Cipriani e il Glossarietto di Vocaboli Dialettali Fermani

comune di fermo 3' di lettura 25/03/2010 - L’identità di un territorio passa attraverso molteplici espressioni. Si è da poco concluso il Festival “Tipicità” che ha mostrato come il turismo enogastronomico, le risorse paesaggistiche, le tradizioni contribuiscano a delineare in maniera unica ed originale il volto di un territorio ed a renderlo riconoscibile tra mille altri.

Accanto a tutto ciò, la differenza e la specificità di una città e di un territorio, nel Paese dei mille campanili come è la nostra penisola, è fortemente identificata dalla sue espressioni linguistiche ed in particolare dal dialetto che mantiene ancora stretto nel suo accento, lessico e coloritura, il rapporto con il passato, con la tradizione e la saggezza popolare, con un modo di esprimersi che è anche un modo di vivere la quotidianità ed il proprio territorio.

In un momento di passaggio epocale, come quello che stiamo vivendo, della rinascita della nuova Provincia e della ritrovata dignità di Fermo città capoluogo, si assiste ad un positivo e fecondo proliferare di studi locali appassionati e motivati nel contribuire ad aggiungere un nuovo tassello all’identità storica e culturale della città e del territorio fermano.

Tra questi si inserisce il volume di Pietro Cipriani, studioso locale, figura discreta ma operosa ed appassionata nelle sue ricerche linguistiche sul nostro dialetto. La sua ultima opera il “Glossarietto di Vocaboli Dialettali Fermani” iniziativa curata dalla Società Operaia di Fermo raccoglie in maniera certosina, oltre cento vocaboli dialettali fermano, rigorosamente ordinati alfabeticamente e completati nella parte finale da un accurato paragrafo dedicato ai “Modi di Dire Vari”. L’opera è frutto di un paziente lavoro di studio ed analisi, sia di fonti documentarie che di testimonianze vive, raccolte grazie alle frequentazioni di agricoltori, pescatori, anziani, depositari della “lingua verace” come afferma lo stesso Cipriani nell’introduzione del volume. Un’opera che ha suscitato di recente anche l’apprezzamento dell’Accademia della Crusca di Firenze che ha inserito il volume nella sezione “Dizionari” della sua prestigiosa biblioteca, sottolineando in una nota ufficiale, come mancasse sino ad oggi uno specifico contributo sul dialetto fermano.

Un volume piccolo, ma grande che, dopo gli studi eruditi di lingua e folklore locale di Luigi Mannocchi, ha ridato odierna voce “dialettale” a questa città ed al suo territorio nel contesto nazionale.

In un anno come questo che vede l’apertura delle Celebrazioni Ufficiali per i 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la questione linguistica occupa non poco rilievo, come si osserva dalle diverse iniziative in tutt’Italia. In questo contesto, riscoprire il dialetto e l’identità territoriale, assume il significato di valorizzare il particolare nel generale, senza chiudersi in sterili campanilismi, ma aprendosi ad un presente europeo, ad un futuro sempre più “globalizzante” in cui resta basilare la consapevolezza delle radici del passato e della variegata ricchezza che, su questo piano, offre ogni municipio, provincia e regione italiana.

Perché come scrive autorevolmente Claudio Magris “La mia identità cresce ogni giorno grazie all'incontro di nuove persone e nuove culture, senza perdere il suo peso specifico, sono proprio le differenze ad esaltarne il contenuto” .





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-03-2010 alle 11:04 sul giornale del 26 marzo 2010 - 1252 letture

In questo articolo si parla di fermo, Comune di Fermo, Accademia Crusca, turismo enogastronomico, ricerche linguistiche, Dialettali Fermani





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