Fiom Cgil: "Il degrado sociale a partire dai luoghi di lavoro"

logo fiom-cgil 2' di lettura 06/10/2015 - Che cosa dovrebbero fare quei lavoratori oggi “fortunati” appunto perché il lavoro ce l'hanno, così è il pensiero comune, per vivere dignitosamente il proprio lavoro, senza ansie, amarezze, sconforto e umiliazioni ? E soprattutto per mantenersi quel posto di lavoro tanto difficile da trovare?

Partiamo da quello che non devono assolutamente fare, pena l'ira del padrone !
Se donna, non deve sposarsi, peggio ancora fare un figlio, in generale ammalarsi, le malattie non sono proprio tollerate, guai se poi vengono denunciate come malattie professionali, questo è davvero troppo. Meglio l'infortunio, perché c'è sempre la possibilità di dichiarare che ti sei fatto male a casa e non sul lavoro.

Se non ti è capitato di farti male o di avere un figlio, ma con un gesto inconsulto, un giorno ti iscrivi al sindacato, allora te la cerchi proprio, te la sei voluta, l'ira del padrone !!!
Attenzione, a qualcuno può bastare che ti rifiuti di fare lo straordinario. Lo straordinario in periodi di crisi? Certamente, chi lavora oggi, lavora di più, con ritmi massacranti, con maggiori carichi di lavoro e gli altri o sono disoccupati o sono in cassa integrazione.

Meglio non ribellarsi...si può essere licenziati facilmente, demansionati, mobbizzati, con il Jobs Act.

Sembra uno scenario d'altri tempi, ma purtroppo è la realtà quotidiana che peggiora con la crisi e le scelte del Governo. Scelte fatte contro il mondo del lavoro, contro le persone in carne ed ossa che lavorano per vivere, spesso per sopravvivere. In questo contesto politico ed economico, anche le migliori prassi aziendali vengono meno. Anche nelle aziende dove non te lo aspetti, il clima autoritario prende il sopravvento, le anomalie positive, le migliori prassi aziendali, man mano tendono a scomparire e rimane l'ingiustizia e la sopraffazione.
Lavoratrici e lavoratori restiamo uniti, insieme abbiamo superato momenti peggiori.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-10-2015 alle 17:34 sul giornale del 07 ottobre 2015 - 1100 letture

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