Area Vasta 4, Cisl: 'La finta riorganizzazione della sanità peserà sui cittadini'

Cisl Fp 6' di lettura 02/07/2012 - Non vi è più alcun dubbio che le preoccupazioni e lo stato di allerta, che la CISL FP ha esternato da molte settimane rispetto al finto piano di riorganizzazione della sanità regionale, ormai condivise da più parti ed in quasi tutti i territori delle Marche da Amministratori, Associazioni e semplici cittadini, erano del tutto fondati visto che stanno prendendo forma atti concreti gestionali ed organizzativi, assolutamente dannosi per la collettività.

Anche l’Area Vasta 4 ha presentato un minimo piano di riorganizzazione che è stato costruito, haimè, sullo schema voluto e preteso dal Direttore Generale dell’ASUR su indirizzo dell’Assessore Mezzolani. In questo schema, uguale per tutti i territori, l’unica vera preoccupazione è tagliare per risparmiare. Non si tengono conto per nulla delle esigenze e delle aspettative degli utenti e delle collettività.

La cosa più irritante poi è tutta la pantomima messa in piedi dall’Assessorato e dal Dipartimento sanità per far credere ai più ingenui che sui territori ci sarebbe stato un vero confronto sulla proposta. Sono scene da baraccone !! Le decisioni sono state già prese ed il territorio, i Sindaci ed i cittadini saranno chiamati esclusivamente a ratificarle.

Nel fermano, come nel resto delle Marche, il piano di riorganizzazione è una scatola vuota, senza alcun dato che faccia capire il perché di alcune scelte e quello che più conta è un piano a perdere in un territorio che parte svantaggiato storicamente in termini di servizi, ricettività ospedaliera, servizi sociosanitari e risorse per la messa a norma di presidi omai vetusti e non in regola con le leggi sulla sicurezza. Intanto però mentre si tagliano le assunzioni e si mandano a casa i precari, per superare le criticità della struttura ospedaliera centrale di Fermo e dei plessi periferici, si mettono in atto proposte di esternalizzazioni di servizi ( vedi collegamenti per magazzino, farmacia e vitto) che costeranno alla collettività svariate decine di migliaia di euro.

Solo per trasportare e consegnare il materiale del magazzino,ora situato all’interno dell’Ospedale di Fermo ma da dislocare per presunta mancanza degli standard antincendio a Via Zeppilli, la ditta di servizi ha chiesto circa 25.000 euro di contratto. Soldi di noi tutti, buttati al vento perché la Regione, in tanti anni, non si è mai interessata di come fosse ridotto l’ospedale fermano ma anche perché non si vogliono ascoltare le proposte degli stessi autisti che potrebbero evitare sperperi di denaro. Non parliamo poi delle riorganizzazioni dei servizi con forte impatto sull’utenza che dovrebbero passare attraverso un confronto con i territori, i Sindaci e le parti sociali che invece vengono annunciati dalla Direzione di Area Vasta 4 con tanto di data di avvio. Il tutto senza ascoltare minimamente le ragioni, qui non entriamo nel merito se giuste o meno, delle persone e delle famiglie.

L’esempio pratico degli ultimi giorni è la razionalizzazione dei punti vaccinali che sta creando un movimento di protesta intenso. Al di là del merito della questione specifica, questo esempio fa ben comprendere il fallimento politico di un Assessore alla Sanità che va in tour per i territori, annunciando seri confronti con tutti e poi i cittadini, le famiglie ma anche esponenti delle amministrazioni interessate vengono del tutto ignorati quando mostrano di non gradire le scelte adottate e calate dall’alto dal “padroncino” di turno. Ripetiamo, al di là del merito.

La CISL FP non ha voluto minimamente discutere alcun piano industriale e quindi nemmeno quello dell’Area Vasta 4 perché non vi sono i presupposti di serietà, correttezza e lealtà per farlo. Perché, prima di chiedere alla parte sindacale il coinvolgimento sulla realizzazione di un piano sarebbe stato opportuno chiederle d’intervenire nel momento della stesura e con tutte le carte ed i dati in mano. Perché, prima di chiedere alla CISL FP di condividere un percorso come quello del piano industriale bisognava bloccare ogni forma di taglio al personale che ha messo in ginocchio interi servizi sanitari ed amministrativi sul territorio, senza palare delle vite personali di giovani che sono stato sfruttati per anni con contratti a termine e poi mandati a casa senza alcuna vergogna.

E ’mancata e manca la serietà e la credibilità degli interlocutori. Non si possono intraprendere percorsi, soprattutto se pericolosi, con compagni di viaggio così inattendibili che mentre si riempiono la bocca sulla necessità di risparmiare sulla testa dei lavoratori, spendono in Area Vasta 4, per consulenze e contratti di prestazione d’opera, circa 850 mila euro solo nel 2012. Non solo, su ordine dell’ASUR, la Direzione di A.V.4 paga dal mese di giugno, 380 euro mensili ad un operatore tecnico di farmacia per recarsi una volta la settimana ad Ancona a fare non si sa cosa ( questi signori non hanno neppure avuto il coraggio di rispondere ad una nota RSU sulla questione).

Ma poi si evita di acquistare un nuovo motore per l’aria condizionata fino a quando non va in tilt il Laboratorio Analisi perchè il caldo eccessivo blocca i macchinari di analisi. In verità il caldo è insopportabile anche per i ricoverati ma non si fa nulla per ovviare. La CISL FP è critica sul piano di riorganizzazione anche perché non vi è in esso alcun accenno ai finanziamenti per l’incremento ed il potenziamento delle attività territoriali e distrettuali.

Si parla di Casa della Salute, ma dove sono i soldi ? Attenzione ,è un’altra bufala quella di riorganizzare contemporaneamente l’area ospedaliera e quella territoriale. Taglieranno i posti letto e poi per il territorio… si vedrà. In questo la Regione Marche è maestra. Basti pensare alle cattedrali nel deserto di Montegranaro e Montegiorgio dove si è svuotata l’attività ospedaliera ma i servizi territoriali a distanza di vent’anni non sono stati ancora completati. La conferenza dei Sindaci di Area Vasta 4 ci pensi bene prima di avvallare un piano industriale a perdere per Fermo.

Nulla è stato fatto per aumentare i posti letto per acuti, anzi saranno ridotti di 25, l’INRCA ( - 17 posti) è stata colpita duramente e si avvierà alla chiusura perché con 57 posti letto non integrati non avrà, secondo le logiche ragionieristiche regionali, più motivo di esistere, i servizi saranno accentrati massimamente a Fermo lasciando il territorio sguarnito per mancanza di risorse economiche sufficienti a potenziare il distretto.

Come CISL noni possiamo collaborare nel prendere in giro i cittadini che sono già gravati da spese ed affogati da una terribile crisi economica, facendo passare per positivo la perdita di servizi efficienti nel proprio paese e l’obbligo di spostarsi a decine di chilometri di distanza perdendo intere giornate di lavoro per ricevere una prestazione sanitaria di cui hanno sacrosanto diritto. Siamo pronti a reagire anche insieme agli altri Sindacati che vogliono starci affinché il Fermano non debba subire l’ennesima riorganizzazione a perdere della sua storia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-07-2012 alle 18:47 sul giornale del 03 luglio 2012 - 633 letture

In questo articolo si parla di sanità, politica, cisl, Cisl FP, area vasta 4

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