pari a -5,36%, tra gli anni 2015-2016; la cessazione di più di 400 imprese del settore, pari al -9,1%, dal 2009 al 2014; l'aumento del 138% delle CIGO dal 2008 (anno di inizio della crisi).

Il Consiglio Comunale è consapevole che dette condizioni di severa criticità socio-economica vengono determinate dalle scelte strategiche e geopolitiche operate ai livelli nazionali e sovranazionali e che le stesse costituiscono la causa di una generale depressione della domanda di beni sia dall'estero che dall'interno del Paese, danneggiando le produzioni manifatturiere italiane, segnatamente quelle del nostro distretto industriale. Tenuto conto di quanto esposto nel precedente capoverso, il Consiglio Comunale intende comunque chiedere con risolutezza a tutti i livelli di governo sovraordinati - Regione Marche, Stato Centrale, Unione Europea - precisi impegni in ordine all'attuazione di misure urgenti ed indifferibili a salvaguardia dell'intero Distretto calzaturiero fermano-maceratese, del suo tessuto economico ed in definitiva della sopravvivenza stessa delle nostre comunità.

Consapevole che la pur doverosa e perentoria richiesta di interventi urgenti non esaurisca i doveri delle Istituzioni locali, il Consiglio Comunale intende farsi promotore unitamente al Sindaco ed alla Giunta, di una costante azione di monitoraggio sulle misure da attivare e sul loro stato di attuazione. Intende inoltre sostenere e promuovere l'operato del costituendo “Tavolo Tecnico sul distretto Calzaturiero” ai cui lavori interverranno le Associazioni di categoria ed i Sindacati e che dovrà registrare una larga partecipazione delle Camere di Commercio, dei Comuni del Distretto Calzaturiero e delle Province interessate, cosciente che le tematiche trattate nella presente mozione abbiano una rilevanza territoriale che necessariamente esubera le competenze e gli strumenti operativi di un singolo Comune. L’Amministrazione Comunale si farà parte attiva, auspicando l’impegno in tal senso anche delle altre Amministrazioni Comunali, per favorire il miglioramento delle relazioni industriali ai fini dell’innovazione del sistema produttivo, della salvaguardia della filiera produttiva, della promozione delle aggregazioni tra imprese e del miglioramento delle condizioni e dei tempi di vita e di lavoro dei lavoratori. In questo ambito vanno considerati gli obiettivi prioritari dell’occupazione giovanile e della stabilizzazione contrattuale in contrasto alla precarietà. Dato atto che la presente mozione scaturisce da un lavoro di condivisione con le parti sociali rappresentate da: Sindacati Confederali (CGIL, CISL, UIL) di Fermo, Confindustria Fermo, Confartigianato Fermo, Confederazione Nazionale Artigiani Fermo.

Tutto cio' premesso il consiglio comunale chiede con forza alla regione marche, al parlamento ed al governo nazionale, all'unione europea, per quanto nelle rispettive competenze, la predisposizione delle seguenti misure urgenti ed indifferibili volte al sostegno attivo del distretto calzaturiero fermano-maceratese:

