Moresco: cento anni di autonomia, occasione per riflettere sull'integrazione del fermano

moresco 1' di lettura 17/06/2010 -

Conto alla rovescia nella terra dei Moreschini. Sulla stupenda Torre eptagonale sventola il pennone che ricorda i cento anni dal distacco del piccolo comune da Monterubbiano. Per la festa è tutto pronto. Il programma è intenso.



Momenti di svago ma anche di impegno. Festa popolare dunque e festa civile insieme. Il primo appuntamento è quello di venerdì 18 giugno. Nella sala convegni dell'azienda Ciriaci di Moresco, si confronteranno alle ore 21 Paolo Crepet e Ugo Ascoli. Insieme a loro, per la tavola rotonda, sono stati invitati rappresentanti della Provincia di Fermo e della Regione Marche.

Il tema è di quelli che solleticano. Titolo: “L'intelligenza sociale: dal conflitto all'integrazione territoriale”. Quale l'intento dei promotori? Sicuramente di ricordare e riproporre a tutti i soggetti che solo stando insieme si vince. Si vince se il piccolo paese di Moresco si integra nel territorio più vasto della Valdaso e questa, a sua volta, è integrata nello spazio più ampio della provincia, della regione, ecc. Ma non è un problema solo di carattere istituzionale. E' ovvio.

L'integrazione è quella che passa trasversalmente e lega cittadini, istituzioni, imprese, associazioni. Insomma, una rete ampia, una porzione di terreno che è, insieme, politica, economia, cultura, società, turismo, gastronomia, storia. Il sociologo Aldo Bonaiuto ha parlato di questa rete territoriale come del capitalismo vincente: esattamente, il quarto capitalismo, che nulla ha a che vedere con le rapine finanziarie o i grandi pescecani, bensì con il lavoro di gente inserita in un ambito particolare (lo ha chiamato distretto) e che riscopre di essere comunità, E come tale si muove insieme. E vince le sue battaglie.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-06-2010 alle 13:04 sul giornale del 18 giugno 2010 - 926 letture

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