Recupero dell'ex ferrovia: incontro in Provincia con la soprintendenza per i beni architettonici

3' di lettura 11/03/2014 - Un incontro, svoltosi giovedì 6 marzo presso l’ufficio del Presidente Fabrizio Cesetti, che ha confermato la volontà di una presenza costante, sul territorio fermano, da parte del Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici Stefano Gizzi e del Funzionario di zona Direttore Coordinatore Domenico Cardamone. Presente anche il Sindaco di Fermo, Nella Brambatti.

Durante la discussione, è stata rimarcata la collaborazione ed il coordinamento della Provincia e del Comune di Fermo con la stessa Soprintendenza.

“C’è un motivo di grande rilevanza - ha rimarcato Cesetti - che vede riuniti l’istituzione provinciale e quella statale, insieme a quella della città capoluogo: la volontà comune di proseguire in una azione di tutela, minuziosa e puntuale, di tutti i manufatti architettonici che restano dell’ex linea ferroviaria Porto San Giorgio - Amandola, la cosiddetta ‘Besenzanica’ o AFA”.

"è un progetto importante - ha affermato il Sindaco Brambatti -: l'ex Stazione Santa Lucia rappresenta la memoria e il punto nevralgico rispetto alla linea che collegava Porto San Giorgio ad Amandola. L'area, che deve necessariamente essere inglobata nel centro storico, è da tempo sotto i riflettori dell'Amministrazione comunale al fine di valorizzarla e recuperala per una futura destinazione ad attività culturali".

“La memoria che lega i cittadini al trenino a vapore ed alla successiva linea elettrificata - hanno spiegato Gizzi e Cardamone - è ancora viva e presente; come sono ancora vive e presenti le stazioni, i caselli ed i ponti, che hanno superato con orgoglio ogni fase di urbanizzazione a partire dagli anni sessanta. Per questo motivo riteniamo doveroso attivare una verifica di interesse culturale di queste opere per presentare, nella prossima annualità, un progetto comune di conoscenza, tutela, restauro e valorizzazione, con conseguente individuazione dei canali di finanziamento più opportuni”.

L’architetto Cardamone, che conosce da anni approfonditamente le terre fermane, su incarico del Soprintendente Gizzi ha eseguito una verifica dello stato di fatto delle opere e dei loro titoli di proprietà. Sulla base di questa verifica si è effettuato un sopralluogo, constatando le condizioni di fatiscenza e di abbandono in cui versano principalmente la Stazione di Santa Lucia di Fermo, la Stazione di Grottazzolina, la stazione di Belmonte Piceno ed in parte la Stazione di Amandola.

Di particolare interesse, sotto il profilo sia paesaggistico sia monumentale, sono risultati i manufatti architettonici dell’ex ferrovia, quali i ponti tra Servigliano ed Amandola ed il casello di Marnacchia, che sembrano baluardi di difesa della Valtenna.

Il Soprintendente, inoltre, ha sottolineato la priorità della verifica di interesse culturale relativamente all’ex Centrale UNES nel comune di Montefalcone Appennino, in località Ponte Maglio e di proprietà dell’ENEL, quale uno dei primi esempi di architettura razionalista e costruttivista degli inizi del ‘900, oggi da annoverare negli elenchi degli opifici di archeologia industriale.

Per conseguire i suddetti obiettivi, Provincia, Comune e Soprintendenza hanno convenuto di avviare le procedure per promuovere un protocollo d’intesa, coinvolgendo anche la Regione Marche.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-03-2014 alle 20:28 sul giornale del 12 marzo 2014 - 631 letture

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