Archivio di Stato: lettera del Sindaco al Ministero nel mese di aprile

Comune di Fermo 2' di lettura 27/05/2013 - Per opporsi al provvedimento di trasferimento della dipendente dell’Archivio di Stato, l’Amministrazione Comunale era intervenuta da tempo.

Il Sindaco Nella Brambatti, in una missiva inviata il 5 aprile 2013 al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, aveva chiesto con forza la sospensione del provvedimento di revoca del comando dell’unità di personale attualmente in servizio presso l’Archivio di Stato di Fermo. Una richiesta che partiva da una valutazione precisa: “Il nostro Archivio di Stato – scriveva il Sindaco nella lettera - soffre da tempo di una grave carenza di personale e la presenza della dipendente ha rappresentato un punto fermo.

Ritengo che la revoca del comando sia un’azione contro la Cultura. […] Torno a chiedere che all’Archivio venga lasciata, attraverso la prosecuzione del comando della dipendente, la possibilità di continuare l’opera culturale di tutela, studio e servizio di pubblica fruizione dei documenti conservati”. Alla lettera del Sindaco il Ministero ha risposto in data 17 aprile, ribadendo la revoca del comando per la dipendente dell’Archivio.

La lettera del Sindaco è solo l’ultima di una serie di comunicazioni intercorse tra l’Amministrazione Comunale, la Provincia e il Ministero che ha sempre risposto negativamente alla richiesta di revoca del provvedimento motivando che “non c’è più capienza nell’organico di 1 Area del personale Mibac”. “Siamo penalizzati da diverso tempo – ha commentato il Sindaco Nella Brambatti – i tagli dall’alto hanno comportato la chiusura di uffici postali, il ridimensionamento di classi, lo spostamento di personale.

Senza parlare dei tagli alla sanità. Come Sindaco e Amministrazione Comunale abbiamo da subito preso posizioni forti. In relazione all’Archivio di Stato il disagio che si viene a creare è reale: perdiamo una persona che fornisce un servizio prezioso per la consultazione dei documenti. I tagli, ai quali mi sono sempre opposta, non tengono conto delle esigenze e dei servizi e comportano un impoverimento del patrimonio di studio e culturale.

Non è più tollerabile che i tagli lineari vadano a colpire la formazione, la cultura, la valorizzazione del patrimonio e i servizi ai cittadini senza incidere mai sui costi inutili. In merito alla questione dell’Archivio di Stato non abbasseremo la guardia: chiediamo ancora una volta al Ministero di revocare il provvedimento”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-05-2013 alle 19:34 sul giornale del 28 maggio 2013 - 541 letture

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