Emergenza terremoto: in Amandola un incontro per l'ospedale

3' di lettura 18/10/2016 - Le OO.SS. Cgil e Cisl, i Sindaci dell'area montana, i lavoratori, i pensionati, gli imprenditori, le Associazioni locali, i cittadini riuniti in assemblea condividono le seguenti determinazioni scaturite nell'incontro pubblico tenutosi il 14 ottobre 2016 presso la Sala Consiliare di Amandola.

La tragedia del terremoto, che ha provocato molti danni nei comuni dell'area montana ricompresa nelle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, deve contestualmente anche rappresentare un'occasione da non perdere per il rilancio economico e sociale del territorio. Quindi, oltre alla veloce messa in sicurezza e ricostruzione edilizia di tutti gli edifici pubblici e privati, occorre programmare interventi che mirino alla salvaguardia ed al potenziamento di tutti i servizi pubblici, a favorire lo sviluppo di quelli privati insieme alla realizzazione di infrastrutture non impattanti sull'ambiente, al potenziamento del sistema economico-produttivo e dell'attrazione turistica, alla messa in sicurezza ambientale ed idrogeologica dell'area. Crescita economica ed occupazionale sono i principali deterrenti al processo di spopolamento in corso ed acuito dall'evento sismico. In primis, va salvaguardata l'integrità dell'Ospedale di Amandola-Area Montana nella sua attività di servizio sanitario e nella sua capacità occupazionale.

Ospedale di Amandola

Nel quadro suddetto, vanno intraprese tutte le azioni possibili per il mantenimento dei servizi sanitari preesistenti al sisma di agosto e per far ripartire prima possibile ed integralmente l'efficienza della struttura ospedaliera riconfermandone la funzione di Ospedale montano per acuti come previsto dal piano sanitario regionale. Laboratorio di Analisi: E' necessario sospendere il trasferimento da Amandola, anche se dichiarato temporaneo, delle attività di laboratorio in quanto è in atto un veloce lavoro di ripristino e messa in sicurezza di una parte dell’immobile che potrebbe a breve vedere la riapertura dei reparti di medicina e chirurgia Mentre deve essere bloccata l'acquisizione di macchine POTC, i macchinari vanno trasferiti nei locali limitrofi agibili e funzionali. Il personale addetto deve rientrare per poter far ripartire l'attività nel giro di qualche giorno e confermare il servizio sanitario della zona montana. Medicina-Chirurgia: Nel giro di qualche settimana possono essere messi a disposizione locali idonei situati nell'ala non danneggiata dal sisma e per i quali sono stati completati i lavori di messa in sicurezza e ripristino I reparti e le degenze possono e devono pertanto ripartire a pieno regime già dai primi giorni di novembre prossimo al fine di evitare aggravio e difficoltà ai pazienti ed agli operatori sanitari della zona montana Servizio Farmaceutico e Cucina: In seguito alla complessiva riattivazione dei servizi sospesi, compresa la RSA, deve essere ripensata la riorganizzazione evitando in ogni maniera il depotenziamento del servizio farmaceutico e del servizio cucina con l'obiettivo di ristrutturarli integralmente all'interno dell'ospedale anche assegnano agli stessi funzioni e servizio esterni che possano ottimizzare gli stessi .

In conclusione La comunità dei cittadini ed operatori dell’area montana rappresentata, per i tanti motivi espressi e soprattutto per la difficoltà sia strutturale che economica del momento dove maggiore dovrebbe essere la presenza e la strategia delle istituzioni, è impegnata al perseguimento dei suddetti obiettivi. Auspica che sugli stessi possa aprirsi un immediato confronto con la DG Asur, DAV4, Regione, Enti locali ed Organizzazioni presenti. Le varie rappresentanze concordano anche sulla necessità di un profondo cambiamento nelle politiche per la montagna, anche e soprattutto alla luce delle nuove leggi sulle aree interne e sui piccoli comuni quali nuova forza programmatica e, si impegnano a lavorare comunemente ad una proposta complessiva ed articolata per lo sviluppo dell'intera area montana dei Sibillini che comprenda aree di tre diverse aree vaste, in una logica di nuovo distretto sanitario montano da sottoporre immediatamente alle istituzioni locali, Regione e Governo.

Oltre ai tanti cittadini presenti all’incontro, sottoscrivono il documento: Cgil e Cisl prov.li Fm Sindaci Amandola, San Ginesio, Santa Vittoria in Mantenano, Montefortino, Rotella, Montedinove, Sarnano, Smerillo, Montemonaco, Montelparo, C. N. A. provincia di Fermo, Comitato Ospedale Amandola, Rappresentanti Imprese.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-10-2016 alle 17:39 sul giornale del 19 ottobre 2016 - 1082 letture

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