Idv: emendamento su 'Poli Ospedalieri di montagna o di confine'

Italia dei Valori 3' di lettura 01/06/2011 -

Da sempre i marchigiani sanno di poter contare su di una rete ospedaliera di primo ordine così come sanno che fra la costa e la montagna non ci sono mai stati cittadini di serie A e di serie B. Ecco perché, a nome dell’IDV del Fermano, ritengo indispensabile sottolineare la necessità che il nuovo piano socio-sanitario regionale 2011-2013, pur nell’ottica della indifferibile razionalizzazione delle strutture sanitarie, non può né deve in alcun modo penalizzare parti importanti di popolazione che vivono sulla linea di confine con altre regioni, nonché quelle che impreziosiscono la montagna.



Popolazioni che però continuano ad avere problemi seri di infrastrutture viarie e quindi di collegamento col resto della Regione, segnatamente con quelle strutture ospedaliere destinate ad essere il loro riferimento obbligato. Da qui il pressante invito a ragionare e a non irrigidirsi su scelte di cui ci si potrebbe subito pentire.

Non a caso, già nel marzo scorso, il capogruppo IDV in Consiglio Regionale Paolo Eusebi ha presentato in commissione sanità uno specifico emendamento sulla necessità di conservare quei presidi nosocomiali (da Amandola a Pergola) che risultano collocati in territorio di riferimento situato completamente in area montana svantaggiata, con popolazione diffusa ed età media elevata o a confine con una regione che abbia presidi ospedalieri facilmente raggiungibili, verso i quali può essere fortemente incrementata la mobilità passiva già presente.

L’eventuale chiusura di questi ospedali avrebbe conseguenze sociali e costi altissimi rendendo pertanto illogico ed irragionevole chiudere strutture attive e “produttive” che da sempre concorrono a garantire l’alto livello qualitativo della sanità marchigiana.

In proposito il Consigliere Eusebi ha giustamente presentato uno specifico emendamento alla proposta di piano sanitario, purtroppo non accolto in commissione sanità, con il quale per i poli ospedalieri montani e per quelli di confine si prevedeva il mantenimento del ruolo e della funzione per acuti, con le funzioni di medicina, lungo degenza e chirurgia a ciclo breve con i servizi connessi.

L’Italia dei Valori comunque al momento della discussione in aula consiliare della proposta di piano sanitario 2011-2013 farà fino in fondo la propria battaglia riproponendo l’emendamento sia per i poli ospedalieri di confine che per quelli di montagna. Questo in piena coscienza delle esigenze di razionalizzazione e di riconversione dei piccoli ospedali che debbono essere soddisfatte senza però scaricare sulla collettività costi superiori agli attuali.

Le eccellenze evidentemente non possono essere appesantite dalla routine e quindi la razionalizzazione delle strutture resta un passo obbligato, ma ponderato e condiviso.

Per questo l’IDV sarà al fianco delle popolazioni interessate proprio perché non vengano derubate nel loro diritto alla salute e del loro diritto di essere assistite al pari di tutti i cittadini della Regione Marche, con immediatezza nelle urgenze e con tempestività ed efficacia, sia negli aspetti diagnostici, sia nelle fasi di cura delle patologie in fase acuta.

In tale direzione si è mosso anche il gruppo consiliare IDV della Provincia di Fermo presentando un ordine del giorno per chiedere l'annullamento della deliberazione n. 240/11 con il conseguente mantenimento dei livelli di assistenza ora presenti in ambito provinciale

Il Coordinatore IDV del Fermano Adolfo Marinangeli






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-06-2011 alle 16:47 sul giornale del 03 giugno 2011 - 991 letture

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