Sant'Elpidio a Mare, Parlare Futuro con il sociologo Paolo Crepet: "Spegnete Facebook e baciatevi"

5' di lettura 14/11/2016 - Dopo il successo del primo appuntamento con il giornalista Gianluigi Nuzzi al teatro comunale di Porto San Giorgio e le sue riflessioni su come i segreti hanno disegnato la storia della Repubblica Italiana dal caso Orlandi, al caso De Pedis, passando per le segrete stanze del Vaticano, torna l'appuntamento con la fortunata rassegna Parlare Futuro, mercoledì 16 novembre alle ore 21,15, all'Auditorium Giusti di Sant'Elpidio a Mare.

Il secondo appuntamento si preannuncia come l'ennesimo interrogativo sul futuro, una domanda aperta sulle possibilità e opportunità che ci riserva il domani nella consapevolezza che "il futuro è aperto e dipende dalle scelte che donne e uomini vorranno fare". E' questo lo spirito del ciclo di incontri che, fin dagli albori, ha voluto presentare ospiti non convenzionali, ma che avessero un pensiero differente sulla complessità della contemporaneità. E' fedele allo spirito della rassegna il secondo incontro che susciterà non poche polemiche.

"Spegnete Facebook e baciatevi" è la provocazione che Paolo Crepet, noto psichiatra e sociologo,oramai abituale ospite della manifestazione, porterà a Parlare Futuro. Un j'accuse nei confronti della tecnologia e del regime digitale in cui siamo immersi.

"Non esiste più la profondità di pensiero: un ragazzo non è capace di affrontare 1000 pagine di testo perchè il cervello è un muscolo che non viene allenato, e anche a livello relazionale lo smartphone ha sostituito le nostre relazioni quotidiane. Vi è una forma di insopportabile supponenza basata sul presupposto che con internet ognuno di noi può bastare a se stesso." sentenzia il noto psichiatra.

Il problema sollevato da Paolo Crepet , nella sua ultima fatica letteraria Baciami senza rete, è un invito alla riflessione, alla valutazione dei costi e benefici che la tecnologia, internet, i social, il web hanno portato nella vita di ogni essere umano. Il noto scrittore sembra mal sopportare il pregiudizio positivo che accompagna qualsiasi innovazione tecnologica senza la valutazione degli effetti collaterali che essa comporta a livello cognitivo, relazionale, sociale, umano. Non è un'alzata di scudi contro il progresso, ma un monito all'utilizzo sconsiderato e non stop di mezzi che rischiano di diventare degli assoluti. Crepet non trascura alcun aspetto del rapporto tra progresso tecnologico e futuro della società. Ma i suoi avvisi non sono strali. Sullo sfondo c’è la proposta di una via per reinventare l’educazione, la comunicazione interpersonale, la relazione tra la propria identità e le comunità. "Non credo che dobbiamo mediare tra un’esistenza iper-tecnologica e una ritirata dalla contemporaneità" avvisa lo psichiatra. "Questo libro, in definitiva, vuole essere solo un modesto consiglio: l’indicazione di una vita non convenzionale, magari non 'connessa 24 ore su 24', ma senz’altro più gioiosa e personale".

Paolo Crepet, insigne psichiatra e sociologo, allievo di Franco Basaglia, è nato a Torino il 17 settembre 1951. Nel 1976 ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova. Ha perfezionato i suoi studi in psichiatria a Aarhus , Londra, Oxford , Nottingham, Mannheim , Ginevra , Praga , Chandigar, New Dehli e Agra. Nel 1980 ha conseguito la Laurea in Sociologia presso l’Università di Urbino e nel 1985 si è specializzato in Psichiatria presso la Clinica Psichiatrica dell'Università di Padova. Tuttora ricopre cariche importanti nel mondo della ricerca ed dell'applicazione delle cure psichiatriche in Italia ed in Europa. E' scrittore di numerosi saggi ed editorialista in diversi quotidiani e settimanali.

Il sindaco di Sant'Elpidio a Mare Alessio Terrenzi commenta così l'arrivo di Parlare Futuro nella sua città:

"Siamo onorati di far parte di questa prestigiosa rassegna che porta nel territorio importanti personaggi del mondo della cultura. Una rassegna itinerante che permette di aggiungere due importanti appuntamenti al calendario delle iniziative messe a punto dal nostro Assessorato alla Cultura per il periodo che ci accompagna verso il Natale".

La direttrice artistica Oriana Salvucci illustra l'incontro con il noto psichiatra:

" Abbiamo scelto come fil rouge della rassegna il labirinto e quale labirinto più complesso della rete possiamo immaginare? Mi sembrava in sintonia con lo spirito iconoclasta della rassegna la riflessione sui benefici e gli effetti collaterali della rete, dei social, di whatsapp. Mi sembra molto attuale la domanda che Crepet pone ad ognuno di noi: la rete e le sue connessioni hanno migliorato la qualità della nostra vita? Vi è un prezzo da pagare per la nostra connessione no-stop con il mondo virtuale? Le nostre capacità cognitive sono amplificate? Nel mondo della comunicazione e della connessione i nostri rapporti umani si sono approfonditi, o forse siamo tutti più soli e coviamo la certezza che bastiamo a noi stessi? " L'identità è un dono dell'altro" diceva un vecchio maestro e l'essere umano io credo sia un animale sociale bisognoso di rapporti umani vis a vis. La rete è un mezzo, uno strumento non un assoluto. Viviamo nella contraddizione che nell'era della comunicazione abbiamo tutti più difficoltà a comunicare, anzi oserei dire paura di comunicare, relazionarci, metterci in gioco, sporcarci le mani, odorare il profumo dell'altro. La rete ci elimina il rischio di vivere, gioire, soffrire, intendo la rete no-stop. "






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-11-2016 alle 00:11 sul giornale del 15 novembre 2016 - 1099 letture

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