Fermo, Ascoli e Macerata: serve un impegno comune nell'interesse dei cittadini

Fabrizio Cesetti 4' di lettura 27/07/2012 - Si trasmette la Deliberazione n. 48/2012, assunta all’unanimità dal Consiglio delle Autonomie Locali della Regione Marche nella seduta del 25/7/2012, ai sensi dell’art. 11, comma 7, Legge Regionale n. 4/2007, che ha recepito integralmente la proposta della Provincia di Fermo.

Detta Deliberazione già in data 26/7/2012 è stata trasmessa al Presidente della Giunta Regionale e si auspica che si dia corso a quanto con essa richiesto. L’atto della Provincia di Fermo, recepito dal CAL, è stato trasmesso a tutti i Presidenti delle Province d’Italia in quanto espressamente richiesto da alcuni di loro per iniziative analoghe in altre Regioni.

Per quanto riguarda la questione del Capoluogo dell’ipotizzata “Macro Provincia del Sud delle Marche”, che potrà vedere la luce solo se il provvedimento del Governo e la successiva legge di conversione dovessero passare indenni al vaglio della Corte Costituzionale - cosa che pensiamo sia improbabile -, si ribadisce che è nell’interesse dei cittadini, delle istituzioni, delle imprese ecc., individuare il Capoluogo nella città più baricentrica ed in questa prospettiva la centralità di Fermo non è una opinione, ma un fatto geografico.

E sia chiaro che questa non è una rivendicazione di campanile, né tantomeno una pretesa, ma una sincera disponibilità nell’esclusivo interesse dei cittadini. In ogni caso, non può essere il Governo a stabilire con un atto amministrativo il Capoluogo perché tale decisione compete ai rappresentanti istituzionali dei territori, tanto che agli stessi, tra l’altro, è demandata, dal medesimo Governo, la deliberazione del “piano di riduzioni e accorpamenti relativo alle province ubicate nel territorio della rispettiva regione” e la scelta della denominazione della Provincia che nascerà in esito all’ipotizzato riordino.

Anche per questo l’Avvocato Ortenzi ha avuto l’incarico di verificare la sussistenza dei presupposti per impugnare dinanzi al TAR del Lazio la Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20/7/2012 “criteri per il riordino delle Province” e tutti i successivi atti amministrativi del Governo con contestuale richiesta, al citato Giudice, di sollevare la questione di costituzionalità in via incidentale. E penso che, insieme alla Giunta ed ai Capigruppo consiliari, abbiamo deciso nel modo giusto se è vero, come è vero, che analoga iniziativa stanno assumendo l’Unione Province Piemontesi, l’Unione Province Lombarde, l’UPI Veneto ed altre Province.

Con l’occasione vorrei, però, invitare i rappresentanti istituzionali della Provincia di Ascoli Piceno e della Provincia di Macerata ad abbandonare la tentazione di trarre un “qualche vantaggio” dalla caotica situazione determinata dai provvedimenti Governativi per mettersi, invece, seduti - insieme a noi - intorno ad un tavolo per un impegno comune e senza egoismi - come già avvenuto al CAL - per indurre il Governo ed il Parlamento a rivedere decisioni mortificanti per i territori e per le Istituzioni che li rappresentano.

Occorre, infatti, evitare che le Province marchigiane rischino di litigare su accorpamenti e capoluoghi mentre passa sotto silenzio il loro azzeramento finanziario e si da erroneamente per scontato il ridimensionamento delle loro funzioni; occorre invece avere insieme il coraggio di affermare che questi tagli non produrranno nessun risparmio reale e determineranno più ingiustizia e debolezza nei territori. Voglio riaffermare che noi della Provincia di Fermo non siamo arroccati nella difesa del “fortino”, né ci vogliamo sottrarre alla necessaria sfida per modernizzare questo Paese e per contribuire al contenimento della spesa pubblica (e già abbiamo dimostrato di esserne capaci), ma pretendiamo che questo processo debba riguardare e coinvolgere tutte le Istituzioni della Repubblica.

Se questo non ci sarà consentito, nella peggiore delle ipotesi sarà, comunque, necessario un impegno che coinvolga tutta la classe dirigente marchigiana per ridisegnare - con un percorso condiviso con i territori e con tutti coloro che li abitano - il futuro di questa nostra Regione; in questa prospettiva le Province di oggi dovranno necessariamente svolgere un ruolo da protagoniste e, se questo vorranno fare, non ci sarà spazio per egoismi.

Con questa consapevolezza nei prossimi giorni, e non appena sarà più definito il provvedimento governativo che dovrà approdare all’esame del Senato, promuoverò una riunione con la Giunta, con tutti i Consiglieri Provinciali di Fermo e con i 40 Sindaci per iniziare un percorso che ci veda pronti alle sfide future, qualora gli scellerati provvedimenti - di cui oggi discutiamo - dovessero superare l’esame delle Istituzioni di Garanzia di questo nostro grande Paese che, per fortuna, può contare su una Costituzione tra le più avanzate del mondo e che, anche per questo, non può e non deve essere violata.


da Fabrizio Cesetti
Presidente della Provincia di Fermo





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-07-2012 alle 18:25 sul giornale del 28 luglio 2012 - 602 letture

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