Il Sindaco Brambatti interviene sulla vicenda del riordino delle Province

Nella Brambatti 2' di lettura 05/09/2012 - Ritengo ingiusto il giudizio di chi afferma che “i Sindaci non amano Fermo”. In merito alla vicenda del riordino delle Province, il territorio, rappresentato proprio dai Sindaci, ha dimostrato, in modo unitario, grande sensibilità e piena consapevolezza di cosa possa significare il venir meno della Provincia di Fermo che, sia pur giovanissima, ha già dimostrato, ad esempio con una scelta oculata per quanto riguarda il personale, tutta la sua efficienza operativa e capacità gestionale operando come ente di governo intermedio.

La partecipazione compatta di tanti Sindaci, rappresentanti istituzionali e cittadini al Consiglio Comunale aperto dello scorso 28 agosto è una chiara dimostrazione della volontà di condividere un comune percorso per la difesa della Provincia di Fermo, sostanziato da un atto deliberativo votato all’unanimità in cui si chiede alla Regione di promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte Costituzionale.
Ho già avuto modo di dichiarare come avrei voluto un coinvolgimento, magari di tipo consultivo, da parte della Regione, su una questione così importante e delicata come il riassetto del territorio, che non può essere il solo frutto di criteri astratti messo strategicamente in atto con una tempistica assolutamente inadeguata.

L’iter che ha portato all’istituzione della Provincia di Fermo si è caratterizzato per la sua grande democraticità, per il rispetto dei meccanismi previsti dalla Costituzione e per una forte partecipazione di tutto un territorio, nella convinzione che questo ente potesse davvero incidere su questioni dirimenti, come il lavoro e la formazione, temi che invece sono rimasti fuori dalla discussione e per i quali occorre un impegno forte e convinto, soprattutto nella situazione di crisi che, come Paese, stiamo attraversando. L’ente di secondo livello che invece si va a prefigurare in sostituzione delle Province, deciso per decreto, senza alcuna condivisione e partecipazione, non potrà assicurare la stessa efficienza e capacità gestionale e, soprattutto, non sarà caratterizzato da alcun radicamento.
In qualità di Sindaco della città capoluogo e come membro del CAL, reitero ancora una volta la richiesta alla Regione affinché promuova la questione di legittimità costituzionale. L’alternativa sarà quanto stabilito dallo stesso decreto, senza eccezioni di sorta.

I Sindaci del fermano, me compresa, hanno a cuore il proprio territorio. Ecco perché, sottolineo ancora, andava avviato un confronto aperto, un dialogo costruttivo che, coinvolgendo le istituzioni ai vari livelli, avrebbe garantito serietà alla discussione ed evitato, pertanto, inutili campanilismi ed esibizionismi in difesa di ipotesi al di fuori di quanto stabilito dalla legge. Si rischia, così facendo, una guerra tra poveri, tra territori che si troveranno a gestire pochissime risorse in futuro, dando spazio alle manovre dei potenti di turno. Questo, una democrazia matura non se lo può più permettere.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-09-2012 alle 15:38 sul giornale del 06 settembre 2012 - 841 letture

In questo articolo si parla di politica, fermo, Comune di Fermo, Nella Brambatti, riordino delle province

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