Porto Sant'Elpidio: un ciclo di incontri per 'parlare di futuro'

Libri 3' di lettura 05/10/2012 - Il 5 ottobre alle 21,15 si aprirà a Porto Sant’Elpidio , Villa Baruchello, la rassegna “Parlare Futuro. Lezioni d’Autore”.

Sette incontri votati ad indagare il futuro con intellettuali, filosofi, storici, architetti, economisti. Il futuro, un concetto ampio e nebuloso, ma anche l’occasione per cambiare rotta. Stiamo vivendo una grande tempesta e la metafora non è casuale. La crisi può essere un’opportunità? Può essere l’occasione per pensare il futuro su idee differenti?
Il concetto da cui muove la rassegna è semplice e lineare:
Il futuro è aperto e dipende dalle nostre scelte.

Certo è necessario cambiare, è necessario rivedere le più consolidate abitudini mentali e le più rassicuranti certezze. Ma, si può parlare di futuro e si può “inventare” un futuro differente e migliore.
I grandi nomi dell’intellighenzia italiana si danno appuntamento nei fine settimana a Porto Sant’Elpidio e non solo per suscitare interrogativi ma per suggerire percorsi di ricerca per una prospettiva di futuro.
Nella splendida cornice di Villa Baruchello saranno ospiti: Umberto Galimberti, Arturo Lanzani, Paola Magnarelli, Giulio Giorello, Edoardo Boncinelli, Franco Lolli, Luca Fantacci e Marco Pesatori.

L’inizio, venerdì 5 ottobre, con Umberto Galimberti. Il filosofo e psicanalista , allievo di Emanuele Severino, proporrà una riflessione sul destino degli esseri umani nell’età della tecnica. La tecnica è, secondo Galimberti, il tratto comune e caratteristico dell’Occidente. La tecnica è il luogo della razionalità assoluta, in cui non c’è spazio per le passioni e le pulsioni, la tecnica non è uno strumento a nostra disposizione, ma è diventata l’ambiente che ci circonda e ci costituisce. Il rapporto essere umano-tecnica si è capovolto, non vi è più un “orizzonte di senso”, la tecnica fuziona e basta, non tiene conto dei bisogni e desideri autentici degli esseri umani. Vi è una via di salvezza? Sarà il professore a suggerirla.


Umberto Galimberti nasce a Monza il 3 maggio del 1942. È filosofo, psicoanalista e docente in ambito sia filosofico che antropologico. È autore di numerose pubblicazioni di divulgazione scientifica, soprattutto in campo filosofico e saggistico. È allievo di Emanuele Severino, uno dei punti di riferimento della filosofia italiana del dopoguerra; la sua prima opera di notevole rilievo in ambito filosofico si intitola "Heidegger, Jaspers e il tramonto dell'Occidente". È la prima di tante indagini in cui si evidenzia, in maniera critica, la relazione che sussiste tra l'essere umano contemporaneo e la cosiddetta società della tecnica.
Galimberti sostiene già negli anni '70 l'uscita dal centro dell'universo dell'animale umano, lontano dai dettami umanistici che ne facevano un punto centrale di ogni chiave filosofica. Tutto ora va riconsiderato in relazione e in funzione della società tecnologica, sempre più avviluppante.
Nel 1979 esce un altro libro importante, nel quale è evidente il debito dello studioso lombardo nei riguardi della psichiatria. Segue nel 1983, un altro lavoro specifico, "Il corpo".

La tecnica, in senso lato, diviene punto focale e interpretativo per guardare l'Occidente, posta chiaramente al centro di tutto il discorso filosofico, inteso come luogo della razionalità assoluta, tale da liberare il campo dalle passioni e dalle pulsioni.
Nel 1985 dopo aver dato alle stampe il libro "La terra senza il male. Jung dall'inconscio al simbolo", Galimberti diventa membro ordinario dell'International Association for Analytical Psychology.

Da questo momento in poi lo studioso si fa conoscere anche dal grande pubblico collaborando con diverse testate, come il Sole24 Ore e La Repubblica. Tiene rubriche, scrive rapporti di saggistica di ampia diffusione dando così la propria impronta personale su diverse questioni.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-10-2012 alle 18:53 sul giornale del 06 ottobre 2012 - 1355 letture

In questo articolo si parla di attualità, porto sant'Elpidio, Comune di Porto Sant'Elpidio

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