Cesetti sugli effetti della riforma Delrio, 'Occorre una riforma complessiva'

Fabrizio Cesetti 2' di lettura 18/01/2014 - Con la riforma Delrio sulle Province “i risparmi effettivamente quantificabili sono di entità contenuta, mentre è difficile ritenere che una riorganizzazione di così complessa portata sia improduttiva di costi”: sono questi, testualmente, gli elementi principali emersi nel corso dell'audizione della Corte dei Conti alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, tanto che nelle conclusioni si sottolinea la necessità di “trovare tempestiva adeguata copertura”.

Piuttosto complesso, ha rimarcato la Corte dei Conti, anche il meccanismo individuato per il riordino delle funzioni che sono trasferite o possono essere trasferite dalle Province, con problematiche connesse anche alla quantificazione delle relative risorse e del personale preposto. Tra le funzioni, quelle dell'edilizia scolastica e del trasporto pubblico locale sembrano costituire i problemi più complessi da affrontare.

Sostanzialmente, si reitera il segnale di allarme che era già stato lanciato dalla Corte dei Conti alla Camera dei Deputati nelle settimane precedenti, purtroppo senza alcun ascolto.
Si auspica che il Senato voglia evitare di gettare il Paese nel caos istituzionale e, quindi, desista dall'approvare un provvedimento che, oltre a non comportare alcun risparmio per la spesa pubblica, è incostituzionale, disarticolato, confuso, foriero di nuovi ed inevitabili conflitti istituzionali e che, di sicuro, non resisterà al giudizio della Corte Costituzionale.

A questo proposito l'UPI Marche, anche su mia richiesta del 17 gennaio, ha programmato un incontro con i Senatori marchigiani per venerdì 24 gennaio.
E' necessaria - lo ripeto ancora una volta - una riforma complessiva dello Stato e non interventi tanto propagandistici quanto sterili nella loro efficacia, come quelli prospettati all'interno del Disegno di Legge Delrio; interventi che veicolano strumentalmente l'idea che i problemi e gli sprechi siano concentrati nell'ambito delle Province.

Ritengo che perseverare in questo errore - oltre a far lievitare la spesa pubblica piuttosto che diminuirla - lascerà delle ferite enormi nella nostra democrazia, svilendo i principi cardine della stessa Carta costituzionale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-01-2014 alle 13:43 sul giornale del 20 gennaio 2014 - 876 letture

In questo articolo si parla di politica, fermo, provincia di fermo

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