Saturnino Di Ruscio in merito al PTC sul fotovoltaico

saturnino di ruscio 5' di lettura 11/01/2011 -

Come consigliere provinciale ho mostrato perplessità in merito alla variante adottata dalla Provincia di Fermo del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTC) finalizzato al Regolamento nel territorio provinciale per l’istallazione di impianti tecnologici in particolare fotovoltaici.



Nella lettera indirizzata al Servizio Territorio Ambiente Energia della Regione Marche ho messo in evidenza una serie di gravi carenze del PTC adottato dalla Provincia di Fermo. Eccone una sintesi dei punti più importanti segnalati:
1)Un vizio procedurale non essendo stato espletato quanto previsto dal cambiamento disposto dai comma 1 e 10 primo periodo dell’art.25 della L.R. 34/92 sulla formazione e pubblicazione del P.T.C. Tale disposizione prevede infatti che “…le province assicurano, fin dalla fase iniziale di predisposizione del piano, la partecipazione dei comuni”. Risulta che nulla sia stato fatto in tal senso. E’ facile parlare di partecipazione e condivisione, ma le parole vanno tradotte in atti concreti. Una volta adottata entrano in vigore le norme di salvaguardia e i commi possono dire poco a riguardo.
2)Non si ritiene che la presente proposta di variante al PTC possa essere esclusa dalla procedura di V.A.S. in quanto modifica sensibilmente gli aspetti ambientali e storico-culturali del territorio. Seppur vengono ridotte le dimensioni degli impianti e le aree sulle quali poterli installare, si modifica il sistema della pianificazione comunale ed in quanto tale devono esserne verificate le ricadute sotto ogni profilo tramite la procedura di V.A.S. o quantomeno con la procedura di screening che ne attesti e certifichi la sua esclusione. Non si ritiene sufficiente la semplice dichiarazione di esclusione inserita nell’atto deliberativo resa esclusivamente come formalismo amministrativo. Le questioni sono di merito, cioè verificare che cosa succede effettivamente sul territorio con apposite valutazioni di carattere tecnico. Le stesse linee guida nazionali affermano chiaramente che: …“l’individuazione delle aree e dei siti non idonei non deve, comunque, configurarsi, come divieto preliminare, ma come atto di accelerazione, e semplificazione all’iter di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio, anche in termini di opportunità localizzative offerte dalle specifiche caratteristiche e vocazioni del territorio” Ma, a quante pare, queste sono questioni che non interessano a chi amministra un territorio.

3)Non sono stati tenuti in debita considerazione i procedimenti autorizzativi in itinere né comunali né provinciali sui quali si sono create legittime aspettative da parte dei soggetti proponenti e che forse il loro diniego esporrebbe le amministrazioni a considerevoli danni economici. Va detto con forza che le procedure autorizzative non hanno avuto in tutti questi mesi una definitiva chiarezza interpretativa. Anche oggi si riscontrano modalità e interpretazioni diverse sia in termini procedurali che di competenza fra enti ovvero tra provincia e comune aggravate poi dall’adozione di provvedimenti palesemente illegittimi come la variante di cui stiamo parlando. Sarebbe stato meglio rinviare l’adozione della delibera di variante, per avviare con i comuni una concertazione non solo ai fini della corretta procedura di adozione della variante stessa ma anche come condivisione dei processi di sviluppo economico e sociale. Nella stessa Delibera Regionale n.13 del 30 settembre 2010, all’allegato 2 “Indirizzi generali Tecnico-Amministrativi”, al punto 1.2 viene stabilito che : “ I procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del presente atto, sono conclusi ai sensi della previgente normativa”.
4)A fronte di quanto sopra viene da chiedersi quale sia il valore di questo PTC. Come si può avviare una variante ad un piano non esistente? Soprattutto, come si può accettare questa variante che tiene conto solamente d’interessi di parte? E ancora, la Regione Marche con Delibera di Giunta n. 999 del 28 luglio 2008, quale ente sovraordinato all’espressione del parere di conformità ha richiesto, per la variante adottata dal Consiglio Provinciale di Ascoli Piceno definitivamente in data 6 settembre 2007 con atto n. 90, una serie di chiarimenti ai quali a tutt’oggi non è stato dato riscontro.

A fronte di tutto questo l’interrogativo che ho posto è chiaro: permanendo questo stato di cose l’azione pianificatoria risulterebbe ingessata e preclusa ad ogni forma propositiva ed assolutamente illegittima sotto il profilo giuridico. Viene da chiedersi a seguito tutto ciò: ma questo PTC della Provincia di Fermo, è per i 73 comuni dell’interno comprensorio Ascoli/ Fermo o solo per i 40 comuni della nuova Provincia?

Nella risposta inviata dal Servizio Territorio Ambiente ed Energia della Regione Marche, a firma del dirigente della P.F. Urbanistica ed Espropriazione Dott. Stefano Gavazzi si legge che, dagli atti inviati dal Consigliere Di Ruscio a corredo dei suoi quesiti: “ risulta che la Provincia di Fermo sta utilizzando la parte della variante generale al PTC della Provincia di Ascoli Piceno adottata con deliberazione del Consiglio provinciale n.90 del 6 settembre 2007 che riguarda il suo territorio, sulla base di accordi presi dalla Giunta provinciale di Ascoli Piceno con il Commissario nominato dal ministro dell’interno per curare ogni adempimento connesso all’istituzione della nuova Provincia di Fermo fino all’insediamento dei suoi organi elettivi…”.

Risposta che prosegue “…ciò significa che la nuova Provincia di Fermo, fino a quando non provvederà ad adottare un proprio PTC, può utilizzare la variante al PTC della provincia di Ascoli Piceno adottata con Deliberazione del Consiglio provinciale di Ascoli Piceno n.90/2007 per la parte che disciplina il suo territorio. Ma ciò significa anche che tale variante al PTC di Ascoli Piceno, per la parte che disciplina il territorio della nuova Provincia di Fermo, non è divenuta il PTC della Provincia di Fermo e ad essa quest’ultima non può apportare varianti o modifiche, essendo un Piano che non gli appartiene, non avendolo mai adottato”.

Anche a seguito di tutto ciò lascia perplessi come la provincia di Fermo utilizzi il PTC a proprio piacimento ed interesse ‘plasmandolo’ secondo le proprie esigenze. Viene modificato e ritenuto valido quando si tratta di fotovoltaico mentre per il motodromo si dice che ne serve uno nuovo perché il PTC attuale non ha un’effettiva valenza.


da Saturnino Di Ruscio
Consigliere Provinciale di Fermo




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-01-2011 alle 17:47 sul giornale del 12 gennaio 2011 - 1000 letture

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