Io Scelgo Fermo interviene sulla questione 'Piscina'

piscina di fermo 4' di lettura 31/10/2015 - Siamo davvero compiaciuti del fatto che il Sindaco Calcinaro abbia finalmente voluto affrontare la questione della piscina. Ma lo ha fatto senza dare una sola risposta alle nostre domande. Speriamo che sia in grado di farlo in consiglio comunale sulla base degli atti.

Quegli stessi atti, in parte già in nostro possesso, che lasciano inalterate le nostre perplessità circa l’azione politico-amministrativa posta in essere per la questione piscina comunale.

Siamo ovviamente lieti di apprendere che la qualità dell’acqua è nella norma, ma nessuno di noi aveva messo in dubbio questo aspetto per l’attualità. Eppure il sindaco ha affrontato solo questo argomento per difendere l’operato della sua amministrazione.
Noi avevamo evidenziato quattro aspetti e su quelli pretendiamo la risposta per la cittadinanza: scarsità dei controlli nonostante il reiterato accertamento del superamento dei limiti da parte dell’ASUR, assenza di agibilità della struttura, certificato antincendio ottenuto solo dopo i controlli del NAS e assenza delle autorizzazioni da parte del gestore.

Primo aspetto: la scarsità dei controlli.
Sul punto è eloquente il dato storico che emerge dagli atti del comune: l’ASUR avrebbe infatti effettuato solo quattro controlli in due anni, mentre la legge ne prescrive quattro in un anno! un controllo il 12/11/2013, un altro il 28/01/2014, un altro ancora a distanza di oltre un anno nella primavera del 2015, e poi un ultimo l’08.09.2015.
A questo deve aggiungersi che, dopo l’intervento dell’08.09.2015, la stessa società gestrice con nota del 13.09.2015, protocollata il 17.09.2013, comunicava al Comune ed all’ASUR “l’avvenuto ripristino delle condizioni di balneabilità”. Va da sé che prima di quella data le condizioni forse non c’erano più. Non risultano interventi amministrativi a tutela degli avventori, ed è questo che ci preoccupa. Domanda: Sino al 13.09.2015, che rischio hanno corso gli avventori della piscina? Vorremmo che qualcuno lo spiegasse.

Magari è in grado di farlo anche il Dott. Ciarrocchi dell’ASUR, il quale, ieri, in qualche modo giustificando la pochezza dei controlli, ha parlato di costi e scarsa disponibilità di risorse. E’ una questione talmente delicata, quella del controllo, che deve essere valutata in termini politici e non certo esclusivamente tecnici. La comunità va tutelata a prescindere dal budget assegnato al tecnico. Soprattutto quando si accerta che qualcosa non funziona nell’impianto, come rilevato dallo stesso Dr. Ciarrocchi, il quale, con nota 368/2015 dell’08.06.2015, all’esito del terzo dei quattro controlli eseguiti, comunicava che presso la piscina “si sono di nuovo rilevati il superamento di alcuni valori limite stabiliti dalla normativa vigente”. Quindi per il Dr. Ciarrocchi non era una novità il superamento dei limiti. Ci piacerebbe sapere quali siano stati i provvedimenti adottati dalle autorità preposte a tutela degli avventori.

Secondo aspetto: certificato antincendio ottenuto solo dopo i controlli del NAS.
La conferma della nostra doglianza è arrivata dalle parole del dirigente Dr. Di Ruscio - che conosce molto bene la questione anche nella sua veste di ex sindaco - il quale, esibendo il documento in questione, ha confermato che era stato ottenuto solo il 15 maggio 2015, ovvero dopo l’intervento del NAS. Niente di nuovo rispetto a quanto da noi segnalato. Ci chiediamo se sia tollerabile il pregiudizio arrecato alla comunità con una struttura non in regola per l’antincendio sino al mese di maggio 2015.

Terzo aspetto: l’assenza di agibilità della struttura. Per ottenere l’agibilità, occorre aver preventivamente ottenuto il certificato antincendio. Va da sé che, mancando detto certificato almeno sino al 15 maggio 2015, l’agibilità non poteva esserci. Come non c’è tuttora perché non risulta alcun certificato di nuova agibilità della struttura. Che è cosa ben diversa dall’agibilità dei luoghi per pubblico spettacolo di cui parlava il Dr. Di Ruscio a proposito della convocazione della relativa commissione. Agli atti del comune è infatti giacente il vecchio certificato di agibilità strutturale, risalente al marzo 1984, che faceva riferimento ad un tipo di struttura modificata negli anni da una serie di interventi per i quali ottenere nuova verifica e nuova certificazione. Purtroppo per il Sindaco Calcinaro, ciò non lo dice l’opposizione ma l’art. 24 del D.P.R. 380/2001. Da Avvocato non dovrebbe mancargli l’occasione di una lettura della norma, un lavoro senz’altro utile per preservare la comunità e l’ente da conseguenze con una struttura potenzialmente non in regola. Speriamo che almeno in consiglio ci venga esibito il nuovo certificato di agibilità.

Quarto aspetto: assenza delle autorizzazioni da parte del gestore. Agli atti del comune, non risulta alcun rilascio di autorizzazioni a favore della società gestrice. Esiste una sola autorizzazione risalente al 1985, però decaduta con la vecchia gestione. Ma questo non inficia, ovviamente, la qualità delle persone o della società che hanno in gestione la struttura. Si tratta di un aspetto amministrativo, quello delle autorizzazioni, che deve comunque essere risolto, essendoci le condizioni per farlo.

Il bene della città, non lo si fa con spicciola demagogia attaccando l’opposizione, come fatto dal Sindaco Calcinaro, ma lo si fa con buon senso, rispettando le leggi e la sicurezza delle persone.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-10-2015 alle 16:29 sul giornale del 02 novembre 2015 - 1154 letture

In questo articolo si parla di politica, fermo, scelgo

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