Cgil, 'Il Bilancio previsionale approvato manca di coraggio innovativo'

Bandiera Cgil 3' di lettura 05/08/2014 - Il Consiglio Comunale di Fermo ha da poco approvato il Bilancio di previsione per l'anno 2014 trovando soluzioni per far fronte alle diminuzione di risorse dovute al taglio dei trasferimenti ed alla crisi economico-produttiva che ancora imperversa.

L'esigenza di copertura riguarda anche mancate disponibilità tutte dovute a imprudenti tecniche contabili con le quali per anni si sono riportati crediti non esigibili nelle poste di bilancio. Su quest'ultimo dato, oltre 2 milioni di euro da recuperare nella prossima programmazione triennale, si gioca una partita molto delicata che comporta nuove politiche di bilancio, tagli alla spesa e la riorganizzazione della struttura amministrativa.

La strada da noi indicata e proposta prevede una attenta analisi delle cause e delle responsabilità che hanno determinato tale situazione di crisi e le azioni conseguenti che necessariamente non devono tralasciare l'obiettivo di una riforma della macchina amministrativa. Da una parte c'è la necessita di rivedere struttura e ruolo della dirigenza che gode anche di immeritate premialità, dall'altra si tratta di cogliere l'occasione per una riorganizzazione/razionalizzazione da realizzare con una strategia imperniata sull'aggregazione dei servizi, anche a livello intercomunale e provinciale. L'Amministrazione di Fermo ha scelto invece la via “ordinaria” contabile.

La riduzione degli organici di 28 unità, su una struttura già in deficit di personale, è poco lungimirante, rischia di mettere in pressione il personale restante e provocare la diminuzione della quantità/qualità dei servizi offerti ai cittadini. Non a caso siamo preoccupati di quanto sta accadendo al Nido di S.Giuliano ove i necessari lavori di ristrutturazione possono diventare l'occasione per attuare un dannoso ridimensionamento del personale, del servizio e dar via ad una nuova esternalizzazione. Riguardo a Tasi, Tari e Imu nutriamo dei dubbi sull'applicazione dei principi di equità. I regolamenti tengono conto delle condizioni di tanti pensionati soli e alle prese con assegni da fame? Contempla lo status di molti lavoratori alle prese con la cassa integrazione, la precarietà o il licenziamento? E' equo legare le aliquote alle sole rendite catastali (sballate) ed ignorare i livelli di reddito Isee?

Premiare il comodato d'uso delle seconde proprietà di famiglia è equo nei confronti di coloro, soprattutto giovani, che si sono dovuti accollare un mutuo ipotecario? Mentre si continua a fare poco contro l'evasione fiscale, nel documento di Bilancio non c'è la reintroduzione della progressività nell'addizionale Irpef, ignorando un principio costituzionale che rimane inapplicato.

Riteniamo che il Bilancio previsionale approvato manchi di coraggio innovativo e di una decisa volontà di cambiamento! Ciò è anche il risultato della scarsa propensione al confronto ritenuto, sospettiamo, poco efficace! C'è di fatto un ritorno indietro agli anni del centrodestra. Si continua a ferire un tratto distintivo della democrazia partecipata e si resta sordi all'esigenza che anche la politica comunale deve farsi carico del soccorso a chi sta pagando duramente gli effetti di questa lunga crisi, a cominciare dai giovani, lavoratori e pensionati. Senza questa premessa e senza l'efficienza amministrativa, è poco probabile dare soluzione ai numerosi problemi di Fermo, una città che merita di essere accogliente, vivibile, democratica, solidale e progressista.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-08-2014 alle 19:45 sul giornale del 06 agosto 2014 - 948 letture

In questo articolo si parla di attualità, cgil

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