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comunicato stampa

Oari, dopo la prima assemblea si riparte con più grinta

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da Centro Servizi per il Volontariato

convegno oari

Il 2 aprile si sono riunite in assemblea, a Fermo, le otto Oari della diocesi; presente all’incontro anche l’arcivescovo, monsignor Luigi Conti. L’Oari ha dato origine, storicamente, all’Avulss, che ha sezioni in tutta Italia impegnate soprattutto in azioni di volontariato dentro gli ospedali, le case di riposo e nelle case dove sono disabili, malati o anziani.

“È stata un’occasione per iniziare un cammino di operatività nella formazione e per programmare tre incontri zonali che garantiscano una nostra presenza nel territorio della diocesi”: è il bilancio che fa Vittorio Capriccioni, responsabile Centro Operativo Oari Fermo a proposito della prima assemblea delle otto Oari esistenti all’interno del territorio della diocesi di Fermo, che si è tenuta lo scorso 2 aprile nella sala conferenze del Geriatrico di Fermo. L’Oari, “associazione per un pastorale di comunione e di speranza dell’uomo che soffre” ha iniziato la sua attività nel 1961 come "Opera per l'Assistenza Religiosa agli Infermi" e ha dato origine, storicamente, all’Associazione per il Volontariato nelle Unità Locali Socio Sanitarie (Avulss), che ha sezioni in tutta Italia impegnate soprattutto in azioni di volontariato dentro gli ospedali, le case di riposo e nelle case dove sono disabili, malati o anziani.

All’evento hanno preso parte monsignor Luigi Conti, arcivescovo di Fermo, il segretario centrale della federazione Avulss-Oari, Antonio Todeschini, il presidente nazionale Avulss, Franco Belluigi, la presidente dell’Avulss di Fermo, Rosalba Chessa, il consigliere nazionale dell'Avulss, Andrea Vesprini e il responsabile spirituale, nonché fondatore dell’Avulss di Fermo, padre Franco Scendoni. Dopo un primo saluto di monsignor Conti, Capriccioni ha introdotto i lavori salutando i rappresentanti delle Oari di Amandola, Civitanova Marche, Corridonia, Fermo, Loro Piceno, Petritoli, Monte San Giusto e Porto Potenza Picena e ha sottolineato gli aspetti positivi e negativi che caratterizzano questo periodo di impegno associazionistico: tra i primi l’anno Europeo del volontariato, il prossimo Convegno nazionale della salute a Fermo, a maggio, e il Congresso eucaristico nazionale ad Ancona, a settembre; tra i secondi “il dramma della solitudine, dell’emarginazione, della fragilità e della sofferenza fisica e morale della persona”.

Antonio Todeschini, il segretario centrale, ha ricordato la storia dell’Oari-Avulss, cominciata giusto 50 anni fa per opera di don Giacomo Luzietti di Corinaldo, che trasferitosi a Brezzo di Bedero per motivi di salute cominciò, proprio in quel luogo “con fermezza ed impegno”, a mettersi “a servizio di tutte le persone fragili, sofferenti ed in solitudine”: oggi in tutto il territorio nazionale ci sono ben 252 associazioni Oari-Avulss. Todeschini ha sottolineato che l’Oari, pur dedicando il suo impegno a ogni forma di sofferenza, “vuol donare la sua attenzione particolare e specifica a chi è colpito dalle sofferenze più nascoste come i malati in fase terminale, i morenti, le persone anziane, le famiglie in situazioni d difficoltà e a quanti vivono accanto a chi soffre”. Per questo promuove “iniziative comunitarie di preghiera, percorsi formativi e culturali a carattere medico-psico-sociale e teologico- pastorale sia nelle istituzioni ecclesiali sia nelle strutture pubbliche e private, azioni di volontariato socio-sanitario di ispirazione cristiana, mediante corsi di base e di formazione permanente e infine organizza iniziative di formazione e sostegno per cooperatori nella cura pastorale degli infermi”. Non mancano, poi, giornate e corsi di spiritualità e la realizzazione di pubblicazioni e servizi audio-visivi”. La giornata si è conclusa col trasferimento nella Cappella dove il l’arcivescovo Conti ha presieduto la celebrazione.





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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-04-2011 alle 16:59 sul giornale del 07 aprile 2011 - 1069 letture