Il Sindacato si mobilita contro i tagli ai diritti dei cittadini

Cgil Cisl Uil 2' di lettura 02/12/2015 - Vogliono chiudere i Patronati Vogliono impedire ai cittadini, soprattutto a quelli più in difficoltà, l'accesso ai servizi pubblici. Vogliono colpire uno dei fondamenti su cui poggia la nostra Democrazia e la Costituzione (art.3) che vuole lo Stato promuovere l'emancipazione e i diritti di ogni cittadino, rimuovendo gli eventuali ostacoli. Vogliono continuare, dopo Province, Prefetture, tagli ai trasferimenti ai Comuni, tagli alla Sanità ed Fondi sociali con l'espoliazione del Territorio.

Con la Legge di Stabilità per il 2016 che introduce nuovi tagli al Fondo Patronati (dopo quelli operati nel 2015) finanziato con i contributi obbligatori dei lavoratori, il Governo, invece di rimuoverle, erige nuove barriere contro i cittadini che più hanno bisogno dei servizi gratuiti dei Patronati.

Nelle intenzioni del Governo, l'alternativa alla chiusura dei Patronati è la fine della gratuità dei servizi erogati per conto della Pubblica Amministrazione.
Dal 1 gennaio 2016 le domande di pensione, disoccupazione, maternità, invalidità civile, infortuni, malattie professionali, titoli di soggiorno per gli immigrati potranno essere a pagamento.

Togliere risorse ai Patronati ed ai Caf , compiendo un atto di “rapina” sui contributi dei lavoratori, significa togliere la possibilità al cittadino - non in grado , da solo, di affrontare la giungla burocratica della Pubblica Amministrazione- di accedere ai servizi.
L'obiettivo del Governo è di far crescere le disuguaglianze, di far andare ancora indietro coloro che già lo sono, di aumentare la solitudine delle persone, di riservare la partecipazione alla vita pubblica ad una minima parte della popolazione. Così si torna indietro, allo Stato di Diritto per “censo”, alla condizione antecedente le “primavere dell'Occidente “ industrializzato.

La politica del Governo ci appare sempre più contro il lavoro, i lavoratori, gli anziani, i pensionati ed i più “umili”.
Noi non possiamo accettarlo e non l'accetteremo mai!

Ogni persona deve capire che le azioni non si limitano a colpire il Sindacato. In gioco ci sono le persone ed i loro diritti democratici!
Venerdì 4 dicembre 2015 -dalle 10,00 alle 12,00- saremo tutti a dirlo davanti alla sede dell'INPS di Fermo.
Stessa cosa accadrà in tutta Italia






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-12-2015 alle 19:36 sul giornale del 03 dicembre 2015 - 1614 letture

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