Capodarco: al forum di Sbilanciamoci! Nichi Vendola e il presidente Arci Paolo Beni

Nichi Vendola 09/09/2012 - Platea numerosa e attenta per la chiusura del secondo giorno di lavori del X Forum della Campagna Sbilanciamoci, che ha visto la presenza del governatore della Puglia, Nichi Vendola.

Il saluto del presidente della Comunità di Capodarco, don Vinicio Albanesi, ha aperto l'incontro: “Il terrazzo di Capodarco è meglio di quello di Villa d'Este a Cernobbio; siete numerosi e questo è un segno di sensibilità verso quei germogli che ci auguriamo diventino piante”. ''Abbiamo un problema davanti a tutto, quello della precarietà e dell'assenza di lavoro. La tensione sociale sale e rischia di superare il livello di guardia. - ha detto Paolo Beni, presidente dell'Arci - Il governo ha annunciato con molta enfasi che la crescita è la priorità; l'agenda in realtà che ha presentato è una carta di intenti con molto annunci e poche scelte, tutte di austerity. Ma la strategia dei due tempi non regge: non ci sarà mai crescita solo con i tagli di spesa, è folle e irragionevole affrontare un fase pesante di recessione avendo azzerato le politiche sociali e la spesa per sostenerle: da 2 miliardi del 2008 ai 36 milioni di cui parliamo oggi”.

L'obiettivo per il presidente dell'Arci è “salvaguardare il welfare. E cercare le risorse di farlo nel prelievi fiscali sui grandi patrimoni è l'unica soluzione”. “Chi ha avito di più – ha detto - deve restituire qualcosa”. “Servono misure immediate per difendere il lavoro, quello che ancora c'è per sostenere i consumi e favorire gli investimenti”. Per Beni “il liberismo ha fallito” ma è possibile cogliere l'opportunità di questa crisi per rimettere in discussione le basi culturali in cui si fonda l'idea attuale di progresso, ripensare modelli di consumo, ridistribuire le risorse a livello geografico e a livello sociale. In questa visione la prospettiva europea è decisa.

“Non c'è una polita europea, c'è una moneta senza stato e le scelte di austerità non sono inefficaci ma spingono verso la recessione e producono massacri sociali”. Un appello ai partiti, “mettersi in gioco”. Ma anche la certezza che i governi sono sotto tutela dei poteri economici. “Non sottovalutiamo i segnali delle agenzia di rating, hanno sostenuto che l'Italia è sulla via della ripresa ma che un eventuale cambio del quadro politico potrebbe rimetterne in discussione la credibilità. E ora di chiudere l'oligarchia del dispotismo illuminato dei tecnocrati” Assente per motivi personali Maurizio Landini, segretario generale della Fiom. Al suo posto, Michele Palma, per cui la questione complicata da affrontare è “un delta sempre più palese tra quello che accade nel mondo del lavoro tradizionale e il dibattito politico di questo paese”.

I lavoratori che si suicidano o che salgono sui tetti, sono “forme di disperazioni, andare sulla torre non è una prova di forza, come invece uno sciopero, bloccare la strade. Questi atti non interrogano la politica''. Io non penso, ha detto Palma, che “se i partiti stanno male i sindacati stanno meglio” e ha sottolineato lo scollamento tra i lavoratori e soprattutto le nuove generazione che “non vedono nel sindacato un luogo di riunificazione”. Per il sindacalista occorre “riprendersi l'autonomia dei sindacati” ripartendo dalle fabbrica e dai territori. Oltre 400 persone presenti alla seconda giornata di lavori del X Forum della Campagna Sbilanciamoci hanno atteso alla Comunità di Capodarco l’intervento del governatore della Puglia Nichi Vendola, che conclude una seconda giornata di lavori in cui si è insistito molto sul ruolo di una politica “impotente di fronte alla finanza, ma strapotente nei confronti della società”.

“La forma partito è un fantasma che si aggira nei nostri discorsi, che cerchiamo di riacciuffare perché protettiva”. Ma è ormai “saltata”, ha detto Vendola. Ecco perché “la mia passione non è il partito ma questa partita di cambiamento”. Una partita che non si gioca sulla scacchiere politico ma attraverso il dialogo con tutte le energie antiliberiste e intorno a “un’agenda concreta di cambiamento”. Vendola ha ricordato che martedì prossimo con Antonio Di Pietro (Idv), Stefano Rodotà e Maurizo Landini (Fiom) depositerà in Cassazione i quesiti contro “la vergogna dello sfregio dell'articolo 18 e dell'art.8” .

Questo ha aggiunto “è già un pezzo di programma perché per ricostruire la relazioni umane c'è bisogno di ripartire dalla civiltà del lavoro e ricollocare il lavoro in una terra di diritti”. “Le forze che si oppongono al cambiamento sono enormi: - aggiunge - Obama è solo una modesta allusione al cambiamento, eppure contro di lui, in Europa e in America, si sono scatenate le forze dell’inferno. Così da noi: tre anni fa a Vasto ho fatto una foto con due altri politici: era una modestissima allusione alla possibilità di contrastare il liberismo eppure è bastato a scatenare le forze dell’inferno…” Strappa un lungo applauso quando commenta la “mossa” del governatore della Bce Mario Draghi che mette al riparo l’Italia da attacchi speculativi: procedere all'acquisto di bond.

“L’Europa si inebria per la piccola scelta di ieri di Mario Draghi, ma se è bastata a far abbassare lo spread di 200 punti perché non si è fatta due anni fa?”. E ce n’è anche per il premier Mario Monti e la sua ricostruzione delle cause della crisi “in una formula eterea”. “La ricchezza è stata trasferita verso l'alto, è diventata sempre più ricchezza finanziaria”: idea che conduce alla conclusione “che il lavoro non è necessario per produrre ricchezza”. La crisi, aggiunge, “è fatta anche della perdita di valori come la dignità umanità”. Poi l’Ilva e la diossina, che non è solo un problema di Taranto. “C'è chi pensa – dice - che sia possibile uscire dall'industria. Penso che sia un pregiudizio reazionario nei confronti dell’industria”.

La sfida è invece ambientalizzare. E ricorda l’“inferno totale” dell’Italsider e l’Ilva quando era prima per numero di incidenti del lavoro, rivendicando una posizione culturale di equilibrio tra diritto al lavoro e salvaguardia della persona”. “Uno degli ingredienti dell’egemonia della destra – accusa - è che la politica la fa il mercato”. L’obiettivo invece è “ricostruire forme di socialità, riscoprire una dimensione sociale che diventa la base per la lotta politica”.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-09-2012 alle 18:29 sul giornale del 10 settembre 2012 - 933 letture

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