Salvaguardia delle prerogative costituzionali del sistema delle Autonomie Locali

4' di lettura 17/06/2011 -

Nella seduta del 17 giugno tenutasi ad Ancona, il Consiglio delle Autonomie Locali ha approvato all’unanimità il documento sulla salvaguardia delle prerogative costituzionali del sistema delle Autonomie Locali, presentato dal Presidente della Provincia di Fermo Fabrizio Cesetti nella seduta del 26 maggio scorso per la riforma dell’ERSU e dell’ERAP, oltre che dei Consorzi di Bonifica e degli Ambiti Territoriali Ottimali su sociale, ciclo delle acque e rifiuti, queste ultime presentate dal Presidente del UNCEM Marche Michele Maiani e condivise dallo stesso Cesetti.



Nell’occasione il CAL all’unanimità ha manifestato rammarico per il fatto che l’Assemblea Legislativa della Regione Marche non abbia accolto quanto richiesto dallo stesso CAL in merito alla recente legge di riforma dell’ERAP.
Di seguito il testo approvato, del quale è stata disposta la trasmissione oltre che agli Organi regionali e a tutti gli Enti locali delle Marche:

IL CONSIGLIO DELLE AUTONOMIE LOCALI
Riunitosi nella seduta del 17 giugno 2011;

Esaminata la proposta di legge regionale n. 27 ad oggetto: “Riordino degli enti regionali per il diritto allo studio universitario (ERSU) e degli enti regionali per l’abitazione pubblica (ERAP)”, valutate le proposte di riforme su Consorzi di Bonifica e sulle autorità d’ambito nel settore del Sociale e dei servizi pubblici locali;

Preso atto della difficile situazione finanziaria che sta colpendo gli enti locali e la stessa Regione Marche, legata al consistente taglio dei trasferimenti statali, e della conseguente necessità di operare un riassetto della governance locale che, confermando qualità ed efficienza dei servizi, possa contemporaneamente garantire una reale riduzione dei costi di gestione degli stessi;

Rivendica il ruolo storico del sistema delle Autonomie Locali come protagonisti della crescita e nello sviluppo economico della società marchigiana, grazie ad una politica partecipativa e condivisa tra i vari livelli istituzionali;

Ritenuto che la riforma degli ERSU e degli ERAP vada inquadrata nell’ottica dei principi rinvenibili nella Costituzione ed in particolare in quelli introdotti attraverso le modifiche al suo Titolo V, di cui alla legge costituzionale n. 3 del 2001, ovverosia i principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione;

Rilevato che l’applicazione di detti principi costituzionali imponga l’allocazione delle funzioni pubbliche al livello di governo locale più vicino ai destinatari finali delle stesse, purché tale livello risulti adeguato per dimensione organizzativa e territoriale (principi di sussidiarietà ed adeguatezza);

Considerato come, nel caso degli URSU, appaia evidente che il livello più adeguato di esercizio di tali funzioni siano i comuni che ospitano le sedi universitarie, i quali possono realizzare adeguate sinergie dei propri servizi di ausilio alla persona (housing sociale, mense scolastiche, trasporti pubblici) con quelli di più diretto interesse degli studenti universitari, a cui oggi provvedono gli ERSU, realizzando dunque una sinergia che porterebbe ad un risparmio in termini di gestione dei servizi stessi e di organizzazione degli apparati amministrativi preposti, che potrebbero integrarsi direttamente nell’organizzazione comunale;

Dato atto comunque che ove tale livello di sinergia possa non apparire adeguato in termini territoriali e dimensionali, potrebbe ricorrersi al livello territoriale immediatamente sovraordinato, ovvero alla provincia, operando la stessa integrazione sopra descritta per i comuni;

Ritenuto che un discorso del tutto analogo debba essere sviluppato per quanto riguarda gli ERAP, il cui ambito operativo attuale coincide con i territori delle Province, con le quali esistono addirittura ambiti di competenza tra loro confinanti ed anche sovrapposti, per cui non vi è alcuna giustificazione logica del permane di tali enti che potrebbero essere molto più opportunamente integrati nelle rispettive province di appartenenza attraverso il completo assorbimento, da parte di queste ultime, sia delle residue funzioni degli ERAP e sia delle relative strutture tecnico- amministrative, realizzando cospicui risparmi e ottime sinergie gestionali;

Rilevato come da una situazione di crisi economica possano tuttavia sorgere nuove opportunità organizzative e gestionali che, eliminando gli sprechi, migliorino il governo e la gestione dei servizi e delle funzioni pubbliche;

Invita

L’Assemblea legislativa delle Marche a voler adottare una disciplina normativa che:

1. Risponda ai principi costituzionali enucleati in premessa e ridefinisca gli assetti organizzativi degli ERSU e degli ERAP nel modo nella stessa premessa auspicato, assegnando le relative funzioni e accorpando le relative strutture ai livelli di governo locale (Comuni e Province) strutturalmente più idonei all’esercizio delle relative funzioni.

2. Che si attenga ai medesimi principi nella elaborazione di proposte di riforma su consorzi di bonifica e ambiti territoriali ottimali su sociale, ciclo delle acque e rifiuti;

3. Colga l’occasione, determinata dalla notevole riduzione di risorse pubbliche disponibili, per assicurare un riassetto della governance locale che sia effettivamente rispondente ai principi costituzionali e foriera di effettivi risparmi economici che non sono da individuare solo nella soppressione degli organi di governo (i vari consigli di amministrazione e relativi presidenti) bensì, in maniera molto più consistente, dalla integrazione sinergica delle strutture burocratico- amministrative, con ulteriore beneficio anche per la gestione delle funzioni pubbliche interessate, capace di coordinarsi in un unico livello di governo, per di più soggetto al diretto controllo e verifica politica del cittadino utente, al momento delle elezioni.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-06-2011 alle 16:01 sul giornale del 18 giugno 2011 - 832 letture

In questo articolo si parla di politica, fermo, provincia di fermo

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