Educare al rispetto delle regole, alla conclusione il progetto rivolto ai giovani

Costituzione della Repubblica Italiana 4' di lettura 05/11/2013 - Si avvia alla conclusione il progetto “Dalla discriminazione razziale alla resistenza. La Costituzione, lo sport ed il rispetto delle regole”. Si tratta di una interessante iniziativa realizzata dall’associazione di promozione sociale Centro Iniziative Giovani nel corso del 2013 e che terminerà nelle prossime settimane.

Gli obiettivi dell’iniziativa sono stati quelli di educare al rispetto delle regole che sostengono la convivenza civile, quel rispetto e quel confronto nel quale far crescere le giovani generazioni e promuovere l’acquisizione di conoscenze sui principi e le leggi che regolano gruppi umani via via sempre più vasti, per interiorizzare valori e comportamenti coerenti nella vita quotidiana partendo proprio dalla Costituzione italiana. Altri obiettivi fissati sono quelli di promuovere, a partire dalla conoscenza delle dinamiche del mondo dello sport, il protagonismo dei giovani nella lotta alla violazione delle regole al fine di poter attivare iniziative di cittadinanza attiva, in forma anche sperimentale, tenendo presente la peculiarità proprio del mondo giovanile, al fine di favorire un impegno nel sociale e, Attraverso varie iniziative di riflessione sulle tematiche proprie dell’illegalità nel mondo dello sport, i giovani, nel corso di una serie di incontri che si sono svolti nelle province di Ascoli e Fermo, sono stati invitati a rendersi conto dell’importanza di essere e/o di diventare cittadini protagonisti attraverso un impegno diretto così come fecero i padri della Costituzione Italiana proprio come Dossetti.

“Lo spirito della Costituzione repubblicana – dicono i dirigenti dell’Associazione Centro Iniziative Giovani - come è noto, è nata dalla Resistenza al nazifascismo. Vale la pena di ricordare, infatti, che numerosi partigiani hanno fatto parte dell’assemblea costituente. In particolare l’anno 2013 è l’anno del centenario della nascita di Giuseppe Dossetti, partigiano cristiano, padre della Costituzione. Ma anche successivamente monaco che esce dal suo eremo per chiedere ai giovani di difendere la costituzione “minacciata”. E proprio la Costituzione, e lo sport che è al centro delle iniziative della presente proposta, presentano degli aspetti particolarmente riconducibili alla resistenza ed alla discriminazione razziale. Lo sport, infatti, non è direttamente regolato dalla Costituzione che, comunque in alcuni articoli lo riconosce indirettamente. I membri dell’Assemblea Costituente furono sicuramente influenzati dalla visione dello sport così come è stata idealizzata dal fascismo come “strumento per una gioventù o addirittura per una razza migliore” e dunque non inserirono nella Carta del 1948 proprio riferimenti allo sport. La pratica sportiva, però, trova una ampia e diffusa tutela indiretta con riferimento ai canoni di libertà e dignità dell’individuo previsti dall’articolo 2 della costituzione. Non vanno poi dimenticati gli articoli 32, sempre della Costituzione, riguardo alla tutela della salute facilmente abbinabile ai sempre più frequenti casi di doping sportivo, 25, riguardo alla legalità ed alla giustizia e 18, riguardo alla libertà di associazione”.

Uno degli argomenti più interessanti del progetto è che la Costituzione pur non facendo riferimento direttamente allo sport né come diritto da tutelare né come competenza da ripartire, sancisce la tutela di valori fondamentali connessi allo sport e riconosce in modo implicito che la cultura e le pratiche sportive costituiscono uno strumento di promozione umana e sociale. La pratica sportiva rientra dunque a pieno titolo tra quei diritti inviolabili dell’uomo solo a livello individuale ma anche nella sua forma di associazionismo sportivo, inteso come libera e volontaria associazione di tanti individui che svolgono insieme attività sportiva.

“Pertanto – concludono i promotori del progetto - proprio partendo dall’esperienza di Dossetti, partigiano e padre della Costituzione, dalla Costituzione stessa, che rappresenta la base del funzionamento della Repubblica italiana, dallo sport che non venne inserito nella Carta proprio per il richiamo alla sua identità di supremazia razziale, si è deciso di intervenire con un progetto di sviluppo del rispetto della legalità nello sport. Questo perché lo sport rappresenta qualcosa di completamente diverso rispetto a “strumento per una gioventù o addirittura per una razza migliore” propagandato dal fascismo e perché è un importante fattore di sviluppo umano così come stabilito anche nella “Carta Europea dello sport per tutti” predisposta già nel 1974 dal Consiglio d’Europa”.

Il progetto si è sviluppato principalmente su una serie di incontri culturali durante i quali sono stati proposti momenti di riflessione su temi propri del progetto ossia la legalità in primo luogo ma anche lo sport come crescita personale ed il contrasto di comportamenti scorretti che furono alla base di non inserire lo sport nella Costituzione.


dall'Associazione Centro Iniziative Giovani









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