Nuovo ospedale di Fermo; argomento pre elettorale tra opportunisti e marziani

Cisl Fp 5' di lettura 13/07/2014 - Dopo mesi di silenzio a seguito della messa a nudo della politica della propaganda di alcuni emeriti esponenti politici locali, che ne avevano fatto materia di consenso elettorale, è ripartito il tormentone sul nuovo ospedale di Fermo

Segnale questo che la macchina elettorale per le elezioni regionali del 2015 si è messa in moto e che i consueti opportunisti non intendono, nemmeno stavolta, perdere l’occasione di privarsi di un argomento che nel recente passato ha permesso loro di conquistare voti e poltrone. La Cisl FP, negli ultimi anni, in ogni occasione e sede, ha evidenziato la “patacca” nascosta dietro gli altisonanti annunci di certezza sulla fattibilità dell’opera e sulla sua realizzazione.

Per questo il sottoscritto è stato definito come un soggetto che spargeva pessimismo a danno del territorio. E’ arrivato, però, il giorno fatidico in cui tutti si sono accorti che il finanziamento per il nuovo ospedale non c’era e, dopo i clamori iniziali e lo sconcerto dei veri o falsi creduloni e dei marziani che non si sono resi conto dove vivono, è sceso il silenzio su quanto avvenuto. Nessuno di coloro che con questo argomento aveva fatto campagna elettorale, ha chiesto scusa ai fermani e neppure si è assunto la responsabilità delle promesse non mantenute. Nessuno!

Adesso, dopo l’annuncio scontassimo della ricandidatura Spacca, senza pudore alcuno, ricomincia la tiritera. Come Sindacato CISL FP abbiamo l’obbligo morale di denunciare innanzitutto, che grazie alle patacche sul nuovo ospedale, il territorio di Fermo, negli anni, ha perso tempo prezioso e finanziamenti essenziali per eseguire le opere necessarie e rendere accettabili, decenti e a norma le strutture sanitarie dell’Area Vasta 4.

Questo, nei confronti del territorio, è stato un vero e proprio delitto, perché, al pari di altre realtà marchigiane, se alcuni lavori strategici di ristrutturazione fossero stati adeguatamente finanziati quindi eseguiti e conclusi prima dell’acuirsi della crisi, oggi non saremo di fronte a cantieri aperti da anni e lavori faticosamente mandati avanti con la paura che qualche Ditta che li sta eseguendo possa fermarsi.

Altro delitto gestionale della politica sanitaria marchigiana è stato quello di azzerare del tutto o quasi l’area tecnica e di manutenzione interne alle Aree Vaste in favore dei privati. Non esistono più o quasi operai, muratori ed elettricisti interni. Tutti i lavori vengono esternalizzati con costi sicuramente maggiori e con tempi più lunghi ed incerti, scaricando responsabilità enormi in fatto di controlli, ai pochissimi ingegneri o geometri interni rimasti in servizio. Le esternalizzazioni di servizi, stanno invadendo paurosamente anche l’area dell’assistenza diretta ai pazienti- utenti.

La Regione Marche e l’ASUR dopo aver aspettato quasi un decennio per attivare la RSA di Amandola ed aver sbandierato un utile di 30 milioni di euro conseguito sulle spalle dei lavoratori della sanità, per ridicole questioni di bilancio, hanno deciso di aprire la struttura ma esternalizzando ai privati tutto il servizio di assistenza diretta. Questa operazione è altamente rischiosa perché, soprattutto in questo momento di crisi, il controllo del rispetto dei livelli qualitativi ed assistenziali da parte di Ditte o Cooperative è sempre più difficile e molti dei tagli effettuati su questo comparto, si ritorcono sul personale quindi sull’utenza.

Quella sul contenimento delle esternalizzazioni e stata un’altra promessa “patacca” della Giunta Regionale. Infatti le esternalizzazioni in sanità dovevano riguardare solo l’area logistica e tecnica ma non l’assistenza diretta ai malati. Lo stesso protocollo firmato dai Sindacati con la Regione a febbraio, indicava l’esigenza di reinternalizzare i servizi. Ad Amandola invece, nei confronti dell’Area Vasta 4 è stato posto in atto un vero ricatto: o i soldi stanziati vengono utilizzati nel capitolo beni e servizi ( quindi Funzione Pubblica Territori di Ascoli Piceno e Fermo ASCOLI-FERMO Funzione Pubblica appalti) oppure slitta l’apertura della RSA perché non può essere assunto personale.

Questa è la coerenza della politica sanitaria della Regione Marche. Nemmeno le scadenze, che l’allora Direttore Genga, oggi Direttore Generale ASUR, aveva fatto sullo spostamento della RSA di Petritoli nella sede di proprietà ASUR, sono state mantenute. Tutto fermo come sempre. L’Area Vasta continua a pagare l’affitto al Comune di Petritoli, pur avendo un sede propria ed il Comune di Petritoli pur avendo necessità e richieste dalla popolazione anziana non propone l’attivazioni di ulteriori posti di Residenza Protetta che potrebbe collocare nell’attuale sede della RSA senza costi di adeguamento.

Ultima chicca, il reparto da attivare presso l’INRCA di Fermo. Bisognerà stare molto attenti perché anche in questo caso si potrebbe perpretare un altro ricatto da parte della Regione e dell’ASUR. Per vedere attivato il reparto di lungodegenza o cure intermedie ( classificazione sconosciuta al Ministero della sanità ma coniato nelle Marche), vista la mancata autorizzazione dell’ASUR ad assumere personale infermieristico ed OSS, si vorrebbe esternalizzare l’assistenza anche lì, qualora venisse aperto.

Ora, invece di chiaccherare senza alcun senso sul nuovo ospedale di Fermo, che anche se avesse ottenuto il finanziamento originario, non avrebbe mai visto la conclusione dei lavori perché con 70 milioni di euro ci tiri su solo l’esterno, bisognerebbe fare fronte comune per pretendere le risorse dovute legittimamente da indirizzare nella riqualificazione di alcune strutture e l’assunzione di personale assistenziale per garantire qualità ai nuovi servizi residenziali.

I rappresentanti delle istituzioni locali e della politica dovrebbero avere la forza di pretendere finanziamenti per un territorio, assolutamente discriminato rispetto ad altri delle Marche, che ha numeri da terzo mondo su posti letto per acuti e residenze e che ha una struttura territoriale da riorganizzare urgentemente ma che soffre di mancanza di risorse per adeguare strutture, sedi e per assumere i professionisti che servono. Lo diciamo subito, tra questi, non ci sono né infermieri da prendere con l’istituto del comando per scavalcare le graduatorie di mobilità, come avvenuto gravemente di recente, né tantomeno autisti, come invece si prospetterebbe a breve, tanto per non farci mancare nulla e continuare a farci male.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-07-2014 alle 20:16 sul giornale del 14 luglio 2014 - 1043 letture

In questo articolo si parla di attualità, cisl, Cisl FP

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