Porto S.Elpidio: mostra archeologica 'Origini. Vita e Morte nell’Età del Ferro'

mostra archeologica 'Origini. Vita e Morte nell’Età del Ferro' 3' di lettura 11/02/2011 -

Lo scorso 20 giugno, presso la Torre dell’Orologio a Porto Sant’Elpidio, è stata inaugurata la mostra “Origini. Vita e morte nell’età del Ferro. La necropoli picena di Porto Sant’Elpidio”, dedicata ad uno dei siti archeologici di epoca protostorica più significativi della Regione Marche, sostanzialmente inedito e databile alla prima età del Ferro (IX-VIII sec.a.C.), ma con testimonianze che arrivano fino al VII e parte del VI sec.a.C.



L’esposizione, curata dalla prof.ssa Giovanna Bergonzi e dal dott. Marco Ritrecina dell’Università degli Studi di Macerata, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche e l’Amministrazione Comunale di Porto Sant’Elpidio, con il sostegno della Regione Marche, della Provincia di Ascoli Piceno e della Fondazione della Cassa di Risparmio di Fermo, ha visto nel corso dei mesi una cospicua affluenza di visitatori, oltre un migliaio di persone, infatti, hanno apposto la loro firma a testimonianza della loro presenza alla mostra.

Ora, con apposita comunicazione, la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche ha concesso il deposito dei reperti archeologici, consistenti in corredi funerari, fibule, collane, orecchini, Rasoi, spilloni ed armi, al Comune di Porto Sant’Elpidio autorizzando nel contempo la proroga della mostra fino al prossimo 31 marzo.

“La città – afferma il Sindaco Mario Andrenacci – arricchisce il suo patrimonio di beni culturali e grazie a questa decisione della Soprintendenza il Comune di Porto Sant’Elpidio sarà custode e gestore di questi reperti storici che vanno ad aggiungersi all’inestimabile patrimonio di ville storiche presenti nel nostro territorio”.

“Ciò da la possibilità – aggiunge l’Assessore alla Cultura Annalinda Pasquali – di utilizzare i reperti ai fini didattici per le scolaresche del territorio ed entrare all’interno di circuiti di valorizzazione e promozione dei siti e dei reperti Piceni della Provincia. Un opportunità per collocare la città nei percorsi turistici provinciali e regionali”.

La scoperta della necropoli di Porto Sant’Elpidio, nell’agosto del 1917, si deve ad una circostanza fortuita, quando ancora la località era frazione del comune di Sant’Elpidio a Mare: in seguito a lavori di scasso per la realizzazione di una vigna, sul pianoro di Pian di Torre, furono rinvenuti i resti di una sepoltura. Grazie alla segnalazione degli abitanti della zona, fu intrapresa da parte della Soprintendenza ai Musei e agli Scavi di Antichità delle Marche e degli Abruzzi un’indagine che si protrasse per tre anni consecutivi nelle località Pian di Torre, Corva e Pescolla”.

Le operazioni di scavo, condotte dall’assistente Ignazio Messina, consentirono di individuare 120 sepolture (alcune delle quali già distrutte o saccheggiate), da interpretare come parte di una necropoli protostorica articolata in gruppi distanti fra loro alcune decine di metri e costituiti da 10-20 tombe ad inumazione in fossa semplice. Ai limiti orientali del pianoro, al di sopra di una collinetta isolata, prospiciente il mare, si rinvennero tracce di un insediamento; in particolare, lungo il versante meridionale, Messina scavò tre “capanne di forma ovale”, secondo lui databili alla prima età del Ferro, strutture da mettere probabilmente in relazione con la vicina necropoli.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-02-2011 alle 19:43 sul giornale del 12 febbraio 2011 - 1008 letture

In questo articolo si parla di attualità, porto sant'Elpidio, Comune di Porto Sant'Elpidio

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