Sant'Elpidio a Mare: decimo appuntamento con 'Non a Voce Sola'

Tavolozza di colori per la pittura 4' di lettura 28/09/2011 -

Appuntamento, sabato 1 ottobre ore 19, a Sant'Elpidio a Mare, con la rassegna di poesia, filosofia, musica ed arti "Non a Voce Sola".



Si aprirà sabato primo ottobre alle ore 19, nella splendida cornice di Villa Baruchello, il decimo appuntamento della Rassegna “Non a Voce sola”, secondo appuntamento elpidiense. L’incontro si prefigura denso di eventi. Tre personalità di rilievo, tre ambiti differenti, tre momenti diversi.

- Clelia Mori è la pittrice,
- Manuela Berardinelli è la scrittrice,
- Antonangelo Coradduzza è lo psichiatra.

A questa originale e variegata serata sembra offra un indizio alla comprensione la citazione di Carla Lonzi nell’invito: “La donna è altro rispetto all’uomo. L’uomo è altro rispetto alla donna”. E’ su questa scia che si innesta la personale di Clelia Mori, pittrice di Poviglio, paese del reggiano evocativo di altre memorie, sarà lei ad aprire la rassegna con una mostra originale e sapiente, titolata : “Kiki, Teresa, Clelia e le altre”. La pittrice dipinge continuamente lo stesso quadro: è la Kiki di Man Ray, “Le violin d’Ingres”. E’ la fotografia della schiena di KiKi, giovane amante di Man Ray nei primi decenni del secolo scorso, con due aperture da violino sulle reni.

Clelia Mori prende l’immagine e la trasforma, la re-interpreta, la ri-modella, la rende differente, le dà nuovi significati. Il tentativo riuscito di una riappropriazione della rappresentazione del sé da parte della donna, lo stravolgimento e capovolgimento dello sguardo maschile su un corpo femminile? Così descrive l’operazione la critica Gianna Mazzini: “… la trasformazione, il rimodellamento, la riscrittura sono, in questa fase, forma potente di originalità per una donna. Perché disegnano meglio di altre qualcosa di cui è bene che le donne si facciano carico: la rappresentazione femminile di sé, a partire da ciò che ci precede e fa ostacolo”.

Sono 40 tele, tutte uguali e tutte diverse. Le aggiunte, le sottrazioni, i fondi, i colori, le scritte sono il lavoro di Clelia, suoi gli accostamenti, il corpo di KiKi e le parole dell’estasi di Teresa D’Avila. Dice la pittrice riferendosi alla scelta della tela di Man Ray: “ … simbolica del modo in cui le donne vengono guardate e pensate dagli uomini e forse anche di come si vedono le donne stesse”.

Dallo spazio pittorico allo spazio narrativo con la scrittrice maceratese Manuela Berardinelli e il suo ultimo libro “Le orme della Vita”. La vita di donne raccontata da una donna in maniera incisiva ed essenziale. Donne differenti per estrazione sociale, carattere, status sociale , donne che vivono, amano e si confrontano con il circostante, donne che vivono autenticamente.

E’ il secondo romanzo della scrittrice che abilmente sa indagare nel cuore delle donne, dopo il primo successo di Lettere dall’anima”. Ma l’incontro con la Berardinelli sarà , anche, l’occasione per parlare di scrittura e del senso dello scrivere, della funzione delle narratrici di storie, del tentativo di togliere dall’oblio le vite di coloro che “non lasciano orma”.

L’ultimo incontro sarà con il giovane psichiatra sardo Antonangelo Coradduzza , con lui si affronterà la sindrome da “giocattolo rotto", ovvero, la condizione di coloro che hanno subito violenza. Ma non solo, come ci si percepisce uomini e donne partendo dal già dato , qual è la rappresentazione simbolica del sé alle varie latitudini, e come interagiscono Natura e Cultura, e ancora, se esiste un ordine del mondo che sembra valere per tutti, neutro e universale, o invece esistono almeno due declinazioni: il maschile e il femminile.

Sembra convinta dell’ultima ipotesi la ideatrice e curatrice della rassegna Oriana Salvucci: “Ho conosciuto Clelia prima di conoscere i suoi quadri. All’inizio non capivo questa opera di ri-interpretazione di una tela di Man Ray, ma ognuno ha il suo percorso ed ognuno le sue cesure da fare. Trovo interessante la sua opera di rappresentazione del femminile, di sé e quindi di tutte noi. Il corpo della donna è stato troppo dipinto, troppo manipolato dallo sguardo maschile è giunta l’ora che la donna si ri-appropri del proprio corpo, che ne abbia una sua visione, una sua percezione, indipendente dallo sguardo maschile. Così come è interessante il lavoro meraviglioso che ha fatto Manuela Berardinelli con i suoi due romanzi. Una tessitrice di storie di donne, uno sguardo femminile sull’universo femminile, un amore per la materia trattata. E poi la fragilità di questi uomini, ancor più fragili perché inconsapevoli. Sarà Antonangelo Coradduzza a restituirci allo sguardo maschile e con lui affronteremo quelle tematiche care a tutti noi. Comprendere la violenza per combatterla, uomini e donne insieme, e quanto appartiene alla cultura, al milieu e quanto alla natura.”

La rassegna è patrocinata dalla Regione Marche, dalle province di Ancona, Fermo, Macerata, dall’Accademia di belle Arti di Macerata






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-09-2011 alle 18:09 sul giornale del 29 settembre 2011 - 899 letture

In questo articolo si parla di arte, cultura, non a voce sola

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