Di Ruscio sulla variante del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale

saturnino di ruscio 5' di lettura 18/10/2010 -

In merito alla variante del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTC) finalizzato al regolamento per l’installazione di impianti tecnologici in particolare fotovoltaici, dopo aver affrontato l’argomento da Consigliere Provinciale, ritengo doveroso intervenire anche come Sindaco.



Non posso non rilevare la totale mancanza di trasparenza e partecipazione da parte della Provincia di Fermo, in primis dal presidente Cesetti difeso dai suoi sottoposti. Sono le leggi a parlare: nei comma 1 e 10 del primo periodo dell’art.25 della L.R. 34/92 sulla formazione e pubblicazione del P.T.C. si prevede infatti che “…le province assicurano, fin dalla fase iniziale di predisposizione del piano, la partecipazione dei comuni”.

Come sindaco del Comune di Fermo mi risulta che nulla sia stato fatto in tal senso e che di fatto la legge regionale non sia stata rispettata. La Provincia di Fermo avrebbe dovuto sentire la posizione degli altri sindaci, almeno per avere un’idea della situazione reale nel territorio dei 40 comuni, evitando così di adottare un provvedimento presumibilmente illegittimo e che può creare ingenti danni alle pubbliche amministrazioni e alla provincia stessa che, al pari di tutti, deve rispettare le normative sovraordinate senza limitarsi solo a dettare le sue in contrasto con le regionali e nazionali. Un provvedimento che risulta essere in contrasto con le normative nazionali e regionali. Sono inoltre convinto che non salvaguarderà per niente questo territorio.

La proposta di variante al PTC non poteva essere esclusa dalla procedura di V.A.S. in quanto modifica sensibilmente gli aspetti ambientali e storico-culturali del territorio. Seppur vengono ridotte le dimensioni degli impianti e le aree sulle quali poterli installare, si modifica il sistema della pianificazione comunale ed in quanto tale devono esserne verificate le ricadute sotto ogni profilo tramite la procedura di V.A.S. o quantomeno con la procedura di screening che ne attesti e certifichi la sua esclusione.

Viene inoltre da chiedersi quale sia il valore di questo PTC. Come si può avviare una variante ad un piano non esistente? Soprattutto, come si può accettare questa variante che tiene conto solamente d’interessi di parte? La Regione Marche con Delibera di Giunta n. 999 del 28 luglio 2008, quale ente sovraordinato all’espressione del parere di conformità ha richiesto, per la variante adottata dal Consiglio Provinciale di Ascoli Piceno definitivamente in data 6 settembre 2007 con atto n. 90, una serie di chiarimenti ai quali a tutt’oggi non è stato dato riscontro. In merito a questa problematica non è chiaro come i due enti provincia possano pronunciarsi congiuntamente sui chiarimenti richiesti dalla Regione Marche, atteso che gli stessi hanno implicazioni dirette sulle azioni di governo del territorio per le quali ormai ogni singola provincia vanta obiettivi e strategie diverse. Infatti, già diversi mesi or sono, la Provincia di Ascoli ha adottato autonomamente una variante al PTC (di Ascoli Piceno) che riguarda le stesse problematiche di cui oggi stiamo parlando.

Permanendo questo stato di cose l’azione pianificatoria risulterebbe ingessata e preclusa ad ogni forma propositiva ed assolutamente illegittima sotto il profilo giuridico. Viene da chiedersi a seguito tutto ciò: ma questo PTC della Provincia di Fermo, è per i 73 comuni dell’interno comprensorio Ascoli/ Fermo o solo per i 40 comuni della nuova Provincia? Di fronte a questo grave stato di cose ho chiesto informazioni agli uffici comunali competenti. Le pratiche a cui hanno fatto riferimento l’assessore provinciale Buondonno ed i consiglieri Montanini ed Agostini risalgono agli scorsi mesi di maggio e giugno. Non c’è stata nessuna accelerazione. Gli uffici comunali stavano solo cercando di capire l’evoluzione delle normative in materia per poi muoversi di conseguenza.

L’ufficio comunale ha rilasciato le autorizzazioni di pratiche presentate già da molti mesi tenendo conto delle normative vigenti e così facendo in previsione ha evitato che l’attuazione del provvedimento della Provincia di Fermo, in quanto presumibilmente illegittimo, potesse creare gravissimi danni sia al comune che alle stesse ditte e alla Provincia stessa.

La Provincia deve rispettare le leggi. Sia la Regione che il Ministero competente hanno precisato che la pratiche presentate prima del loro provvedimento vanno esaminate in base alla normativa previgente mentre la Provincia modifica la procedura in corso senza badare alle possibili gravi ripercussioni. Non si può, sulla base di una presunta tutela del territorio, adottare provvedimenti che poi non tutelano ma creano solo confusione. Da parte del Comune di Fermo la trasparenza c’è stata e ci sarà sempre. Nel Consiglio Comunale di Fermo, non è mai successo (come invece è avvenuto in quello provinciale) che i consiglieri fossero stati messi a conoscenza di un provvedimento appena un giorno prima della data del consiglio stesso. Se un’accelerazione c’è stata, è stata proprio da parte della Provincia che, come tutti i ‘gatti frettolosi’, ha fatto i ‘figli ciechi’.

Sono ormai 10 anni che il centro sinistra mi attacca su ogni possibile fronte in modo del tutto demagogico. Annuncio che come Sindaco e come Consigliere Provinciale da oggi in poi avrò un atteggiamento ancora più intransigente su tutta la politica strumentale portata avanti dalla Provincia e dal centro sinistra. Prese di posizioni mirate solo ad interessi di parte ed accuse che saranno analizzate accuratamente e per la quali non farò più sconti a nessuno. Non accetto lezioni di trasparenza e correttezza da coloro che per primi non applicano questi principi nel loro agire quotidiano.


da Saturnino Di Ruscio
sindaco di Fermo




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-10-2010 alle 19:13 sul giornale del 19 ottobre 2010 - 736 letture

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