x

SEI IN > VIVERE FERMO > SPETTACOLI
comunicato stampa

A teatro Il giorno della civetta

3' di lettura
963

da Amat Marche
www.amatmarche.net


Amat

Interpretato da Sebastiano Somma con Gaetano Aronica e la partcipazione di Orso Maria Guerrini per la regia di Fabrizio Catalano Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia va in scena al Teatro Goldoni domenica 30 gennaio e lunedì 31 con replica martedì 1 febbraio al Teatro dell’Aquila di Fermo nell’ambito dei cartelloni realizzati dai due Comuni con con l’AMAT e con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Marche Il giorno della civetta è uno dei romanzi italiani più significativi del secondo Novecento.

Apre il genere del poliziesco all’impegno sociale, ma soprattutto dà della mafia e della società del tempo - che nella politica e sulla stampa ne negava persino l'esistenza - una rappresentazione cruda e per nulla giustificatoria. Il romanzo, pubblicato nel ’61, divenne nel ’63 una pièce di prosa grazie a Giancarlo Sbragia e al Teatro Stabile di Catania. Nel ’68 fu un film di successo per mano del regista Damiani Damiani (interpreti Franco Nero e Claudia Cardinale) e nel 2004 Gaetano Aronica con il regista Fabrizio Catalano –nipote dello scrittore – hanno nuovamente adattato il romanzo per il teatro. Un paese di poche migliaia di abitanti, nell’entroterra siciliano. Un freddo mattino d’inverno. Una piazza. Un autobus – il motore già acceso – che s’appresta a partire.

Gli ultimi passeggeri s’affrettano a salire, mentre gli altri aspettano fiduciosi la partenza dietro i finestrini appannati. Un uomo vestito di scuro s’avvicina, di corsa. All’improvviso, un bagliore, seguito da un rumore sordo: l’uomo rimane quasi sospeso, per qualche istante, prima di afflosciarsi sull’asfalto. Morto. Ispirato ad un fatto realmente accaduto (l’assassinio per mano di mafia di un sindacalista nella Sicilia della fine degli anni Cinquanta) Il giorno della civetta racconta la storia dell’inchiesta condotta, a partire da questo omicidio, da un capitano dei carabinieri appena arrivato in Sicilia da Parma all’inizio degli anni ’60. Davanti a lui c’è un cammino lungo e irto di ostacoli. In fondo al quale c’è la verità. «In questa riduzione teatrale» scrive nella nota di regia Fabrizio Catalano «l’azione si svolge in una Sicilia trasfigurata, territorio dell’anima prima ancora che elemento geografico. Ma soltanto in Sicilia i soprusi e le ingiustizie vengono imposti con la violenza? Ovunque chi ha il potere, ne abusa. In pochi protestano, in pochi si oppongono.

Per queste ragioni, in questo spettacolo, dovremo curarci di rifuggire ogni rassicurante stereotipo. Bellodi, alla fine, perderà la sua battaglia. Dopo aver arrestato i colpevoli del’omicidio il capitano sarà promosso e trasferito. La responsabilità morale del delitto cadrà su Rosa, moglie dell’uomo che aveva riconosciuto l’assassino e poi misteriosamente scomparso. Anche Rosa andrà via, come Bellodi, come il maresciallo. Chi sta dalla parte della giustizia, deve ritirarsi. Ma non sarà sempre così». In scena con Sebastiano Somma, Gaetano Aronica e Orso Maria Guerrini anche Morgana Forcella, Roberto Negri, Alessio Caruso, Maurizio Nicolosi, Paolo Gattini, Luca Marianelli. La regia è di Fabrizio Catalano. Lo spettacolo è prodotto da ATDC Fondazione Sciascia e Teatro di Racalmuto.



Amat

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-01-2011 alle 11:15 sul giornale del 29 gennaio 2011 - 963 letture