Antonio Pennacchi : 'Se fossi stato amato da piccolo, forse, non avrei fatto lo scrittore'

Scrivere 2' di lettura 01/06/2014 - Uno scatenato Antonio Pennacchi ha animato l'ottavo appuntamento della fortunata rassegna Fermo sui Libri.

L'occasione è stata la presentazione del suo ultimo libro: "Storia di Karel". Incontenibile, spietato, diretto, mordace, autentico per due ore ha intrattenuto il numeroso pubblico assiepato nella Sala dei Ritratti di Palazzo dei Priori di Fermo. L'autore ha ripercorso la sua vita in una sorta di outing e ha raccontato le scelte , spesso, controverse che si è trovato a fare. Operaio, inizialmente iscritto al MSI , espulso dal partito passa al PCI e alle lotte sindacali.

Espulso dalla CGIL di Cofferati, la cifra distintiva del suo agire sembra l'essere un eretico rispetto a qualsiasi dottrina. La sua autenticità ha suscitato accese ovazioni e scoppi di ilarità. Ma il suo aspetto naif non deve ingannare circa la qualità delle sue opere. Da Canale Mussolini, la storia travagliata della famiglia Peruzzi e quindi la storia dei suoi avi che dalle pianure del ferrarese si sono trasferiti nell'agro pontino, una storia di ricordi e di ricerca delle proprie radici e della propria identità alla Storia di Karel, il racconto corale di un mondo fantastico che molto narra della contemporaneità, del presente, della lotta fra passato e futuro, dell'eterno dilemma fra decrescita e sviluppo.

Il monito dell'autore è che l'età dell'oro non è nel passato ma, nel futuro. Questo nuovo libro apre una strada , una via verso il domani con la consapevolezza della necessità di cambiare ma di non poter annullare secoli di progresso. Aldilà del messaggio, il libro è un gioiello di echi e rimandi letterari , il racconto corale di una realtà fantastica più vera del vero. L'intellettuale Karel, La strega Enrika, Il reverendo Jacob, il maestro Jurii, Corinne, Sofia, Washinton questi ed altri personaggi danno vita ad una narrazione appassionante e gridano la loro ricerca di un orizzonte di senso che non può essere soddisfatto in un mondo chiuso alle novità e ai cambiamenti.

L'essere umano è un essere in ricerca e l'anelito alla libertà è insopprimibile così come la rivoluzione anche nel migliore dei mondi possibili e il nostro non lo è. Pennacchi rimarrà nel ricordo della città di Fermo come grande scrittore, come grande narratore di storie ma soprattutto come uomo generoso e autentico che ha saputo donare senza infingimenti la sua esperienza di vita. E per congedarsi dal pubblico è bastato un " mo' basta, devo anna' a fumà!"






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-06-2014 alle 18:45 sul giornale del 03 giugno 2014 - 1478 letture

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