Cisl Fp: 'La sanità fermana è in piena emergenza ma...a chi importa?'

Cisl Fp 5' di lettura 29/08/2012 - L’estate di quest’anno ha messo a dura prova la sopportazione di molti malati ed operatori presenti all’interrno dell’Ospedale di Fermo, che non essendo dotato di condizionamento, ha ospitato i degenti in camere e locali con temperature torride.

La situazione che si sta vivendo ancora oggi al Pronto Soccorso è da bollino rosso perchè la temperatura nei locali di questo importantissimo servizio è da ospedale di terzo mondo. Tutto questo, perchè una Direzione poco attenta e previdente, ha trascurato la dovuta manutenzione del sistema dell’aria condizionata. Per lo stesso problema, a fine luglio, a causa del blocco del condizionamento,era andato in black aut gran parte dello strumentario del Laboratorio Analisi e l’unica soluzione trovata è stata quella di privare dell’aria condizionata il Pronto Soccorso per garantirla al Laboratorio. Così i pazientio che si sento male anche per i colpi di calore, si ritrovano ad essere soccorsi in locali “infernali”.

Tutto il personale sanitario si è dimostrato altamente professionale e ha continuato a dare il meglio dell’assistenza nonostante tutto questo. All’altezza non si sono dimostrati invece la Direzione ed i Dirigenti. L’estate ha poi evidenziato il clamoroso fallimento dell’ammucchiata dei reparti di Chirurgia ed Urologia, voluta dalla Direzione per risparmiare una manciata d’infermieri ed OSS. Anche in questo caso, un elogio va fatto al personale che ce l’ha messa tutta per superare i problemi connessi all’accorpamento ma i disagi per i malati sono stati tanti. Troppi i pazienti chirurgici appoggiati fuori reparto per mancanza di posti letto. Gli interventi chirurgici non rinviabili, infatti, devono essere eseguiti anche se è estate. Quello che è avvenuto ha sconfessato clamorosamente la teoria della Direzione che sosteneva che d’estate l’attività chirurgica si riduca drasticamente.

La CISL FP ha sempre condannato le ammucchiate dei reparti, finalizzate al solo risparmio d’infermieri, così come voluto dal Direttore ASUR, dott.Ciccarelli. Speriamo serva da lezione per il futuro. Lo scandalo maggiore, però, che la CISL FP ha già denunciato nei mesi scorsi e che stavolta sarà oggetto di un’apposita e dettagliata comunicazione-denuncia al Ministero della Sanità e alla Procura della Repubblica di Fermo è l’indecoroso ritardo con il quale vengono conseganti i referti degli esami istologici ai pazienti. L’attesa varia dai 45 ai 50 giorni.

Tale disservizio, la cui resposabilità è ascrivibile non certo allo sparuto gruppo di professionisti presente nel Servizio, che fa i salti mortali per ovviare ai problem, è un affronto a tutti quei pazienti e alle loro famiglie che restano per decine di giorni in ansia per una rispossta che non arriva. Ciò è dovuto all’inedia della Direzione e dell’ASUR. L’immobilismo di quest’ultimi, mette a rischio la salute e la vita stessa dei pazienti, che ottengono la diagnosi di gravissime malattie, con un ritardo inqualificabile.

Tutto ciò, nonostante un contratto di convenzione con l’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona, che costa ai contribuenti fermani quasi 500 mila euro all’anno, preveda la presenza a Fermo di un equipe di anatomo patologi di Torrette in alcuni giorni del mese. Si, perchè l’Ospedale di Fermo non merita un’Unità Operativa di Citologia ed Anatomia Patologica propria, però si può permettere una convenzione di miglaia di euro. Se a tutto questo aggiungiamo la ormai cronica carenza di organico di infemieri, OSS, Educatori Professionali, Amministrativi, Tecnici e Biologi di Laboratorio, Assistenti Sanitarie ecc. al quale alcuno mette riparo, si comprende perchè gli utenti stanno scappando via dai servizi sanitari del fermano. Non certamente perchè la qualità dei professionisti e del personale sia inferiore ad altre realtà limitrofe, tuttaltro, ma perchè la disorganizzazione, l’incapacità gestionale, la pochezza di idee della Direzione, misti allo scarso coraggio di avviare un confronto vero e serio con i rappresentanti dei lavoratori, che non sia quello minimo indispensabile, stanno provocando un corto circuito pericolosissimo che pone la sanità fermana in uno stato di estrema emergenza.

Prevale infatti la rabbia e lo sconforto degli operatori che vedono il disfacimento dei servizi sanitari in cui operano. Si accentra tutto su Fermo e si spogliano le periferie senza un vero progetto di riorganizzazione solo per fare cassa e risparmiare qualche dipendente ma costringendo i cittadini ed utenti a sobbarcarsi i disagi di tutto ciò. La demotivazione cresce anche perchè molto personale è precario e la possibilità di un rinnovo di contratto è sempre meno probabile, vista la politica scellerata imposta dall’ASUR ai Direttori di Area Vasta commissariati. Sia chiaro, oltre alla Provincia, alla Prefettura, alla Questura, in modo surrettizio e lentamente, la politica regionhale ha deciso di svendere anche la sanità dell’Area Vasta 4, proprio in favore dell’area maceratese che, a quanto pare, deve essere a tutti i costi salvata e rafforzata al contrario di Fermo che può essere tranquillamente sacrificata. Sarebbe opportuno che anche questo aspetto fosse preso nella giusta considerazione.

La CISL FP, dal giorno del suo arrivo a Fermo, ha concesso tempo e data fiducia al nuovo Direttore Genga e al suo staff ma tale periodo sta finendo. Oltre ai bei discorsi e alle tante promesse è ora che Genga porti a casa la soluzione dei problemi e restituisca dignità alla sanoità fermana. Per questo è pagato. Il personale amministrativo e sanitario che ogni giorno deve inventarsi soluzioni estemporanee agli innumerevoli problemi giornalieri, per 1000 euro al mese di stipendio, non può fare anche il suo lavoro o quello di Ciccarelli.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-08-2012 alle 18:51 sul giornale del 30 agosto 2012 - 772 letture

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