Basket: Recalcati, 'Bologna avversario difficile ma noi scendiamo in campo convinti'

Basket 4' di lettura 12/10/2012 - Queste le parole con cui Carlo Recalcati nella conferenza stampa prima della gara con Bologna, parla della partita ed in particolare dell’avversario di domani: “la Virtus ha costruito una squadra molto equilibrata, con tutti e due i centri italiani (Gigli e Rocca), così da potersi permettere l’innesto di americani tra gli esterni dove in effetti si sviluppa il gioco.

In quel settore sono molto forti, hanno il play della Nazionale, un giovane interessantissimo come cambio (Imbrò), 3 ottimi americani appunto, ed inoltre sono nella condizione di aggiungere 2 stranieri quando vogliono. È una squadra che gioca molto in velocità, utilizza pick and roll per trovare scarichi e conclusioni, con Poeta che sa farlo benissimo; poi c’è un Minard che ha un ottimo uno contro uno che può usare all’interno di giochi fatti ad hoc per lui. A tutto questo va aggiunto che sono ben organizzati difensivamente come dimostrano i pochissimi punti subiti nelle prime due gare. Sarà una partita difficile, contro un avversario da rispettare, ma noi dobbiamo partire con la convinzione di poterla portare a casa. Il campionato è lungo ma per una squadra che si vuole salvare come la nostra non puoi prescindere dal fatto di dover vincere in casa. A Montegranaro non possiamo chiedere di più dal punto di vista del pubblico, ma alla provincia di Ancona sì e dipenderà molto da noi, dai risultati e da come giochiamo far avvicinare la gente”.

Il discorso si sposta poi sui gialloblù, con Recalcati che in particolare fa riferimento a Steele e Johnson: “Steele ha lavorato bene in estate, sa di essere il play titolare, abbiamo bisogno della sua personalità e della continuità, il tempo ci aiuterà. Peccato perché aveva bisogno di non subire infortuni, invece gli è successo appena prima dell’esordio; ora che sta bene speriamo che lavorando con continuità la condizione migliori. Non possiamo permetterci che un giocatore non sia al 100%, soprattutto se è il play titolare. Johnson ha grande energia ed ha bisogno di sprigionarla, di prendere fiducia, e prendere ritmo. Il nostro lavoro è aiutare i giocatori a capire i propri errori e a non commetterli. Johnson dà sempre il 100% poi gli può mancare qualche strumento, ma dobbiamo ricordarci che è la prima volta che gioca a questo livello, e lo dobbiamo considerare un giovane a tutti gli effetti. Anche se è straniero, non è detto che debba già essere di un livello molto alto, e poi bisogna sapere che la squadra è stata costruita in un certo modo, Johnson ha una logica qui, il suo acquisto anche dal punto di vista economico ci ha permesso di arrivare ad altri giocatori e ora sta a noi cercare di farlo rendere di più”.

Infine Recalcati si sofferma sull’aspetto tattico della gara e sui punti di forza della Virtus: “il loro pick and roll è pericoloso, Steele deve capire le caratteristiche di Poeta, gli deve dare poco la destra, non dargli spazio. Il discorso cambia se lo gioca Hasbrouck che invece preferisce tirare e lì dovremo cambiare per disturbare il tiro. Loro sono bravissimi in difesa, ma noi siamo pronti e sappiamo cosa fare, merito dei miei due assistenti che sono due primi assistenti ed hanno grande capacità di studiare gli avversari”. A margine della conferenza stampa, coach Recalcati ha voluto elogiare la programmazione e la preparazione con cui la Virtus Bologna lavora ogni anno: “Bologna è una squadra che ha saputo mescolare diverse realtà: sono stati tra i primi a capire che se formi i giovani poi ne raccogli i frutti. Nel loro roster ci sono giovani italiani, giocatori da Nazionale, italiani di formazione, pochi stranieri.

Questa maniera di lavorare gli ha permesso di essere sempre un passo avanti e di rispettare sempre regole sull’utilizzo degli italiani e degli stranieri che cambiano ogni anno. Nel momento in cui riesci a mischiare realtà di questo tipo alla fine riesci a cogliere il frutto del lavoro e questo gli rende gran merito, questo vuol dire programmazione, avere una visione al di là della singola stagione e ti mette nella condizione di avere squadre pronte usando e rispettando regole in continua variazione. Proprio con Sabatini io nel 2004 portavo avanti questa causa. L’incentivazione per far giocare gli italiani è il denaro, i giocatori italiani hanno capito di dover rinunciare ai guadagni passati, permettendo alle società di prenderli. Questo conviene a tutti: i nazionali aumentano il minutaggio, giocano e migliorano, cosa che dovrebbe accadere ai giovani nelle serie minori. Le società che usano il 5+5 invece possono, facendo giocare gli italiani, arrivare ad incentivi sostanziosi e quindi autofinanziarsi, una risorsa così importante di questi tempi. Penso che questa sia la strada giusta per il nostro basket”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-10-2012 alle 18:17 sul giornale del 13 ottobre 2012 - 769 letture

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