Terremoto, Porto Sant'Elpidio e la forza costante della Protezione Civile

2' di lettura 22/11/2016 - Abbiamo incontrato Filippo Berdini, Coordinatore dei volontari elpidiensi, sempre in prima linea dal 24 agosto. Tutti i dati aggiornati dei danni provocati dal sisma

E' evidente ormai da giorni il duro e costante lavoro che la Protezione Civile di Porto Sant'Elpidio sta svolgendo ogni giorno in vista del terremoto che ha duramente colpito il maceratese. Proprio Porto Sant'Elpidio, che da sola accoglie circa 1600 ospiti, è diventata l'unico punto di ammassamento e raccolta ufficiale, ci spiega il coordinatore nonchè presidente della Protezione Civile, Filippo Berdini. Ci sono molti volontari, dalle 20 alle 30 unità giornaliere, che impiegano il loro tempo e le loro forze. Nella città arrivano dalla mattina alla sera materiali di qualsiasi genere, provenienti non solo dalle zone vicine ma da tutta Italia, per esempio nella mattinata di martedì sono arrivati parecchi furgoni persino dall'Isola d'Elba, da Messina e da Udine. Il compito dei volontari è in primis quello di distribuire questi beni secondo le necessità delle persone accolte, ma è anche importante- dice Berdini - rispondere alle esigenze degli altri comuni marchigiani. Questi comuni compilano delle liste con i bisogni dei loro ospiti per poi indirizzarle alla Protezione Civile la quale si occupa di recuperare e preparare il materiale alla consegna. I numeri delle persone che non possono più rientrare nelle loro case sono allarmanti, si contano infatti più di 3000 ospiti tra Porto Sant'Elpidio, Porto San Giorgio e Fermo per un totale di 7500 ospiti in tutta la regione. In questa perfetta macchina organizzativa gestita sembra esserci tanta speranza per donare un futuro a chi ha pensato, anche per un attimo, di aver perso ogni cosa.

Si aggiorna continuamente la lista dei danni provocati dal sisma. 122 i Comuni marchigiani coinvolti, ( 54 Mc; 26 Fm; 28 Ap; 14 An). 288 le zone rosse a rischio nuovi crolli: (160 Mc; 20 Fm; 100 Ap; 8 An).

63 sono i municipi inagibili (34 nella provincia di Macerata, 9 di Fermo, 18 di Ascoli Piceno e 2 di Ancona). Le attività produttive dichiarate inagibili raggiungono invece quota 1.000, di cui 917 nel maceratese, 37 nel fermano, 42 nell’ascolano e 4 nell’anconetano.

Le stalle inagibili si attestano a 212, (112 nella provincia di Macerata, 8 in quella di Fermo, 35 nel Piceno e 57 nella provincia di Ancona. Le persone assistite sono ad oggi 24.831 in totale: di cui 6.670 in loco (palestre, capannoni, palazzetti); 10.217 in autonoma sistemazione e 7.944 in albergo.


di Giulia Sofia Fabiani

redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 22-11-2016 alle 17:29 sul giornale del 23 novembre 2016 - 2572 letture

In questo articolo si parla di cronaca, terremoto, protezione civile, fermo, marche, porto sant'Elpidio, articolo, Giulia Sofia Fabiani, Redazione Fermo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aDM8





logoEV