Fermo e Porto S.Giorgio: fusioni e gestioni associate

cgil e cisl generico 2' di lettura 29/10/2015 - Per il Sindacato confederale il riordino e la riorganizzazione delle istituzioni, anche locali, devono realizzarsi per perseguire gli obiettivi di migliorare i servizi ai cittadini, valorizzare la qualità e le professionalità del lavoro, aumentare l'efficienza della Pubblica Amministrazione e il grado di partecipazione democratica.

La programmazione condivisa, la gestione associata dei servizi e le fusioni dei Comuni sono parte delle proposte che da anni stiamo avanzando, prevedendo modifiche istituzionali per ridisegnare nuovi assetti locali, al fine di superare la ormai insostenibile frammentazione che caratterizza il territorio marchigiano.

Già nel novembre 2013 è stato sottoscritto tra CGIL CISL e UIL, Categorie del Pubblico Impiego, Ministero degli affari regionali e autonomie locali, Ministero della Pubblica Amministrazione e Semplificazione, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l’Anci un protocollo d’intesa che prevede la predisposizione a vari livelli di tavoli per articolare un governo partecipato di confronto sul riordino istituzionale.

Questo confronto nella Regione Marche ha avuto il suo apice con la sottoscrizione di un protocollo tra Regione, Anci, Upi, Sindacati confederali e di categorie del pubblico impiego il 25 novembre 2014, con il quale si ribadisce, tra le varie questioni, l’importanza di un programma di riordino territoriale in base alla LR 44/2012 con particolare attenzione alla definizione delle Dimensioni Territoriali Ottimali per la gestione associata delle funzioni comunali; il monitoraggio costante circa lo sviluppo di esperienze di associazionismo comunale attraverso il sistema degli incentivi e disincentivi in base alla LR 46/2013..

I processi di fusione tra comuni è un tema urgente da affrontare, anche alla luce dei tagli ai trasferimenti statali e ai crescenti vincoli di spesa degli Enti Locali.

Riteniamo che anche i Comuni di Fermo e Porto San Giorgio debbano percorrere la strada della fusione, vista l'attiguità geografica e le compromissioni/affinità delle direttrici di sviluppo che, per noi, deve essere socialmente ed ambientalmente sostenibile.
Ciò, anche per evitare l'apoteosi dei processi di esternalizzazione e l'azzeramento della partecipazione in aziende strategiche che potrebbero consegnarci Enti completamente privatizzati e, quindi, impermeabilizzati alla partecipazione democratica.

Secondo i dati del Portale AIDA la propensione all’esternalizzazione del comune di Fermo è nella media nazionale 81,3% e nella media regionale 82,2%; quella del comune di Porto San Giorgio è nella media nazionale 80,8% e inferiore rispetto alla media regionale 74%.

Senza un vero cambiamento e senza una visione lungimirante di chi ha le massime responsabilità per agire rischiamo, oltre alla perdita di identità delle nostre città, un forte arretramento economico, sociale e democratico del territori






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-10-2015 alle 19:10 sul giornale del 30 ottobre 2015 - 1118 letture

In questo articolo si parla di cgil, politica, cisl

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