Porto S.Elpidio: convegno sulla donazione di midollo per i bambini malati di leucemia

2' di lettura 06/09/2011 -

Le Marche sono la regione con il più alto indice di malati di leucemia in rapporto alla popolazione complessiva territoriale, ma grazie alle donazioni del midollo osseo le percentuali di guarigione ottenute sono, nei bambini, l’80% dei casi, se presi in tempo, e negli adulti il 70 %. Sono questi i dati più interessanti emersi dalle relazioni degli esperti Paolo Pierani, responsabile di oncoematologia pediatrica al Salesi e Pietro Leoni, direttore del dipartimento di Ematologia di Torrette, nel corso del convegno dell’Admo regionale a Porto Sant’Elpidio, che si è tenuto lo scorso 4 settembre.



L’evento, che celebrava i 20 anni dell’associazione nelle Marche, ha avuto una straordinaria partecipazione di pubblico e una notevole eco nei media marchigiani, con tre tv locali, compresa Rai 3, che hanno seguito il convegno. L’incontro è stata l’occasione per fare il punto sulla situazione della donazione di midollo e del cordone ombelicale sul territorio, oltre che di ascoltare testimonianze particolari, come quella di Flavio Falzetti, ex giocatore di calcio, malato di linfoma non hodgkin, che ha suscitato una grande commozione.

La giornata si è aperta con una celebrazione eucaristica a Villa Baruchello, dove si teneva l’evento, dedicata alla memoria di Rossano Di Bella, il giovane morto di leucemia nel 1989 che ha scritto una lettera-testamento grazie alla quale è nato l’Admo nazionale: “Con l’Admo – ha notato Renato Politi, presidente della sezione di Porto Sant’Elpidio - si realizza il sogno di Rossano, che rappresenta i donatori”. Negli interventi successivi Patrizia Scalari, medico responsabile del Registro regionale dei donatori, ha sottolineato come “l’impegno dell’Admo nella comunicazione e nella sensibilizzazione alla donazione è fondamentale per aumentare il numero di iscritti, che al momento è insufficiente per le richieste che provengono dai reparti degli ospedali marchigiani”; gli altri esperti, tra cui Ornella De Masi, primario del Centro trasfusionale di Fermo, hanno poi incoraggiato le istituzioni locali a sostenere i progetti promossi dalla associazioni di volontariato, come Admo, Avis e Aido, “insostituibili nel reclutamento dei donatori”.

La pratica della donazione del cordone ombelicale è stata sostenuta con la premiazione, nel corso della mattinata, del piccolo Remo, di due mesi; a questo proposito Mario Piani, direttore dell’Unità operativa trasfusionale dell’ospedale Torrette di Ancona, ha messo in evidenza che in Italia il dono del cordone è un atto particolarmente generoso perché la legislazione non prevede l’utilizzo privato di quest’organo.

All’evento, patrocinato dal comune di Porto Sant’Elpidio e finanziato dal Centro servizi per il volontariato – Marche e dalla Fondazione Cassa di risparmi di Fermo, erano presenti il presidente Admo nazionale, Paola De Angelis, quello regionale, Vitangelo Paciotti, il sindaco Mario Andrenacci, l’assessore regionale alla famiglia e servizi sociali, Luca Marconi, e il presidente della Fondazione, Amedeo Grilli.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-09-2011 alle 19:13 sul giornale del 07 settembre 2011 - 787 letture

In questo articolo si parla di attualità, centro servizi volontariato, fermo

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