Confartigianato contro il 'Durt': 'Ancora un balzello burocratico, inutile e dannoso'

Confartigianato logo 3' di lettura 25/07/2013 - Anche dalla Confartigianato Imprese di Ascoli Piceno e Fermo viene forte la presa di posizione contro le nuove ed inutili complicazioni che il legislatore sta introducendo al cosiddetto “decreto del fare”.

Secondo Francesco Silvi e Guido Capriotti, rispettivamente presidenti delle categorie Edilizia ed Impiantisti della Confartigianato interprovinciale, concordano con quanto Rete Impresa Italia ha denunciato: “Deve essere cancellato l’emendamento al decreto del fare che rischia di dare il colpo di grazia a molte imprese già messe a dura prova da una crisi che sembra non avere fine”. Dopo l’approvazione nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera, questo emendamento dispone che tutte le imprese appaltatrici e subappaltatrici, al fine di ottenere il pagamento dal proprio cliente appaltatore, sono costrette a chiedere all’ufficio provinciale dell’Agenzia delle Entrate di competenza il “Documento unico di regolarità tributaria”, destinato ad attestare l’assenza di debiti tributari alla data del pagamento. “Con un procedimento paradossale – sottolineano i dirigenti associativi - si chiede alle imprese di comunicare periodicamente all’Agenzia delle entrate i dati delle buste paga al fine di consentire alla stessa Agenzia di accertare che le imprese sono in regola con il fisco”.

La novità introdotta dall’emendamento appare tanto più incomprensibile in quanto è inutile ai fini delle verifiche sul corretto versamento delle ritenute. L’obbligo per le imprese di versare le ritenute è indipendente dal diritto del contribuente di scomputarle dalla propria dichiarazione, una volta ottenuta la certificazione. E gli interessi dei lavoratori a ottenere salari e contributi contrattuali sono integralmente tutelati da un’analoga norma del “decreto Biagi”.

Non appare questa la strada per ridare fiato all’economia e velocità ai procedimenti amministrativi di cui c’è tanto bisogno. Una scelta in controtendenza rispetto alle più elementari norme di semplificazione amministrativa e di provvedimenti per operare, pur nei dovuti controlli, con un automatismo efficiente da parte della PA.

L’edilizia è un settore strategico per l’economia nel complessivo e per quella del territorio in particolare: sono oltre 4900 le imprese censite nell’edilizia nelle province di Ascoli Piceno e Fermo e di queste due su tre sono imprese artigiane (ovvero il 67,27%). Proseguono i due presidenti di categoria della Confartigianato di Ascoli Piceno e Fermo: “Abbiamo chiesto ai nostri dirigenti nazionali di Confartigianato di manifestare tutto il disappunto per una norma che non aiuta nessuno: né lo Stato, né le imprese né i lavoratori. Nel momento in cui le imprese chiedono semplificazione burocratica come il pane e in quasi tutti gli Stati europei si stanno tagliando tempi e costi della burocrazia, nel nostro Paese avviene l’esatto contrario. C’è ancora spazio nella discussione in Senato per eliminare una nuova stortura del sistema, uno dei nodi da sciogliere da parte della maggioranza che governa il Paese.”






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-07-2013 alle 13:28 sul giornale del 26 luglio 2013 - 767 letture

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