Santa Vittoria in Matenano: Millevolte e Capitani replicano all'ex sindaco Di Flavio

5' di lettura 29/11/2016 - Dura replica da parte dei due avvocati tirati in causa da una dichiarazione dell'esponente della minoranza in consiglio comunale.

Riceviamo e Pubblichiamo. Nota arrivata dall'Avvocato MiIlevolte e dall'Avvvocato Capitani.

Con un recente articolo, a sorpresa, la consigliera di minoranza Di Flavio ha fatto nomi e cognomi di cittadini esterni al gioco politico paesano, additando presunte violazioni di legge da parte delle precedenti amministrazioni.

"Evidentemente l’ex sindaco dimissionario Di Flavio non comprende che solo il cattivo amministratore importa i propri rancori personali all’interno delle faccende amministrative. I nostri passati contrasti professionali non devono essere condotti all’interno delle amministrazioni della cosa pubblica. Forse perché le manca una cultura istituzionale, forse perché non l’ho mai sentita proporre nulla di nuovo. - dichiara l'Avvocato Fabio Millevolte - Le violazioni di legge che mi attribuisce sono prassi per l’attribuzione di incarichi che la giurisprudenza ha ritenuto leciti, come già un giudice civile ha già ammonito all’attuale amministrazione, ma che la Di Flavio omette di riferire, sapendo che non le fa comodo. Omette anche di riferire le cause che ho fatto per il comune in via del tutto gratuita, facendo risparmiare l’ente. Evidentemente la Di Flavio, con il concorso di solo una parte dell’attuale amministrazione, pensa che qualsiasi fornitore, chiunque sia, che ha svolto attività per il comune non debba essere pagato per la sola ragione che manca un contratto. Si tratta di un errore, se il fornitore ha svolto attività utile al comune la giurisprudenza civile ha chiarito che deve essere ad ogni modo pagato, come è giusto che sia.

Infatti i consulenti esterni che l’amministrazione ha ascoltato sono stati tutti, nessuno escluso, di diverso avviso dell’amministrazione, come risulta dagli atti del consiglio comunale per la delibera del 22.11.2016. Addirittura l’amministrazione, non riconoscendo i debiti, non ha nemmeno richiesto i pareri economici e finanziari previsti dalla legge, che sarebbero stati negativi. Non se ne è tenuto conto perché non avrebbero consentito di dare addosso ai fornitori, chiunque sia. Operai, lavoratori edili ed architetti a cui l’amministrazione e la Di Flavio sbattono la porta in faccia, nonostante siano onesti loro concittadini. Sono comunque poche decine di migliaia di euro, non le centinaia di migliaia di euro che raccontava due anni fa, allarmando tutti.

Capita che le amministrazioni non facciano contratti con i fornitori, anche l’attuale amministrazione con la delibera di consiglio n. 38 del 2016 ha dovuto appurare che proprio l’ex sindaco dimissionario Di Flavio non li faceva, facendo debiti fuori bilancio. Non è un dramma. Non ci si rende conto delle conseguenze finanziarie di questo indirizzo. Mi risulta che per nuove cause il comune abbia già impegnato decine e decine di migliaia di euro per non pagare praticamente somme equivalenti. Soldi della collettività, perché le tasse sono ai massimi e non sono scese. Eppure il comune ha quasi quattrocentomila euro di avanzo, seppure la Di Flavio riferiva che era in dissesto economico. I fatti la stanno smentendo clamorosamente, anni dopo. L’attuale amministrazione, non pagando i tanti fornitori, sta spendendo tanto in nuove cause civili, mi domando perché abbia deciso di chiuderne solo una, quella della torre campanaria.

Interviene anche l’altro legale nominato dall’articolo della Di Flavio, l’avv. Francesco Capitani, che sembra scomporsi non più di tanto, "E’ una polemica scriteriata che qualifica chi la propone, non intendo alimentarla. Rilevo, ad ogni modo, che il buon amministratore ha idee nuove, non cade in braccio alle ossessioni personali dal passato di cui è ostaggio. Sorprende come in un periodo difficile come quello post terremoto, l’impellenza di solo una parte dell’amministrazione e della minoranza sia di scovare fantasmi anziché di contribuire al mantenimento del benessere della cittadinanza.

L’indirizzo amministrativo di non pagare nessuno per la sola mancanza di contratto stipulato con le decine di fornitori del comune è assolutamente suicida – adottato da nessuno dei comuni -, che sulla base di una ormai nota sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione esporrà l’ente ad un notevole e costoso contenzioso giudiziario, che lo vedrà certamente perdente. - dichiara l'Avvocato Capitani - Ma quel che mi preoccupa di più è che non si vuole imparare la lezione. Il paese perde importanti partite politiche, non ha più il distretto sanitario, chiuderanno le scuole perché è stata persa l’occasione di fare un centro didattico unico a Ponte Maglio, la politica culturale è assente. La gente non ha risposte ed è sconsolata. Ciò nonostante gli attuali amministratori paiono non preoccuparsene più di tanto.

C’è una regola: i figli della cultura dell’odio e del sospetto non possono che divenire cattivi amministratori, privi del necessario equilibrio mentale ed istituzionale. Alla gente non importa di antipatie e guerre personali, alla gente importa delle cose da fare e di avere buoni servizi pubblici. Spesso vuole solo essere ascoltata. Faccio il severo invito agli amministratori di raccogliere i sentimenti positivi della maggioranza della collettività evitando di alimentare sterili polemiche. Non si gioca sulla pelle della collettività per coltivare i propri rancori personali, addirittura facendo nomi e cognomi, dissipando denaro pubblico. La notte deve ancora passare. Passerà."






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-11-2016 alle 06:27 sul giornale del 30 novembre 2016 - 3120 letture

In questo articolo si parla di andrea leoni, politica, fermo, vivere fermo, Santa Vittoria in Matenano

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