1. L'inclusione del Distretto calzaturiero fermano-maceratese nelle cosiddette “Aree in crisi” e la conseguente estensione allo stesso di tutte le azioni di cui già beneficiano altri distretti regionali quali quello ascolano (area di crisi complessa), quello pesarese e quello fabrianese; tutto ciò in ragione dei volumi produttivi del distretto stesso, decisamente più elevati rispetto agli altri e degli indicatori economici le cui dinamiche negative sono esplose rispetto ai relativi miglioramenti registrati nei distretti già inclusi tra quelli in crisi.
2. La possibilità conseguente per i Comuni e le imprese del Distretto calzaturiero di attingere ai finanziamenti appositamente assegnati a valere sul POR FESR 2014-2020 e su altre linee di finanziamento di carattere regionale, nazionale o europeo ad oggi attingibili o da attivare appositamente per tale finalità. La costituzione, a tale scopo, di un Ente regionale a servizio delle PMI per lo sviluppo della progettazione e l’accesso ai finanziamenti dei fondi UE.
3. La promozione delle azioni volte al riconoscimento del Marchio “MADE IN” sia nell'ambito nazionale che in quello europeo, mediante l'attivazione dei processi legislativi necessari presso tutte le competenti istituzioni dell'Unione Europea, dando seguito finalmente a quanto deliberato nel 2014 dal Parlamento Europeo a larga maggioranza; il conseguente utilizzo di detto Marchio nell'ambito della vigente normativa tariffaria e doganale a tutela dei produttori e dei prodotti del distretto e dei consumatori nazionali ed esteri; il Marchio dovrà favorire la promozione integrata dell'alta qualità delle produzioni locali ed implementare una maggiore efficacia nella commercializzazione delle nostre manifatture in ambito nazionale ed internazionale.
4. L'estensione dell'utilizzo degli Ammortizzatori Sociali (CIGO – CIGS - Contratti di solidarietà – FSBA, fondo di solidarietà bilaterale per l'artigianato) - strumenti oggi in corso di rimodulazione ed, in definitiva, di ampia riduzione - onde assicurare una efficace conduzione delle numerose crisi industriali in atto e mitigare gli effetti nefasti di una perdurante e diffusa disoccupazione. In questa ottica si chiede un potenziamento di quegli strumenti professionalizzanti (politiche attive del Lavoro) per disoccupati e precari che, pur in presenza di una crisi di domanda, consentano ai lavoratori espulsi dal ciclo produttivo un più veloce reinserimento lavorativo.
5. La realizzazione di una struttura a rete, anche regionale, con la collaborazione del sistema dell’istruzione (scuole ed Università) per la R&S, il trasferimento tecnologico ed i servizi avanzati alle imprese. Il potenziamento delle azioni per il miglioramento e l'innovazione dei processi produttivi e della qualità delle produzioni industriali ed artigianali del distretto: il supporto alle iniziative di sostegno alle imprese per l'accesso ai mercati esteri e per l'implementazione degli strumenti di commercializzazione dei prodotti (e-commerce, fiere internazionali, analisi di mercato, progetti di marketing, ecc.).
6. Lo snellimento delle procedure burocratiche in tutti i rapporti intercorrenti tra le imprese, i lavoratori e la Pubblica Amministrazione (Comuni, Enti, Amministrazioni periferiche dello Stato, INPS, Direzione del Lavoro, ecc.) soprattutto in quelli concernenti l'attivazione degli ammortizzatori sociali, anche invertendo l'attuale processo di depotenziamento degli Enti di prossimità.
7. Azioni concrete e sinergiche che coinvolgano gli Istituti Bancari ed il sistema creditizio per consentire un miglioramento generalizzato delle condizioni di accesso al credito.
8. L'impegno all'ammodernamento ed all'estensione delle reti di infrastrutture e servizi, materiali ed immateriali, che consentano al distretto di migliorare le proprie strutture logistiche, ne garantiscano maggiormente l'efficienza e ne migliorino le capacità allocative e l'accesso ai mercati (strade, interporti, banda larga, ecc.).
9. La revoca delle sanzioni e delle restrizioni imposte al commercio con la Federazione Russa in ragione delle riduzioni dei volumi di prodotto esportato verso quel mercato causato da dette sanzioni e del conseguente grave nocumento apportato alla produzione calzaturiera.
10. La costituzione dell'Ente “Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura - Marche Sud”, onde favorire l'opportuna efficacia di scala dell'Ente medesimo nella promozione economica del sistema delle imprese del distretto fermano-maceratese nel rispetto della peculiarità ed omogeneità del tessuto produttivo del distretto stesso.

Il consiglio comunale inoltre impegna il sindaco e la giunta a:
• Trasmettere il presente atto a tutti gli organi di governo sovraordinati competenti ed elencati nel deliberato;
• Trasmettere il presente atto a tutti i rappresentanti istituzionali del territorio presso le istituzioni sovraordinate, alle Camere di Commercio, ai Comuni del Distretto, a tutte le associazioni di categoria e le forze sindacali;
• Monitorare con attenzione lo stato di attuazione delle misure richieste nel presente atto deliberativo e ad informare e coinvolgere il Consiglio Comunale riguardo a tutte le iniziative conseguenti all'approvazione della presente mozione sullo specifico argomento della Crisi del Distretto Calzaturiero;
• Mettere in campo con sollecitudine tutte le successive azioni che l'evoluzione delle dinamiche del distretto richiederanno.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-03-2017 alle 15:37 sul giornale del 06 marzo 2017 - 825 letture

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