Ex Sadam, Idv: chi non vince e chi perde

Italia dei Valori 2' di lettura 19/09/2012 - Nella ormai annosa vicenda della ex Sadam al momento non ci sono vincitori, ma di certo rimangono molti perdenti: le trenta famiglie degli operai che da cassintegrati saranno promossi a disoccupati alla fine dell’anno. Un destino triste che appare a questo punto senza appello visto il silenzio che ricopre come un velo impalpabile l’area di Campiglione.

Altrettanto triste è constatare come la politica stia perdendo ancora una volta, perché se ‘l’arte del governo’ non riesce a salvaguardare nemmeno un livello minimo di occupazione per i suoi sudditi allora veramente ci si chiede quale sia la sua missione. Certo è più semplice girovagare tra improbabili riforme elettorali ed inutili riassetti istituzionali, per altro in evidente contrasto con la costituzione e la democrazia, che pensare ai problemi reali dei cittadini.

Ad agosto l’Italia dei Valori ha depositato due quesiti referendari che chiedono l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e la riduzione degli stipendi dei parlamentari. A questi si sono aggiunti, in un Comitato allargato ad altre forze politiche e sociali, i due quesiti sul lavoro che chiedono l’abolizione dell’art. 8, per restituire a tutti i diritti della contrattazione collettiva nazionale e il ripristino dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Sia a livello locale che ragionale, l’Italia dei Valori ha fatto la sua parte per sostenere il diritto al lavoro degli operai ex Sadam e per difendere la salute dei cittadini di Campiglione, ma evidentemente ciò non è bastato. Sono state formulate proposte alternative, sollecitato riflessioni, dibattiti ed incontri, presentato interrogazioni in consiglio regionale senza purtroppo giungere a nulla di concreto.

Troppi si sono nascosti nella convinzione che il progetto del nuovo ospedale non potesse essere modificato perché già pronto per un improbabile inizio dei lavori e che l'idea di opere e strutture accessorie al nosocomio fosse inadeguata. Altre proposte non sono state avanzate e la vicenda è stata colpevolmente abbandonata, così come è rimasta inascoltata la richiesta di un incontro congiunto tra le giunte comunale e provinciale.

Ora possiamo solo, e lo facciamo con forza e ad alta voce, riportare il problema all’attenzione dell’opinione pubblica e del dibattito politico perché trenta famiglie prossime a perdere ogni forma di sostentamento possano guardare al futuro con un minimo di serenità.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-09-2012 alle 16:43 sul giornale del 20 settembre 2012 - 1030 letture

In questo articolo si parla di politica, idv fermo

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