Pmi: una forte e condivisa unione della nuova provincia potrà dare risposte

Davide Longo 2' di lettura 01/08/2012 - "Invece di battibeccare su chi sarà il capoluogo della nuova provincia bisognerà trovare soluzioni per l’impresa ed il cittadino, che forse solo una forte e condivisa unione potrà dare".

"Non bisogna guardare a questa unione con il sospetto che l'uno possa fregare l'altro, ma come possibilità di differenziare i servizi, potenziare le comunità locali, riuscire ad avere più soldi dalla stato centrale o dalla comunità europea e altro ancora”.

Ad affermarlo è Davide Longo, presidente di PmiFermo e vicepresidente di PmiMarche, l’associazione delle piccole e medie i prese delle Marche.

“L'anno 2012 – aggiunge Longo - sarà ricordato anche nel Fermano come l'anno della tremenda crisi economica, moltissime aziende hanno chiuso, molte sono in gravi difficoltà, mentre altre lavorano, ma con un percorso che ci impone una navigazione a vista. L’impatto negativo è con il mercato nazionale, completamente chiuso, senza denari, senza banche che aiutano la movimentazione commerciale, quindi, in sostanza, un empasse che sta distruggendo la crescita economica: fatturati bassissimi, calo della occupazione e nessuna idea di nuova.

Le ultime statistiche, invece, ci vedono in crescita con l'export in generale, le aziende che oggi soffrono meno sono quelle che stanno compensando il calo nazionale con la crescita dell'export. Esportazioni che crescono sopratutto con la grande qualità del made in Italy”.

“Oggi – ancora il n. 1 di PmiFermo - noi imprenditori ci troviamo di fronte a gravissime situazioni dove spesso le scelte sono fondamentali per la resistenza sul mercato, le maestranze sono consapevoli del momento critico e spesso sono di forte aiuto ai tanti imprenditori che oggi sono costretti a combattere contro questa crisi mondiale.

Le istituzioni e la politica in generale sono invece lontane dalla realtà che oggi circonda tutti i cittadini, loro che hanno vantaggi economici importanti non riescono a calarsi o non vogliono nella situazione attuale. Chi gira il mondo, come me, ha potuto notare come molti paesi hanno reagito con forza e oggi stanno vivendo passaggi più positivi”.

“Riguardo le istituzioni regionali, provinciali e comunali – conclude - la situazione sembra identica a quella della politica nazionale, li vediamo battibeccare sulla spending reviuw, che tocca il loro piccoli poteri, ma non li vediamo mai attentissimi alle esigenze dell'economia reale. Oggi bisogna far lavorare le aziende perchè è la massa che sposta e muove l'economia dei territori”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-08-2012 alle 18:41 sul giornale del 02 agosto 2012 - 614 letture

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