Confartigianato: preoccupante la crisi per l’edilizia di Ascoli e Fermo

edlizia 2' di lettura 06/06/2010 -

Confartigianato Imprese di Ascoli Piceno e Fermo sottolinea i numeri della crisi che sono preoccupanti in vari ambiti: calo degli investimenti in costruzioni, caduta dei livelli occupazionali, chiusura e fallimenti delle imprese, calo dei bandi di gara per lavori pubblici, caduta delle compravendite immobiliari.



"Tutto questo nonostante un anno fa a Roma in occasione degli 'Stati Generali delle Costruzioni' al quale hanno partecipato gli imprenditori di tutte le associazioni del settore, pensavamo si fosse nel pieno della crisi. Il peggio purtroppo non solo non è passato ma sta ancora arrivando. I numeri nazionali sono pesantissimi, ma quelli regionali, per il 2009, ancora peggiori e parlano chiaro: oltre 2600 posti di lavoro persi e 35-40% ore lavorate in meno e oltre 70 imprese fallite.

Lo scorso anno il saldo fra imprese aperte e chiuse ha fatto registrare una flessione del 43% (1.391 imprese nate, 1.821 dismesse) e nel primo trimestre del 2010 siamo gia' a -149 aziende. 'Manca un Piano casa che funzioni, sottolinea Confartigianato, il Patto di stabilita' interno non e' stato modificato, e non c’è un piano di opere pubbliche piccole e medie'.

Nelle province di Ascoli e Fermo la crisi rispecchia i dati regionali se non sono ancor5a peggiorativi. Tante potrebbero essere le soluzioni da tentare, ma ad oggi non abbiamo visto alcun passo verso di noi, sia a livello nazionale che locale. Esistono priorità per uscire dalla crisi: modificare il Patto di Stabilità, garantire i pagamenti dovuti alle imprese, sbloccare le risorse per le infrastrutture, attuare il Piano Casa 1 per l'housing sociale, garantire la regolarità del mercato del lavoro, utilizzare la leva fiscale e snellire le procedure. Senza questi accorgimenti morirà un settore che nelle Marche è prioritario". La crisi tra l’altro evidenzia che gran parte dei 2600 lavoratori che hanno perso il posto di lavoro sono immigrati, rischiando anche di avere problemi di ordine sociale. Confartigianato imprese quindi concorda con quei sindaci che chiedono al Governo di rivedere il Patto di Stabilità interna, così da dare la possibilità ai comuni virtuosi di attuare opere pubbliche".

Significative anche le parole di Bruno Crescimbeni presidente della Confartigianato Edili Marche: "La politica si sta movendo in maniera lenta e le misure prese in ritardo fanno vedere i loro effetti. Speriamo che l'amministrazione regionale rimetta mano al Piano Casa, dato che è fallito, per snellirlo e renderlo più veloce. Le energie alternative stanno prendendo campo in tutta Italia. Purtroppo nelle Marche abbiamo un freno a mano tirato. Inoltre è altrettanto importante per Confartigianato che le pubbliche amministrazioni attivino quanto prima i lavori pubblici, con appalti o trattative a portate di piccola impresa marchigiana, ciò per far lavorare gli imprenditori locali che sono possessori di grandi competenze.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-06-2010 alle 17:46 sul giornale del 07 giugno 2010 - 2252 letture

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