Cesetti e Offidani: 'Rivedere il modello del trasporto pubblico locale'

Fabrizio Cesetti 2' di lettura 21/12/2011 -

Il passaggio ad un bacino unico regionale per il trasporto pubblico locale comporterebbe uno sconvolgimento del quadro organizzativo, oltre che potenziali disservizi e diseconomie.



Per questo motivo abbiamo approvato una delibera di Giunta nella quale si evidenzia la contrarietà all’ipotesi paventata dalla Regione Marche. L’attuale assetto necessita sicuramente di modifiche per raggiungere a livello regionale una maggiore uniformità su alcuni aspetti del servizio, rilevanti per l’utenza, e volti ad esempio ad evitare sovrapposizioni di servizi, rotture di carico, limiti nell’utilizzo dei titoli di viaggio, mancanza di coordinamento nella definizione degli orari o di sistemi tariffari tra vettori diversi.

Ma è innegabile che l’affidamento del servizio su cinque bacini provinciali ha finora consentito il funzionamento di una singola società affidataria per ogni bacino, rendendo più efficiente l’intero sistema. Ne è una riprova il fatto che il modello marchigiano del TPL ha i corrispettivi chilometrici tra i più bassi d’Italia e mediamente più bassi rispetto alle regioni confinanti.

Identica situazione per quanto concerne i costi di produzione, senza tuttavia rinunciare alla qualità del servizio, come dimostrato da un report presentato dalla Regione qualche settimana fa. Il corrispettivo chilometrico erogato dalla Regione, infatti, non supera mediamente euro 1,40-1,50/km per l’extraurbano e 2,10 per l’urbano, mentre nella Provincia di Fermo lo stesso è pari a euro 1,35/Km per l’extraurbano ed euro 1.56/Km per l’urbano.

Considerato che il nostro corrispettivo resta comunque il più basso a livello regionale, da tempo abbiamo richiesto, e continueremo a farlo, un incremento affinché venga adeguato a quello delle altre Province.

Nella delibera abbiamo voluto ribadire come un’unica gara per affidamento del servizio nell’unico bacino regionale potrebbe determinare una situazione nella quale si verrebbero a disperdere proprio gli attuali vantaggi di qualità ed efficienza, anche alla luce delle ridotte risorse economiche a disposizione.

Il vero pericolo è che il trasporto pubblico locale potrebbe venire meno in tragitti o zone a scarsa densità di popolazione, soprattutto in un territorio caratterizzato, nella zona montana, da piccoli centri urbani.

Invitiamo, quindi, la Regione Marche a rivedere la propria posizione e a valutare, insieme alle Province ed ai Comuni, una modifica meno impattante dell’attuale assetto, capace comunque di garantire continuità ad un servizio essenziale per l’intera comunità marchigiana.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-12-2011 alle 17:11 sul giornale del 22 dicembre 2011 - 830 letture

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