Fermo: Cisl sul piede di guerra sulla sanità

Cisl Fp 4' di lettura 11/01/2013 - Gli atti di giunta regionale di fine anno 2012, approvati senza alcun confronto con le parti sociali ma nemmeno con le rappresentanze dei territori, che hanno portato al presidio di CGIL CISL UIL davanti al palazzo della Regione Marche del 18 dicembre, sono solo la punta della questione sanità.

Non basterà certo a Spacca il colpo a sorpresa della defenestrazione di Ruta per giustificare una così cattiva gestione dell’organizzazione sociosanitaria sui territori, coperta dallo stesso Presidente che ha tollerato per anni lo scontro tra ASUR e Dipartimento, senza intervenire. Saremo forse una delle prime regioni per virtuosità nelle classifiche degli studi del Ministero dell’economia ma quello che vivono e vedono giornalmente operatori ed utenti nelle corsie degli ospedali o nei distretti territoriali è un altro film e cioè un lento e dolorosissimo smantellamento dei servizi della sanità pubblica.

I cittadini utenti dell’Area Vasta 4 e cioè della provincia di Fermo devono attendersi per il 2013 un taglio drastico dei servizi sociosanitari ed un aumento della spesa per l’assistenza e la salute. Come più volte denunciato dalla CISL FP molti servizi che ancora sono in piedi – esclusivamente per la buona volontà degli operatori sanitari, amministrativi e tecnici – verranno mano mano svuotati e/o ridotti, tanto da generare un vero problema sociale per chi non ha i soldi per permettersi le cure private. Sotto la voce “spending review” già sono partiti i tagli per beni e servizi.

Si deve risparmiare anche sull’utilizzo della biancheria nelle corsie, che dovrà, per ordine impartito alle caposala dalla Direzione Medica, essere cambiata solo quando effettivamente necessario, che tradotto in gergo ospedaliero ha un significato ben preciso. Addirittura il Pronto Soccorso sta risparmiando sull’utilizzo della cosi detta “traversa di trasporto”, che serve per aiutare il personale a trasferire il malato dalla barella al letto di degenza senza doverlo sballottare o rotolare.

Anche questo semplice strumento, una traversa di stoffa, che però viene contata a pezzo per il lavaggio, grazie al nuovo appalto del lavanolo, è sparita da mesi dalle barelle del Pronto Soccorso. Così facendo però non si fa altro che incentivare i rischi di caduta per i pazienti ma anche le malattie professionali alla colonna vertebrale degli operatori, già ampiamente e diffusamente presenti tra il personale. Non basta però le traverse. E’ stato detto, ad esempio, di risparmiare anche sulle modalità con le quali si costruiscono le vie d’accesso venoso al Pronto Soccorso.

Così facendo, il personale dei reparti, ogni volta che ricoverano un paziente, devono rimettere le mani sulla via venosa, aumentando i rischi d’infezione e traumi per inserire, ad esempio, il dispositivo contagocce che stranamente è sparito dalle vie venose dei pazienti del P.S. Questi sono semplici esempi, banali se vogliamo, per dimostrare che siamo alla frutta. I professionisti non possono più operare secondo le buone pratiche perché devono RISPARMIARE.

Purtroppo i veri sprechi non li si vuole veramente tagliare e le prebende, quelle vere, sono e rimarranno ben conservate. Basterebbe guardare tutto il mondo della libera professione e come viene svolta per accorgersi che a taluni è tutto permesso perché nessuno controlla sul campo. Le unità operative dell’Area Vasta 4 che attualmente non hanno primario effettivo sono di più di quelle che l’hanno. Un caso ? Non penso, visto che a brevissimo arriverà dalla Giunta Regionale l’elenco dei 18 reparti che, per adesso, dovranno essere soppressi per eliminare i 460 posti letto per acuti. Si inizierà da quelli dove il posto di Direttore di unità operativa complessa è vacante.

Dodici di questi scompariranno all’interno dell’ASUR. Di sicuro sappiamo che un reparto dei dodici verrà soppresso nella nostra Area Vasta. Un altro colpo alla debolissima sanità fermana, che altro non aspetta, sotto gli occhi COLPEVOLMENTE chiusi della politica locale, affaccendata nel cercare poltrone e stipendi d’oro nella prossima legislatura, di essere “ annessa” alla forte area maceratese che negli anni invece di finanziamenti ed investimenti ne ha ricevuti tanto da avere ancora doppioni e triploni di reparti aperti.

Quelli che invece il fermano da tempo ha eliminato senza però vedersi riconoscere le risorse risparmiate e gli investimenti necessari a trasformare le ex aree di degenza periferiche in strutture territoriali complete o case della salute. Evidentemente ciò che è stato risparmiato nel fermano è andato a rimpinguare altri territori che hanno tranquillamente continuato a spendere ed investir in strutture e tecnologie che a Fermo ci sogniamo. A tutti i cittadini del fermano posso solo augurare per il 2013… TANTA, TANTA SALUTE.


da Giuseppe Donati
Cisl FP





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-01-2013 alle 18:45 sul giornale del 12 gennaio 2013 - 466 letture

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