Teatro Comunale di Porto S. Giorgio: Le nuvole di Aristofane

amat marche 2' di lettura 26/03/2010 - Martedì 30 marzo proseguono al Teatro Comunale di Porto San Giorgio gli appuntamenti della stagione di prosa promossa dall’Amministrazione comunale e dall’AMAT in collaborazione con la Regione Marche e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.


In scena Le nuvole di Aristofane nella lettura del talentuoso regista Antonio Latella, spettacolo che ha debuttato con successo lo scorso luglio al 52° Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Una commedia dell’antica drammaturgia greca che oggi appare come una delle più riuscite di Aristofane per la capacità di trasferire situazioni contingenti in una dimensione universale, eternando il perenne conflitto fra le generazioni e il problema di una società che ha smarrito il senso del giusto, temi trattati dall’autore col genio di una satira acuta. Sapientemente sfoltito ma fedele al testo, il regista ne ha fatto un cabaret metafisico, un gioco del teatro nel teatro.

«Le nuvole sono tutto e non sono niente – scrive Latella nelle note di regia - sono i nostri desideri e le nostre paure, le nostre gioie e i nostri orrori, e diventano tutto ciò che vogliamo ma non potranno mai essere, mai esistere, eppure sono indistruttibili, come i pensieri, le idee […].
Il giuoco del Teatro si moltiplica in questa commedia umana, la porta della conoscenza si è fatta minuscola, varcarla è impegnativo ma è dietro a quel cancello di velluto rosso che si imparano i trucchi della finzione, a bluffare sulla verità o a saperla riconoscere. Questa commedia antica non mette in scena un personaggio ma l’ICONA di un PERSONAGGIO, che ha nome SOCRATE e il luogo che lo ospita, il PENSATOIO, è il vero personaggio con il quale Strepsiade si deve confrontare: un luogo non luogo, uno spazio che ha porte da varcare ma non ha pareti, una stanza dove il Maestro può sospendersi nell’aria, lontano dalla banalità della forza di gravità; solo così può pensare, riflettere, creare, preparare discorsi giusti e ingiusti, un luogo dove l’inafferrabile diventa forma ma resta incomprensibile per il suo continuo mutare essenza. Il Pensatoio, vero protagonista che non è maschile né femminile, non può essere, come ironicamente Aristofane fa dire a Socrate, né pollastro né pollessa. Agli attori il grande compito di coccolarci e di farci pensare, tra le pause di una risata. Un gioco buffo, semplice e pericoloso, come un tuffo nel vuoto; senza RETE.»

Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria. La traduzione è di Letizia Russo, le scene e i costumi di Annelisa Zaccheria, il suono e le musiche di Franco Visioli, l’ideazione delle luci di Giorgio Cervesi Ripa. Gli attori in scena sono Marco Cacciola, Annibale Pavone, Maurizio Rippa, Massimiliano Speziani.

Per informazioni: biglietteria del Teatro 0734 672470.
Inizio spettacolo ore 21.15.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-03-2010 alle 12:32 sul giornale del 27 marzo 2010 - 636 letture

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