Tutela di prezzo per il gas: soddisfatta la Confartigianato uapi

moreno bruni 3' di lettura 14/05/2010 - La Confartigianato UAPI informa che è stata prorogata al 30 settembre 2011 l’applicazione transitoria del servizio di tutela la cui originaria scadenza era il 30 settembre 2010.

Tale differimento consentirà alle imprese che non hanno scelto di passare al mercato libero del gas, di poter ancora usufruire per il prossimo anno di un regime tutelato – dove le condizioni economiche sono stabilite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas – evitando così il passaggio automatico, e spesso inconsapevole, da condizioni di tutela a mercato libero. “L’auspicio della Confartigianato - riferisce Moreno Bruni, presidente dell’associazione interprovinciale di Ascoli Piceno e Fermo - è che, nel frattempo, vengano prese adeguate misure per garantire una maggiore concorrenza del mercato del gas nell’interesse dei consumatori. Inoltre, la decisione dell’Autorità viene incontro alle preoccupazioni più volte manifestate dalla nostra confederazione in ordine all’esigenza di assicurare ai clienti finali coinvolti un adeguato percorso di informazione”.

“Non è un caso che la Confartigianato UAPI - prosegue il presidente Bruni - disponga anche di un servizio di consulenza aziendale in ordine al tema energetico, con la possibilità di poter effettuare una scelta opportuna del proprio fornitore di gas nel mercato libero ed evitare pericolosi salti nel buio. La convenzione che abbiamo stipulato con Hera Comm, infatti tende proprio a garantire agli associati una preventiva valutazione del fabbisogno energetico, operazione che precede l’eventuale passaggio al nuovo operatore.”

Tuttavia, Confartigianato ritiene opportuno provvedere ad un’adeguata campagna formativa ed informativa sulle offerte del mercato gas, che necessariamente passa attraverso una maggiore trasparenza e leggibilità delle bollette.

Alcuni dati sul costo dell’energia in Italia sono emblematici. Secondo i più recenti studi Confartigianato, la classifica provinciale vede al primo posto per il più ampio divario di costi rispetto alla media europea Milano, con un gap di 606 milioni euro, seguita da Brescia (453 milioni euro), Torino (325 milioni euro), Roma (319 milioni euro), Bergamo (273 milioni euro). La regione Marche, i cui consumi si attestano nell’ordine di 5.459 GWh, fa registrare un gap più moderato, appena il 2,5% (corrispondente a 210 milioni di €.) che incide quale maggior costo a carico delle imprese per 1.178 € ciascuna.

A livello settoriale, le aziende maggiormente penalizzate sono quelle manifatturiere e delle costruzioni che complessivamente pagano un maggior onere rispetto alla media europea pari a 5.782 milioni euro, mentre le imprese dei servizi subiscono un maggiore costo di 2.641 milioni euro.

In media nell’Italia Centrale, rispetto alle altre aree del paese (Nord e Mezzogiorno) si registra il minor gap (17,4 %) rispetto alla media dei paesi UE; un dato interessante che tuttavia non elimina il problema di fondo, ovvero l’alto costo dell’energia pagato dalle imprese rispetto agli altri competitor. Confartigianato ha confrontato i prezzi dell’energia elettrica al netto delle imposte nei 10 paesi europei (Austria, Cipro, Danimarca, Estonia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Lettonia Portogallo e Polonia) che non hanno produzione di energia elettrica con il nucleare. Risultato: il costo dell’energia, escluse le tasse, in Italia rimane più elevato del 48,1% rispetto ai dieci paesi ‘no nuke’.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-05-2010 alle 11:11 sul giornale del 15 maggio 2010 - 708 letture

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