Al Teatro dell’Aquila in scena 'Mattei. Petrolio e fango'

teatro aquila fermo 3' di lettura 07/02/2011 -

Giovedì 10 febbraio prosegue al Teatro dell’Aquila di Fermo con Mattei. Petrolio e fango di e con Giorgio Felicetti, “Classico contemporaneo”, rassegna promossa dal Comune di Fermo e dall’AMAT in collaborazione con la Regione Marche e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dedicata alle esperienze più giovani della scena che da anni affianca con successo la stagione di prosa.



Con Classico Contemporaneo prosegue anche Scuola di platea , progetto di introduzione al teatro per gli studenti degli istituti superiori di Fermo promosso dall’Amat e dal Comune di Fermo in collaborazione con il corso di Storia del Teatro dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.

Il progetto è finalizzato a formare i ragazzi alla cultura teatrale grazie all’ospitalità offerta alle compagnie nell’ambito della rassegna “Classico Contemporaneo”. La partecipazione allo spettacolo è solo il momento centrale di un programma che prevede incontri propedeutici e di approfondimento. I seminari preliminari vogliono essere un momento propedeutico, volto a tracciare alcune linee di lettura dell’opera teatrale attraverso l’ausilio di materiali critici. Le scuole che partecipano al progetto sono il Liceo Classico “Annibal Caro”, l’Istituto d’Arte “U. Preziotti”, il Liceo Scientifico “T. C. Onesti”, il Liceo sociopsicopedagogico “Annibal Caro” e l’Istituto Tecnico Industriale “G. M. Montani”. Nella seconda fase, Scuola di platea si sposta a teatro, dove gli studenti assistono allo spettacolo. La conclusione del progetto prevede - il giorno successivo alla visione dello spettacolo - l’incontro con la compagnia, occasione per confrontare quanto studiato criticamente e poi visto a teatro con gli stessi artefici della messinscena.

“Perché uno spettacolo su Enrico Mattei? – scrive Giorgio Felicetti nelle note allo spettacolo - Il “grande corruttore”, il “grande capitano d’impresa”, Il “grande marchigiano”, il “grande pericolo per l’Occidente”, “l’italiano più grande dopo Giulio Cesare”. C’è sempre il “grande”, vicino ad ogni definizione che riguardi Mattei. Enrico Mattei è probabilmente il personaggio del ‘900 italiano su cui si è scritto di più, una sterminata bibliografia, ancor più che su Aldo Moro. C’è stato un bellissimo film di Francesco Rosi, una recente fiction televisiva, meno bella. E ancora oggi, ogni giorno, viene fuori il nome di Enrico Mattei, sui più svariati argomenti: accendi la radio, si parla di nuovo giornalismo e di editoria, ecco il Mattei fondatore de “Il Giorno”; sui giornali si parla di crisi energetica, e lì il gioco è semplice, Mattei è stato l’energia italiana; in TV parlano di geopolitica, è Mattei che per primo ha messo l’Italia al centro del Mediterraneo; parlano di nuova architettura, è Mattei che ha fatto costruire il villaggio di Borca di Cadore, ancora oggi studiato come modello anni ’50; si parla di comunicazione, di marketing, di nucleare, di arte figurativa, e trovi Mattei. Insomma, anche se circondata spesso da un alone di ostilità e mistero, l’eredità di quest’uomo è ancora immensa. Enrico Mattei a suo modo, tra luci accecanti ed ombre spaventose, è la figura di un patriota. E adesso mi accorgo che anche lo spettacolo MATTEI, a suo modo, è uno spettacolo “Patriottico”.

All’interno dello spettacolo ci sono delle vicende mai raccontate, c’è un’importante intervista inedita ad un personaggio molto vicino a Mattei, e soprattutto, ci sono gli atti e le conclusioni del Tribunale di Pavia, riguardanti l’ultimo processo sul “caso Mattei”, e i legami tra la morte di Mattei e quella di Pier Paolo Pasolini. Il testo dello spettacolo – prodotto da Les Enfants du Paradis_Festival della Narrazione di Arzo, Svizzera e Esteuropaovest festival – è di Giorgio Felicetti e Francesco Niccolini. In scena anche l’attrice Valentina Bonafoni. Per informazioni e biglietti: biglietteria del Teatro dell’Aquila tel. 0734 284295. Inizio spettacolo ore 21.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-02-2011 alle 18:12 sul giornale del 08 febbraio 2011 - 920 letture

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