Riordino delle province: Cisl, 'Il dibattito non può fermarsi alle regole di spartizione del potere'

Cisl Fp 4' di lettura 16/08/2012 - Seguendo il dibattito politico sul riordino delle Provincie di Ascoli, Fermo e Macerata viene il dubbio che anche stavolta la politica locale si stia affannando e accapigliando per salvare se stessa ed i propri privilegi senza tenere conto dei veri problemi dei cittadini e dei lavoratori degli Enti interessati.

La Legge 135, che ha convertito il decreto 95 detto Spending Review, ha spacciato per provvedimenti di risparmio e miglioramento della spesa pubblica, i tagli lineari pericolosi ed inutili voluti da un Governo che ha perso l’ennesima opportunità per revisionare veramente la spesa pubblica, attaccando i veri sprechi, le lobby e le prebende assicurati a soggetti interni ed esterni alla Pubblica Amministrazione.

Insomma, non si è voluto mettere le mani in quei capitoli di spesa che hanno generato negli anni, uscite di denaro pubblico ingiustificati, volte solo a soddisfare gli appetiti di pochi a scapito della collettività. Si pensi ad esempio alle centinaia di Società partecipate nate nelle Marche, alle consulenze e agli incarichi di dirigenza esterna pagati profumatamente senza tenere da conto le professionalità esistenti all’interno degli Enti. Negli ultmi dieci anni i tributi pagati dai cittadini delle provincie di Ascoli e Fermo, nonostante la cessione di numerosi servzi pubblici a società private o partecipate, sono aumentati se non raddoppiati.

Tornando allo spettacolo poco edificante al quale stiamo assistendo in questi giorni agostani, bisogna dire che alla gente comune non appassiona assolutamente il dibattito sulla distribuzione delle poltrone e la sede del nuovo ente territoriale allargato, che dovrà nascere a causa della soppressione delle provincie di Ascoli, Fermo e Macerata. Ai cittadini e alle imprese importa invece che i servizi d’interesse generale rimangano attivi nei rispettivi territori perchè sarebbe gravissimo, che per avviare e chiudere una pratica, quest’ultimi dovessero perdere tempo prezioso e denaro, essendo costretti a spostarsi per decine di chilometri.

Altrettanta attenzione da parte della politica locale dovrebbe essere riservata al problema occupazionale, perchè insieme ai servizi pubblci ai cittadini, la nuova Legge, mette a rischio anche i posti di lavoro dei dipendenti e la qualità dei servizi resi agli utenti. L’esperienza, la competenza e la professionalità acquisiti in anni di lavoro rischiano di venire dispersi a causa di tagli inutili che invece aumenteranno esponenzialmente i costi dei servizi pubblici e quindi i tributi imposti per pagarli.

La CISL FP già dalla prossima settimana inizierà a raccogliere presso i Comuni e le Amministrazioni pubbliche più importanti i dati economici degli ultimi anni per dimostrare che gli sprechi nella P.A. ci sono stati e ci sono ancora ma vanno cercati in capitoli di bilancio che la legge della Spending Review, sfiora solamente. Il Governo con la legge 135 ha voluto continuare la folle politica brunettiana di attacco ai pubblici dipendenti e alla pratica dei tagli lineari, senza voler discernere tra gli Enti virtuosi e quelli meno oppure tra gli amministratori pubblici onesti da quelli meno.

Così facendo i soli a rimetterci saranno i cittadini delle tre provincie soppresse ed i loro dipendenti. Visti i tempi stretti imposti dalla legge, la politica locale farebbe molto bene a spendere il tempo rimasto per redigere proposte di una nuova organizzazione dell’ente territoriale alargato mirata al mantenimento, per quanto più possibile, degli attuali servizi ai cittadini nei rispettivi territori ed evitare possibili esuberi di personale che ne determinerebbe la mobilità forzata o peggio ancora la messa in disponibilità. Tutto ciò, nella prospettiva dell’eventuale fallimento di un ricorso alla Corte Costotuzionale.

La CISL FP da parte sua, invece di sterili ed intempestive iniziative di piazza, invierà a tutte le Amministrazioni di Ascoli e Fermo un questionario con la richiesta di dati economici, necessari a capire come sono stati spesi i soldi pubblici. Questo perchè la CISL FP ha intenzione di sviluppare iniziative sul territorio finalizzate alla precisa informazione dei cittadini, delle imprese e dei lavoratori sull’utilizzo del denaro proveniente dalle tasse e dai finanziamenti pubblici.

Dimostreremo l’inefficacia di molti degli interventi legislativi contenuti nella legge 135 e al contempo l’inesistenza di decisioni politiche finalizzate a colpire i privilegi e le spese inutili, spesso utilizzate dagli amministratori poco illuminati per interessi diversi da quelli della collettività.


da Giuseppe Donati
Cisl FP





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-08-2012 alle 17:24 sul giornale del 17 agosto 2012 - 1589 letture

In questo articolo si parla di sanità, politica, cisl, Cisl FP, Giuseppe Donati, riordino delle province





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