S. Elpidio: presentato il libro 'La mafia non lascia tempo'

Gaspare Mutolo 4' di lettura 06/04/2014 - Nella serata di venerdì il comune di Sant'Elpidio a Mare ha ospitato al Teatro Cicconi la presentazione del libro “La mafia non lascia tempo” (edito da Rizzoli) in cui l'ex braccio destro di Totò Riina, Gaspare Mutolo, racconta la sua vita alla scrittrice Anna Vinci, prima trascorsa tra i ranghi di Cosa nostra, poi intraprendendo il percorso di collaboratore di giustizia con i giudici Giovanni Falcone e soprattutto Paolo Borsellino.

Gaspare Mutolo oggi è diventato un pittore, e concentra sui pennelli quelle attenzioni che invece, fin da quando era un ragazzino, aveva dedicato al crimine. L'evento, organizzato dalla redazione Antimafia Duemila insieme all'Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Sant'Elpidio a Mare, è stato patrocinato dalla provincia di Fermo e per l'occasione è stata inaugurata la mostra pittorica di Mutolo, che rimarrà al Teatro Cicconi fino al 13 aprile (Mercoledì dalle ore 10 alle 13 e Venerdì, Sabato e Domenica dalle ore 16 alle ore 19).

Nel corso della serata hanno portato il loro saluto al pubblico Alessandro Leanza, gallerista dell'Associazione Laboratorio 41, il dottor Donzelli per la Provincia di Fermo e l'assessore Tomassini per il comune di Sant'Elpidio a Mare, oltre alle associazioni del fermano riunite nel Tavolo della Legalità, con la provincia come capofila. Sorprendente la piccola rappresentazione teatrale organizzata da un giovanissimo gruppo dell'Associazione Culturale Falcone e Borsellino, che ha ballato e cantato al ritmo dei Cento Passi intitolando il loro spettacolo “L'arte uccide la mafia”.

“Questo libro è utile per capire la potenza della mafia, anche economica, una potenza tale da influenzare l'economia legale del Paese, comprese le Marche, una zona molto appetibile – ha affermato Anna Petrozzi, caporedattore di Antimafia Duemila che ha moderato la serata – ma anche come si possa trovare il riscatto, si può sempre ricominciare e riscattarsi anche dal peggiore degli errori”. La mafia raccontata da Mutolo, ha spiegato Anna Vinci al pubblico, “era la condizione normale”. Per questo “la cosa più impegnativa non è combattere la mafia, ma il sottobosco mafioso”. La storia di Mutolo “è la storia di mafia di un personaggio a sé, che prima ha deciso e poi ha capito. Prima ha fatto una scelta istintiva” aprendosi alla collaborazione con la giustizia. Scelta “che poi si è solidificata nell'incontro con Falcone”. Mutolo “è un importantissimo collaboratore di giustizia, il terzo a pentirsi dopo gli storici Tommaso Buscetta e Totuccio Contorno” ha chiarito il direttore di Antimafia Duemila, Giorgio Bongiovanni.

Collaborando con Paolo Borsellino “fu il primo a fare i nomi di soggetti esterni che avevano rapporti con Cosa nostra, tra cui l'ex numero 3 del Sisde Bruno Contrada, poi condannato per mafia”. L'evento ha visto l'inedita partecipazione dello stesso Gaspare Mutolo, che ha fatto la sua comparsa sul palco coperto da una maschera: “Non dite mai che qui la mafia non c'è – ha dichiarato ai presenti – sulla Lombardia, per esempio, già facevo delle dichiarazioni nel '92, già al tempo a Milano erano presenti diversi mafiosi”. “Dopo la strage di Capaci – ha continuato – cresce la mia rabbia perchè avevo seguito tutto ciò che viveva Falcone, attaccato dai suoi stessi colleghi in maniera vergognosa perchè andava a toccare punti che nessuno voleva toccare”. Ora invece “vivo per l'arte e la pittura, anche l'arte può uccidere la mafia”.

Durante la mattinata, invece, i ragazzi del liceo artistico " Umberto Preziotti " - "Osvaldo Licini" e dell'Istituto ITCG Galilei di Fermo hanno conosciuto la storia di Mutolo attraverso le parole dell'autrice, Anna Vinci, e della giornalista Anna Petrozzi. Nel corso dell'evento è intervenuto, via Skype, anche Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo e fondatore del movimento Agende Rosse. “Gaspare Mutolo è stato un collaboratore di giustizia importante che ha parlato dei rapporti tra mafia e politica, tra mafia e istituzione" ha detto Salvatore, che concludendo ha voluto spronare i ragazzi presenti: "Oggi la mafia è globalizzata, è ovunque. Ciascuno di noi deve capire come può combatterla nel suo ambiente. Non andate via da questo Paese: è vostro e ve lo dovete riprendere".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-04-2014 alle 18:25 sul giornale del 07 aprile 2014 - 1128 letture

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