Porto S. Giorgio: mercoledì a teatro arriva Claudio Santamaria

claudio santamaria 3' di lettura 24/01/2011 -

Andrà in scena mercoledì 26 gennaio alle 21.30 al Teatro comunale lo spettacolo “La notte poco prima della foresta”, terzo appuntamento della stagione di prosa sangiorgese, un testo di Bernard Marie Koltes, per la regia di Juan Diego Puerta Lopez, messo in scena dalla compagnia Nuovo Teatro, che vedrà protagonista Claudio Santamaria.



Di seguito la nota allo spettacolo del direttore artistico del teatro sangiorgese Cesare Catà “Un testo teatrale di una potenza e di uno stordimento preziosi e rarissimi: una sola frase, senza punti, lunga quaranta pagine, un irrefrenabile grido d’amore, di ricerca di un compagno, di un’alterità che dia senso, nella periferia grigio-tremenda di una metropoli che diventa confine del mondo, al pulsare della vita in tutte le sue forme: il monologo La notte poco prima delle foreste, che il celebre attore Claudio Santamaria porterà in scena a Porto san Giorgio mercoledì prossimo, 26 Gennaio, è tutto questo. Il copione venne composto nel 1977 da Bernard-Marie Koltés, scrittore francese prematuramente scomparso che oggi si pone come una delle voci più toccanti e originali della drammaturgia europea contemporanea.

La storia a una sola voce che viene narrata ne La notte poco prima delle foreste è quella di un giovane uomo “sperduto” nelle vene di cemento di una periferia cittadina, nel cuore della notte, sotto l’incessante pioggia, cercando il suo “amore” – un compagno che redima l’assurdo, la bruttezza, la terribilità di un vivere bieco. È una storia d’amore e maledizione quella che Koltès narra con il suo monologo. C’è sicuramente un’eco classica nel suo scrivere, il quale però piega i ritmi, le atmosfere e i sapori linguistici della classicità a un’allucinazione deformata dall’afasia di un mondo non più in grado di parlare. Un po’ come quando Picasso traduce in termini cubisti i quadri di Velàzquez, similmente Koltès sembra essere una specie di Racine metropolitano. La forma tragica ellenica, che il genio di Racine tradusse nella letteratura francese moderna, ritorna, trasfigurata, ne La notte poco prima delle foreste. Come nel celebre romanzo di Louis-Ferdinand Céline, scritto quarantacinque anni prima, quello narrato da Koltés è un “viaggio al termine della notte”, laddove la notte è luogo di confine fisico e metafisico: è ciò che separa la città dalle “foreste”, l’ignoto senza nome del deserto extraurbano, ma è anche il luogo dell’anima in cui esplode la rabbia orrenda e dolcissima della nostalgia. Mentre la pioggia cade sugli asfalti della città; e mentre la birra, in una sorta di raffinatissimo chiasmo con la pioggia, cade contemporaneamente e massicciamente nel corpo, nell’anima precipita il volto sconosciuto di “un angelo” che, dice l’autore, possa apparire “in mezzo a tutto questo bordello”.

Ed è infatti così, con una invocazione-preghiera eretica ed erotica che rimanda in un certo senso al teatro del nostro Testori, che si conclude il viaggio al termine della notte del protagonista di Koltès: tra il cadere della pioggia e quello della birra, chiamando disperatamente per nome il mistero di un Amore. “[…] io cercavo qualcuno che fosse come un angelo in questo bordello, e ora tu sei qui, ti amo e non saprò mai come dirlo, e il resto, la birra, la birra, la birra, che casino, che bordello, compagno, e sempre la pioggia, la pioggia, la pioggia”. Jaques Lacan ha detto una volta che nell’amore si dona ciò che non si ha a qualcuno che non lo vuole. In questa natura essenzialmente paradossale dell’amore umano, si innesta il testo bellissimo di Koltès, che nella interpretazione di Claudio Santamaria viene a toccare il cuore della tematica dell’amore come follia della stagione 2010/2011 del Teatro di Porto san Giorgio”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-01-2011 alle 16:48 sul giornale del 25 gennaio 2011 - 744 letture

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