Area di Marina Palmense e zona di Santa Maria a Mare, progetto d'intervento

comune di fermo 3' di lettura 17/01/2011 -

Il progetto per il recupero dell’area ex Campo Volo di Marina Palmense e della zona di Santa Maria a Mare rappresenta un intervento quanto mai ampio inserito all’interno di una progettualità globale e che interessa i più svariati settori: ambiente, viabilità, servizi ai residenti, turismo, parcheggi.



Un progetto che è inserito anche all’interno di un piano generale che include la riqualificazione del Parco del Cugnolo a Torre di Palme, il progetto “Le vie dell’Acqua” in collaborazione con il Cosif per la valorizzazione dei percorsi fluviali e dei loro equilibri naturalistici, il turismo con l’approdo sangiorgese con la realizzazione di un collegamento ciclabile e pedonale e di un altro passaggio carrabile leggero lungo il tratto della ferrovia e ancora la riqualificazione di Santa Maria a Mare.

Obiettivo: rinaturalizzare l’area in questione, ponendo la massima attenzione a non stravolgerne l’identità di un’area d’indiscusso valore. La rinaturalizzazione intende salvaguardare questo affaccio sul mare, uno dei pochi ancora rimasti, che permettono la vista del mare attraverso il verde delle colline, e riproporre ed agevolare il ritorno ( proprio grazie a zone con acqua bassa a stagno) di importanti specie di uccelli migratori e stanziali che una volta popolavano la nostra costa. A questo si aggiunge un paesaggio caratterizzato da dune e zone pianeggianti, completamente piantumate con essenze della macchia mediterranea.

Una superficie di circa 27 ettari, posta davanti al mare, che ha subito tutto intorno una massiccia antropizzazione avvenuta, in particolare, tra gli anni 1790 – 1810, che ha visto occupare da insediamenti ed attività umane tutte quelle zone paludose di acqua salmastra rendendo tali aree inizialmente utili al pascolo e successivamente alla coltivazione. La trasformazione dell’habitat originario consisteva nell’imbrigliare le acque fluviali e dei fossi in un sistema di canali i quali si facevano sfociare in bacini destinati a ricevere le torbide che poi venivano fatti defluire al mare. Area che era stata affittata dal Demanio e che è tornata poi di proprietà del comune gratuitamente.

L’oasi diviene oggi una risorsa capace di ospitare tutte le funzioni e attività didattiche e sociali che possono rivitalizzare un’area di così grande importanza per il territorio ed educare le nuove e vecchie generazioni al rispetto della natura in tutti i suoi magnifici aspetti. Un progetto che, avendo come base di partenza queste valutazioni di carattere naturalistico, si è allo stesso tempo relazionato con le presenze attuali che circondano l’area e in particolare le attività turistiche che rivestono una notevole importanza e che sono ormai consolidate nella zona a sud e nord dell’area. Si è tenuto conto inoltre della spiaggia prospiciente e della presenza del porto turistico della marina di Porto San Giorgio. Ne viene fuori un progetto complessivo, plasmato per rispettare lo status di quell’area e che allo stesso tempo coinvolge l’area più vasta che va dal porto turistico a Torre di Palme.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-01-2011 alle 18:11 sul giornale del 18 gennaio 2011 - 1183 letture

In questo articolo si parla di politica, fermo, Comune di Fermo

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