Famiglie, imprese e opere sociali: qui sta il vero bene comune

Compagnia delle Opere Marche Sud 6' di lettura 01/04/2011 -

In vista delle prossime elezioni amministrative a Fermo chi non è impegnato in politica, ma vive la fatica quotidiana di un lavoro che esprime il desiderio di costruire un vero bene per sé e per l’altro sente l’urgenza di esercitare la responsabilità di una proposta e di un giudizio.



Fermo, città capoluogo di Provincia, anche formalmente riveste un ruolo di riferimento per tutto il territorio fermano e pertanto i soggetti sociali di riferimento della città si allargano a questa dimensione più ampia. Perdere di vista questa vocazione di essere il nodo strategico di tutto il territorio fermano e perdere di vista alcune dati oggettivi nel vivere la città da parte delle persone, come ad esempio la stretta integrazione esistente tra Fermo e Porto San Giorgio, significa non guardare ciò che sta accadendo e ridursi in una sterile autoreferenzialità.

Nella città l’impegno responsabile di ciascuno si esprime essenzialmente nell’ambito delle famiglie, delle opere sociali e delle imprese, luoghi in cui la creatività responsabile della persona, nonostante le difficoltà, crea in moltissimi casi un bene comune per tutti. Partire dal riconoscimento e dal sostegno di quanto questi soggetti stanno creando di bene è il primo imperativo che oggi viene posto alla politica locale, ma questa affermazione va calata nello specifico in quanto il contesto generale di una scarsità di risorse pubbliche, che si accentuerà nel tempo, implica un giudizio ed una azione che porti ad una efficiente allocazione delle risorse.

I servizi sociali ed educativi di competenza del Comune richiedono oggi una chiara valorizzazione del ruolo imprescindibile svolto dalle famiglie e dalle opere sociali. La rete dei soggetti sociali e di volontariato inoltre va adeguatamente valorizzata facendola diventare protagonista di presenze e progetti sul territorio come nel caso dei centri sociali presenti nei vari quartieri periferici. Nella città di Fermo riveste un ruolo storico l’attività svolta per le persone disabili dall’Istituto Montessori a gestione comunale. Garantire responsabilmente tale servizio negli anni a venire implica avere una visione strategica che sappia dare una impronta tipica dell’imprenditoriale sociale. Tutto il tema dei servizi alla persona ci rimanda necessariamente alla presenza di un cospicuo patrimonio del Comune acquisito dalle Ipab che era destinato appunto all’affronto di tali urgenze sociali e che oggi chiede di essere adeguatamente valorizzato per poter essere destinato a tali finalità sociali. La semplice esternalizzazione dei servizi non garantisce di per sé qualità e democrazia e le famiglie oggi costituiscono il punto centrale dell’assetto sociale che garantisce educazione e affronto dei bisogni personali più prossimi.
Sul territorio è ben visibile che esiste una imprenditoria sociale in grado di dare servizi di qualità, come ad esempio negli asili ove i costi di gestione del privato sociale sono inferiori di circa il 25% rispetto al servizio del gestito dal Comune. Non è accettabile ridurre il ruolo delle famiglie e del privato sociale ad un ammortizzatore sociale senza che ne venga riconosciuta la dignità pubblica attraverso il passaggio, ove possibile, al sistema dei voucher che permette di poter scegliere il servizio ritenuto più efficiente in un sistema misto pubblico e privato che garantisce determinati livelli qualitativi.

Per quanto riguarda i servizi amministrativi alle imprese e alle persone, la vocazione del centro storico ad essere il luogo di questi servizi per tutto il territorio è ormai nei fatti ed è auspicabile che anche la nuova sede della Provincia venga realizzata in tale contesto, in quanto il cittadino ha bisogno di trovare tutti i servizi nella stessa area. Ad esempio la necessaria riqualificazione del sito di Piazzale Azzolino, più che inseguire astratte riconversioni commerciali, potrebbe essere destinata in parte a questo completamento dei servizi amministrativi che permetterà di rafforzare l’indotto del commercio, senza andare a sovrapporsi a tipologie di commercio che sono proprie di altre aree esterne al centro storico ed alla città stessa. La vocazione ad essere città nodo della rete del territorio fermano significa anche valorizzare le specificità esterne al territorio della municipalità, senza inutili e dannose sovrapposizioni.

L’altro aspetto caratterizzante la città di Fermo è indubbiamente la cultura. In tale prospettiva vanno in primo luogo sostenute le eccellenze operanti nella città, il Conservatorio e le scuole, nonché le associazioni culturali che promuovono per passione la cultura a Fermo, in quanto buona parte della programmazione di attività culturali è promossa da questi soggetti.

In secondo luogo va incrementato anche per il settore della Cultura il ruolo di Fermo ad essere nodo del territorio valorizzando con specifici appuntamenti in città anche le rassegne più significative che vengono proposte in altri comuni del territorio. La proposta diretta di eventi deve integrarsi con i due livelli di sostegno alla cultura sopra evidenziati senza creare discriminazioni nell’uso dei fondi disponibili e valorizzando anche in questo caso la partecipazioni a reti di enti per la promozione e produzione di eventi. Anche il turismo culturale potrebbe essere adeguatamente sviluppato sostenendo progetti privati credibili, anche in partnership con il pubblico, di recupero di parte del patrimonio pubblico a recettività alberghiera di qualità e di gestione per il pubblico di mostre e dei beni culturali presenti. Per quanto riguarda l’università occorre avere il coraggio di partire dalla realtà riducendo l’investimento a quella realtà che ha avuto un effettivo interesse a radicarsi nella città di Fermo

Occorre prendere atto che il decentramento dei corsi universitari nella regione è generalmente fallito e non ha futuro, pertanto si può valorizzare solo ciò che ha una prospettiva ed un riscontro reale.
La presente scarsità di risorse finanziarie disponibili non potrà essere superata con calcoli di breve periodo, utilizzando l’urbanistica come merce di scambio con i privati. Al contrario l’urbanistica contrattata ha un grande valore se esercitata all’interno di un quadro complessivo di riqualificazione della città che garantisca il bene di tutti.
La sfida più grande nel governo della città sta nel saper guardare ai fatti di bene comune creati dalla libertà delle persone e dei gruppi sociali avviando da una parte quei processi di selezione della spesa che sostengono questa libertà e dall’altra, ove la società civile non è in grado di produrre una risposta struttura, intervenire direttamente in una visione generale di città di riferimento di una rete territoriale che persegua il bene di tutti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-04-2011 alle 18:18 sul giornale del 02 aprile 2011 - 614 letture

In questo articolo si parla di attualità, Compagnia delle Opere Marche Sud

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